Questo blogpost è per tutti

Questo post è per tutti.

Questo corso, libro, viaggio, evento, abito, gioiello è per tutti
Questa è una definizione che va bene per tutti... Tutti quelli che si accontentano e che non sanno cosa li rende unici.

Questo post non è per tutti ma è per chi legge le proposte e le offerte e pensa che "Se va bene per tutti allora va bene anche per me". Ed è perfetto se hai bisogno di sentirti parte di quel 'tutti' o se non hai grandi pretese o consapevolezza di te.

Se non hai passioni, preferenze, desideri, limiti va bene la roba per tutti (anche se non lo è mai ma ti fanno credere che lo sia).

I diritti sono una cosa per tutti. Il resto è da discutere.

La scorsa settimana mi sono confrontata su questo tema rispetto a contesti diversi.
Ho ricevuto la publicità di un corso per tutti sulle ads.
Nei gruppi homeschooler per aiutare i genitori a capire che fare istruzione parentale consente di personalizzare l'apprendimento poiché replicare la scuola per tutti, quella pubblica, potrebbe far perdere loro una possibilità pazzesca.
Non entro nel merito di come siamo passati dal precettore privati dei nobili e dei borghesi alla scuola pubblica perché sarebbe noioso e allo stesso tempo interessante.

Valorizzare l'unicità

Ho sempre avuto un po' la fissa della specificità e dell'unicità.
Per la formazione di yoga 300 ore abbiamo lavorato sulle controindicazioni, le popolazioni speciali e le patologie (non tutte, ovviamente, il viaggio è ancora lungo).
Poco dopo ho incrociato annunci di corsi e programmi online di yoga per tutti con asana che non erano affatto adatte a tutti senza le dovute modifiche o l'uso di supporti. Eppure questi corsi vanno alla grande e in molti casi le persone si sentono inadeguate quando non riescono a fare una sequenza o una posizione e la vivono male anche se, in realtà, è la posizione che deve essere adattata a loro e non loro a dover fare il contrario.
(Anche qui, dipende dallo stile di yoga).

La vita mi ha insegnato che io non sono come tutti e neppure tu.

Ti è mai capitato di andare al cinema o leggere un libro super decantato e pensare "Beh, tutto qui"? Probabilmente era per tutti quelli che avevano un certo gusto ma non incontrava il tuo gusto.
Puoi voler appartenere a un gruppo per interessi o abitudini senza doverti per forza omologare al gruppo per qualsiasi cosa.

Se fossimo stati educati a vivere serenamente la nostra unicità probabilmente saremmo più capaci di scegliere e di riconoscere di cosa abbiamo bisogno.

Sono sicura che sei fai attenzione trovi un sacco di cose che ti spostano dalla massa verso qualcosa di specifico. Io, per esempio, non posso mangiare quello che mangiano tutti. Non leggono libri che leggono tutti. Non lavoro con tutti perché uso le tecniche complementari e parlo d'intuito ed energia che appartengono a un approccio specifico della persona.

 

Inclusione. Siamo sicuri?

Possiamo stare in gruppi diversi che incontrano il nostro gusto ma ovvio che non saranno adatti a tutti.
Si sta confondendo il concetto di inclusione e accoglienza con l'appiattimento delle differenze che invece dovrebbero essere valorizzate e non annullate per accogliere un presunto Tutti che non esiste. Perché in realtà quando scrivono di un libro che è adatto a tutti si dimenticano che c'è chi forse quel genere non lo legge proprio.

Se dico che una pizza è buona per tutti escludo i celiaci, magari i vegani, chi ha l'allergia al grano.
Se propongo un corso di yoga per tutti non sto considerando quello che ha problemi al ginocchio o la pressione alta quindi alcuni stili di yoga dovrebbe evitarli e no, non posso dare per scontanto che lo sappia solo per vendere un corso in più.

Si cerca di includere la massa cercando di stare sempre più sul vago ma adesso è ora di lavorare sui gruppi specifici, sulle popolazioni speciali, sui dettagli che non fanno parte della massa.

Dal movimento contro al movimento verso

L'invito è di capire, conoscersi e riconoscere cosa fa davvero per te. Io non voglio cose che vadano bene per tutti ma voglio qualcosa che vada bene per me. Che sia un vestito, un libro o un corso vorrei che quella cosa parli proprio alla parte di me che gli altri non vedono e ignorano. Altrimenti mi sto, o ti stai, accontentando.

Possiamo riconoscere le specificità che nell'insieme ci rendono unici. Lo faccio nei percorsi e ogni trova mi sembra di vivere una caccia al tesoro fantastica perché dare valore a questi aspetti di noi, di te, riconoscere i  bisogni o desideri ci sposta dall'essere un numero. Questo crea la Relazione.
Vale per qualsiasi cosa che può portare gioia e valore nella tua vita.

La prossima volta che leggi che qualcosa è per tutti, chiediti o chiedi "Tutti chi?"
Se la risposta è troppo vaga cerca ciò ti faccia dire "Oh, è perfetta per me".

Non accontentarti perché tu sei speciale.

 

 

Photo by Katie Moum

Comments

  1. Simona C.

    “Se fossimo stati educati a vivere serenamente la nostra unicità probabilmente saremmo più capaci di scegliere e di riconoscere di cosa abbiamo bisogno.”
    Concordo perfettamente ma credo anche che a un certo punto della propria vita, ci sia un qualcosa che batte dall’interno e che chiede di essere riconosciuta. Ciò che batte è la richiesta di RI-conoscenza verso e di se stessi che include la consapevolezza di vivere la nostra unicità. L’unicità non esculde l’appartenenza a qualcosa ma la capacità di scegliere.

    1. La riconoscenza dovrebbe venire da se stessi prima che dagli altri.
      Altrimenti si sta sulla mancanza e diventa un gran pasticcio.

      Benedizioni

      1. Simona

        Infatti è quello che intendevo, è qualcosa che arriva da dentro prima per se stessi e poi per e verso gli altri. Altrimenti oltre al caos sarebbe prepotenza e fatui sentimenti…
        Benedizioni a te

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