Come aumentare le sincronicità

Qualcuno le chiama coincidenze ma le sincronicità, soprattutto quelle significative, sono il mezzo con cui l'Universo ti rimette esattamente dove devi essere. Una sorta di cartello segnaletico gigante con scritto: "Tu sei qui".
E quando accadono dovresti seguirle, fare attenzione perché vuol dire che sei su una tappa giusta del percorso.
C'è un modo per favorirle? Sì.

Per aumentare le sincronicità puoi fare una cosa semplicissima: arrenditi.
Ho parlato della resa in questo articolo ma voglio raccontarti cosa può accadere quando lasci che ognuno faccia la sua parte, Universo compreso, e smetti di controllare tutto.
Se avessimo il controllo su tutto forse non morirebbero le persone che ami, non ci sarebbero guerre, non staresti in un lavoro che ti fa correre e, tutto sommato, non sei pagata come vorresti.

Durante il rebranding (ho raccontato il viaggio a partire da qui) è arrivato il momento in cui si organizza il servizio fotografico, non con il cugino che fa belle foto ma con un professionista. Per farlo si scelgono gli abiti, gli ambienti e tutto ciò che serve per avere un'immagine autentica e aderente, smorfie e rughe comprese. Sì, ho scelto di lavorare con Carlotta proprio perché ha questo stile e alla mia pelle rovinata, alle rughe e ai capelli bianchi ci tengo molto quindi che si vedano.
Sono partita da casa con gli abiti di scorta perché, nel caso in cui non fossero arrivati i vestiti che avevo ordinato, non mi sarei trovata a scattare foto senza veli. Ecco, parliamo proprio di veli.

Ho cercato la mia pashmina in seta bianca per un paio di giorni ma sembra essere svanita in un universo parallelo. Quando ho iniziato a fare le valigie per la partenza mi sono dimenticata di cercarla meglio e me ne sono ricordata a poche ore dalla partenza.
Sono arrivata in ferie e mentre aspettavo i vestiti per lo shooting, con le dita incrociate ripensavo alla pashmina che ho cercato anche qui ma nulla. La mia vocina interiore mi ricordava che stavo esercitando l'iper controllo e che potevo affidarmi ma mollare la presa era difficile.

In quei giorni distratta dai contrattempi e dai mille imprevisti accadevano altre cose legate alla comunicazione con il sottile e l'invisibile. Tutto sembrava ricordami una possibilità che mi impegnavo da anni a tenere sotto controllo ma adesso non potevo mettere lì l'energia perché ero impegnata a pre-occuparmi per i vestiti o per il maltempo (per il quale è stato rimandato lo shooting di pochi giorni).

Una mattina mi sono svegliata pensando alle sicronicità sull'extrasensoriale e a un certo punto ho detto:
"Basta! Sembra che tutto remi contro questo benedetto shooting. Se vuole piovere che piova. Se i vestiti non arriveranno, pazienza. Se non ho la pashmina farò senza".
Per onestà confesso di aver aggiunto anche un paio di parolacce che non erano proprio mantra.

Pochi minuti dopo ovviamente pioveva. Lo shooting venne spostato da martedì a venerdì e tutto mi sembrava così faticoso e complicato. Eppure altre cose sottili si muovevano e nei sogni si presentavano, nuovamente, le entità dei trapassati dopo oltre 20 di "Non vi vedo, non vi sento, non vi ascolto".

Nello yoga il quinto Niyama è Ishvara Pranidhana (hai già visto i nuovi video di yoga sul canale?) che invita ad arrendersi e ad affidarsi a una forza più grande. Che sia Dio, l'Universo, l'amore universale, la coscienza collettiva, la Fonte o gli esseri viventi, umanità compresa, poco importa.

Quando si allenta il controllo e ci si affida le sincronicità diventano evidenti perché sono come le briciole di Pollicino che ti riportano sulla strada giusta e in questo periodo, considerato anche il passaggio da un anno personale 5 a un anno 6, tutto mi sembrava dannatamente difficile.

Dopo quello sfogo ho iniziato a fregarmene. Il mercoledì ho scoperto che il mio pay off era già in uso da un'altra professionista, abbastanza conosciuta, e se i tempi fossero stati rispettati, probabilmente non mi sarei accorta e avrei fatto la figura della copiona.
Il giovedì pomeriggio ho incontrato le sorelle Scuteri per il regalo di compleanno a mia sorella Paola. Le ho regalato un corso di pasticceria vegana con Serena e Valentina si è presentata con un regalo per il mio compleanno. Lei sapeva che i vestiti rischiavano di arrivare tardi ma non sapeva della pashmina.
Quando ho aperto il pacchetto e ho trovato la pashmina, di un colore in palette, non credevo ai miei occhi.

Le ho detto subito: "Vale, grazie! Ho cercato una pashmina per giorni e ne ho cercata una anche qui ma non ne trovavo a tinta unita".
Tutto questo serviva per riportarmi in carreggiata rispetto a come stavo vivendo questa trasformazione dimenticandomi di avere un impegno, o un patto, con il sottile che non posso ignorare.

Qualche giorno fa ho raccontato sogni vecchi di venti e più anni a chi forse aveva bisogno di non sentirsi solo e di sapere che chi se ne va è comunque vicino a noi.
I miei sogni si sono ripopolati di persone che non vedevo da anni sul piano fisico e neppure sul piano sottile.
Se a diciannove anni ero spavalda e un filino più incosciente, oggi ho ancora più consapevolezza della responsabilità e di cosa significhi avere la possibilità di sentire e mettersi al servizio.

Non è facile, ma in caso mi metto la pashmina e provo a diventare invisibile.

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