Per il massimo bene di tutti

Dalle email e dai messaggi ricevuti dopo il post della scorsa settimana mi pare di capire che tocchi un nervo scoperto.
Affidarsi significa sentire che va tutto bene anche quando niente sembra andare bene.
Non capisci ciò che succede e perché avviene eppure dentro di te hai fiducia (o fede) che tutto ciò che stai vivendo sia per il tuo massimo bene.
Lo so, sembra impossibile perché la vita a volte riserva schiaffi e bastonate eppure posso assicurarti che è possibile vivere con quella pace interiore per cui anche quando sembra accadere il disastro attorno a te tu sei in pace.

Quando s'inizia un percorso spirituale dobbiamo ricordare sempre che esistono più dimensioni e la realtà assume significati diversi a seconda della prospettiva con cui guardiamo.

La scorsa settimana una cliente mi ha scritto che era dispiaciuta perché non sarebbe riuscita a partire.
Ho letto i suoi messaggi e i vari tentativi e per me era chiaro che non sarebbe dovuta partire.
"L'Universo tende dalla perfezione. Se non devi partire probabilmente è perché devi fare altro. Affidati e stai in attesa. Forse deve arrivarti un'informazione che ora non hai che svelerà tutto".

Voglio spiegarti meglio questo concetto del massimo bene per tutti che è una frase che si una molto nel reiki.
Ti faccio un esempio e come organo di senso principale useremo la vista.

Poniamo che abiti al 4° piano in un condominio di 11. Una sera arrivi a casa e vuoi parcheggiare. Spegni l'autoradio per concentrarti meglio ma ti accorgi che non ci sono posti liberi.
C'è un camion enorme che ostruisce la visuale e ti impedisce di arrivare al punto in cui posteggi ogni sera.
Passa la tua vicina, di rientro dalla spesa, e le chiedi aiuto per far manovra.
Lei, con solerzia e buon cuore visto il peso delle buste, si mette a disposizione dopo aver precisato di aver scordato gli occhiali a casa.
A quel punto il vicino del secondo piano, noto ficcanaso, si affaccia e inizia prima a criticare poi a dire cosa dovresti fare perché da lì lui vede tutto.

La signora del settimo piano lo zittisce e ti consiglia di fare retromarcia perché si è liberato un posto poco prima della curva. Quelli dell'attico stanno sulla terrazza. Sorseggiano un apertivito fresco tra splendidi fiori mentre osservano la scena ridacchiando perché osservano l'autista, tra la cabina e il rimorchio, chiacchierare al telefono noncurante dell'ingorgo e di tutto il trambusto.
Tu in auto inizi a perdere la pazienza. Cerchi di ritrovare la calma facendo gli esercizi che hai imparato al corso di yoga o di mindfulness quando all'improvviso un pallone da calcio rimbalza sul cofano della tua auto. Se hai fatto i corsi con me mantieni la calma e aspetti altrimenti tiri il freno a mano e scendi dall'auto per vedere la botta lasciata sul cofano poi risali e ti attacchi al clacson nella speranza che qualcuno venga a spostare il mezzo. Il tizio in fila oltre alla curva vede il portellone posteriore della tua auto, ma non il camion, e si chiede perché non ti muovi dato che sta per iniziare la finale di coppa e rischia di perdersi l'inno che gli piace tanto.

Quelli dell'attico alzano lo sguardo per il passaggio di un parapendio. Sorvola la zona per atterrare nel cerchio bianco tracciato sull'erba oltre il dosso che s'incontra superato il gigante in mezzo alla strada.
Lei, lassù, sorvola e sente le voci di tutti portate dal vento, ascolta, comprende, vede e sa che ognuno è esattamente dove deve essere: il camion bloccando il passaggio della tua auto, ha impedito che un bambino venisse investito nel tentativo di rincorrere il pallone. Probabilmente non è lo stesso bambino che poi ti ha abbozzato il cofano dell'auto.

Tra tutti questi attori tu quale pensi di essere?

Te lo dico io.
Tutti.
Sei l'autista dell'auto o del camion, chi presta aiuto, il vicino del secondo piano, quella del settimo e quello dell'attico che sorseggia l'aperitivo. Sei anche il bambino che gioca e corre dei rischi e colei che sorvola tutto con il parapendio.
Sei tutti loro e molto di più nelle varie fasi e situazioni di vita.

L'importante è ricordare che servono tutti perché tutti hanno una lezione da imparare e da far imparare agli altri secondo un principio di scambio e reciprocità per il massimo bene di tutti.

Affidarsi all'alto ti permette di vedere oltre il piano duale (il nostro) per riconoscere il disegno di cui fai parte. Vuol dire essere sul parapendio e vedere tutta la scena, senza giudizio, perché quando c'è la comprensione da un punto di vista diverso tutto ha senso e il giudizio decade.

Ecco perché correre, controllare tutto e affannarsi perde senso quando ci si affida.

Prova a pensare a quale ruolo vivi più spesso in questo periodo. La soluzione non è premere l'acceleratore perché potresti schiantarti. Guarda da punti di vista diversi andando più in alto possibile, oltre i giudizi, le aspettative e i limiti dei piani inferiori (fisico, astrale, mentale, emotivo). Affidati e guarda ogni cosa dall'alto.
Guarda tutti, non solo ciò che è di tuo interesse.

Fammi sapere se in questo periodo ti senti al posto giusto. Vale anche se sei in vacanza.

Ah, la mia cliente non è partita ma  il giorno prima della mancata partenza ha saputo che il marito avrebbe avuto una settimana di ferie. Ecco perché l'Universo l'ha boicottata (?) in tutti i modi.
Adesso loro sono in vancaza.
Non importa dove ma sono felici di essere insieme.

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