Noi viaggiamo sicuri

Questa mattina sui social rimbalzava la notizia di una bimba schiacciata dalla madre che la teneva in braccio non avendola legata nel seggiolino auto.

Se l'obbligo legislativo non basta, vi racconto un aneddoto nella speranza vi aiuti a scegliere la sicurezza per voi e i vostri bambini. Ho deciso di scrivere questo post perchè mi rendo conto che, nonostante l'uso del seggiolino sia obbligatorio per legge, ci sono ancora molti genitori che se ne infischiano e i nonni seguono a ruota con il "Una volta tutte queste cose non c'erano" a lasciar intendere che l'uso sia superfluo.
Conoscete l'iniziativa Noi viaggiamo sicuri?

Lo vorrei dire anche a quel papà, mio marito lo incontrava quasi ogni mattina, che guidava con il pupo in braccio. Se non vuoi pensare alla salute di tuo figlio, non penserai di certo a quella di chi ha la sfortuna di incontrarti sul suo cammino. In vista dell'estate lo racconto per i genitori che escono da casa per andare in spiaggia e "Tanto son pochi metri".

Era il 19 settembre 2012 ed ero a casa di mia sorella. Marito, figlio ed io avevamo appena passato una settimana in Croazia per la seconda parte del nostro viaggio di nozze poi siamo andati tra le valli bergamasche per trovare i parenti. Dopo la mattinata con mia sorella, ero d'accordo di trovarmi con mia madre e mia nonna per pranzo dato che dopo un paio di giorni saremmo tornati a casa, vicino Roma.
Chiedo a mia sorella (incinta) se volesse venire con noi a pranzo insieme a mio nipote di 18 mesi, ma avevamo un solo seggiolino in auto quindi avremmo dovuto fare due viaggi. Oppure, come fanno molti, sarebbe dovuta stare dietro con il pupo in braccio.
Usciamo da casa dopo che lei ha rifiutato l'invito, facciamo due curve (due non venti!) e ci fermiamo a un semaforo che scatta con sensore della velocità (ringrazio molto il tipo che veniva in senso opposto).
Fermi al semaforo, il braccio destro appoggiato al finestrino, cintura allacciata e il rumore di una sgommata. Mi giro verso mio marito convinta che fosse sempre il tipo in direzione opposta, quello che ha fatto scattare il semaforo, e non mi sono accorta che il rumore della frenata si avvicinava.
Poi un botto fuori e un colpo alla testa contro il poggiatesta.
Mi sono girata immediatamente per controllare il pupo (all'epoca 20 mesi) immobile, mi guardava con gli occhi sgranati. Ho chiesto a mio marito se lui stesse bene, ma aveva avuto il tempo di puntare le braccia sul volante anche se il sinistro gli faceva male.
Ho detto: "Che botta!"
Eravamo fermi a un semaforo.
Dall'auto scendono 5 ragazzi che rientravano da scuola. Non correvamo molto, ma le gomme dell'auto erano in condizioni pessime. Uno di loro, seduto sul sedile posteriore stava scrivendo al cellulare e nell'urto ha dato una testata al poggiatesta. Ha un graffio sulla testa e perde un po' di sangue. Ometto la parte in cui li ho quasi insultati. Mi accerto che stiano bene e uno di loro fatica a respirare quindi lo invito più volte ad andare in pronto soccorso, ma fa lo spavaldo per non farsi prendere in giro dai suoi compagni. Arrivano i carabinieri, il pupo ha fame, scendiamo dall'auto e mi scoppia la testa, ho la nausea e non so se sia dovuto alla fame o al trauma. Avviso mia madre dell'accaduto (e anche mia sorella prima che lo sappia da altri) e ringrazio il cielo per aver rispettato la legge!
Il pupo sta bene, sembra non avere alcun danno. La nostra Megane, ha la barra interna del baule piegata e la serratura non si apre più. Io mi sento il mondo sulle spalle e vado in pronto soccorso. Visita, lastra, diagnosi: colpo di frusta e trauma da cintura.
Nei giorni seguenti il mal di testa e di spalle sono allucinanti, ho il braccio destro bloccato, e fatico a respirare per il trauma da cintura che, mi dicono, passerà entro qualche giorno.
Due giorni dopo facciamo 740 chilometri per tornare a casa. Io con il collare e mio figlio, a seguito del trauma, ha sputato il ciuccio (unica cosa positiva!) e non ne ha più voluto sapere.
Dopo qualche giorno inizia ad avere un sacco di paure, sobbalza per rumori improvvisi e io, ancora oggi, sto sempre con gli occhi inchiodati allo specchietto laterale.
Lo ripeto: é stato un banalissimo tamponamento.
Sono passati dieci mesi e il trauma da cintura si è trasformato in dolore intercostale che ancora non passa e il colpo di frusta con blocco temporo-mandibolare, dopo vari trattamenti ed esami (compresa l'elettromiografia), mi ha lasciato un residuo per il quale dovrei portare un bite notturno (siamo in fase di rodaggio da una settimana, ma dormire con un paletto tra i denti non è sexy!) , ma va molto meglio rispetto a quando mi svegliavo con la mandibola inchiodata e non potevo fare colazione. Ora il mal di testa per il blocco ATM (articolazione temporo mandibolare) si presenta puntuale verso le cinque del pomeriggio. Se sono in tensione o metto un paio di scarpe con il tacco anticipa alle due del pomeriggio. Non ho più dormito con il cuscino per evitare dolori alla cervicale. Mi dico sempre che c'è di peggio e tutto passa. Oltre a questo avrete a che fare con le assicurazioni per il risarcimento che vi daranno pochi spiccioli e credetemi, può essere frustrante.

Siamo sicuri che pochi metri fuori dal seggiolino auto non facciano la differenza?

Comments

  1. strega dei gatti

    Sono assolutamente d’accordo con te…. spesso ci dimentichiamo che anche pochi metri possono fare la differenza….io non mi stanco mai di allacciare le cinture del piccolo … e litigo perennemente con la grande che non vuole capire l’importanza. Avevo anche pensato di farle vedere brutti traumi conseguenti alla cintura… non messa… per farla scioccare a tal punto che la metta sempre.

    1. No, strega dei gatti, non causare un falso trauma per insegnarla qualcosa. L’esempio è molto più utile e sufficiente. 🙂

  2. mom

    sai quante volte ho sentito mamme o, purtroppo soprattutto, nonne che dicevano “eh ma piangeva tanto e mi fa male al cuore sentirlo piangere”… Ma davvero??? e quanto piangerai poi tu??? E quelli che dicono: ma lo posso tenere, le mie braccia sono più sicure delle cinture… è una cosa che mi fa male da morire!
    Ne vedo tantissimi… bambini senza cintura che passeggiano per la macchina…
    I miei figli hanno imparato fin da subito che non esiste: si sta con la cintura. A volte mi è capitato di portare in macchina dei loro amichetti a cui i miei figli dovevano insegnare ad allacciare la cintura perché loro non l’avevano mai allacciata… Una vita per crescerli e un istante per perderli… assurdo!

    1. Guarda, i nonni iniziano in gravidanza con il “Quando eravamo giovani noi mangiavamo tutto. Oggi ci sono un sacco di menate inutili” e continuano anche dopo con i nipoti. Io mi sono stancata pure di discutere con il “Ma fa caldo, lo tengo in braccio”.
      Vero, una vita per crescerli un istante per perderli. Dovrebbero adottarla come spot. 😉

  3. Grazie è una testimonianza importante e preziosa, spero la leggano in tanti.
    Sono storie che dovrebbero far pensare, spero siano efficaci per far cambiare idea a chi sottovaluta i rischi!

    Un grande in bocca al lupo (figura materna molto efficace, in bocca tiene i suoi piccoli per proteggerli) e spero piano piano ti rimetterai del tutto, essendoci passato (tamponata da ferma causa neve da uno che non ha frenato) so cosa vuole dire 🙁
    e spero anche il tuo piccolino piano piano dimentichi.

    Ciao

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