LOA: Le resistenze sui soldi

Si sta per chiudere l'anno e, si sa, è tempo di bilanci. Sentiamo costantemente parlare di  crisi economica e nei post precendenti si è detto diverse volte che più pensiamo alla mancanza, al bisogno e ci sintonizziamo emotivamente con la paura, in questo caso di avere pochi soldi, più chiamiamo a noi questa realtà.

Dobbiamo porre l'accento su due questioni:

- Cosa vuol dire per noi avere più soldi? Cosa vorremmo (vogliamo) per noi e per la nostra famiglia?

- Perchè abbiamo questo desiderio di avere una casa nostra, un'auto nuova, un conto in banca con parecchi zero?

Spesso si vogliono soldi perchè si pensa che la liquidità porti in sè ben-essere e tranquillità. A volte non abbiamo un'idea chiara di cosa vorremmo, altre volte il desiderio non ha una motivazione reale ed è un puro sfizio. Abbiamo però la possibilità di lavorare, sfizi o meno che siano, in modo concreto, sempre usando la legge di attrazione per chiamare a noi la realtà che vogliamo 'giocando', con la visualizzazione creativa che non è l'immaginazione!

Come sempre però, dobbiamo fare i conti con le resistenze.
- Chi ha tanti soldi è un disonesto.
- Chi ha tanti soldi lavora tantissimo, giorno e notte.
- Chi ha tanti soldi ha avuto un'idea geniale che io non avrò mai.
- Chi ha tanti soldi ha vinto alla lotteria o al superenalotto, è fortuna.
- Chi ha tanti soldi è triste e grasso.
- Avere tanti soldi porta tanti amici falsi.
- Avere tanti soldi permette di comprare una casa più grande, ma io sto bene qui.
- Avete tanti soldi può portare liti in famiglia e divorzi.
- Gli ultimi saranno i primi quindi se ho tanti soldi non andrò in paradiso.
- Se avessi tanti soldi dovrei cambiare vita, casa, auto, abbigliamento e ho paura di cambiare la mia vita anche se questa in parte non mi piace.

Queste sono solo alcune delle resistenze che mettiamo inconsapevolmente in atto rispetto al denaro.
E voi, avete delle convinzioni limitanti rispetto ai soldi?

Comments

  1. Secondo me la grossa difficoltà quando si parla di soldi è capire la diversità tra bisogno e desiderio. Tutti parlano di bisogni ma questi sono quelli primari come sfamarsi e vestirsi e avere una casa; avere una macchina nuova, l’ultimo cellulare o il giubbotto alla moda non è un bisogno ma un desiderio, tra l’altro creato ad arte!
    io non ho grosse resistenze legate ai soldi ma quando sento certe storie di politici e super manager penso che sia vero considerare l’avidità uno dei peccati capitali…

  2. Credo di avere un rapporto sano con i soldi. Ho finito di pagare il mutuo, e a differeza di qualche anno fa, riesco a mettere via qualche soldo e togliermi qualche sfizio. Non lo sono, ma mi sento già ricca così. Non sopporto chi ha la fissa di far soldi su soldi, senza avere la minima idea di come ci si gode la vita. La vera ricchezza è quella degli affetti.

  3. Vero, Laura. Distinguere tra bisogno e desiderio è importante per stabilire delle priorità ma per la legge di attrazione esiste solo ciò che si vuole e si desidera a prescindere dalla priorità o sussistenza.

    Alice mi fa piacere tu abbia raggiunto un buon equilibrio con il denaro.

    Oggi son di valigia e viaggio di rientro. Presto sarò di nuovo alla postazione romana, al lavoro, attiva e spero non troppo rinco! 😉

  4. Pingback: Legge di attrazione per principianti (o curiosi) - Mathilda Stillday

  5. Una resistenza che sento e allo stesso tempo fatico a riconoscere è quella di “meritarli”… credo di pensare di non fare abbastanza o di non essere abbastanza capace (nel lavoro, nelle cose che faccio,…) per meritare di guadagnare dei soldi.
    Confrontandomi con altre donne ho riscontrato che è una idea/resistenza piuttosto diffusa nel mondo femminile.
    Silvia

    1. Ciao Silvia, questa resistenza è comune nelle donne e ha radici storiche perchè per secoli le donne non potevano lavorare fuori casa quindi il non merito è legato anche al senso di colpa. Mi spiego meglio: se lavoro fuori casa non merito soldi perché trascuro la casa e i figli (ovviamente rispetto a ciò che era concesso prima). Inoltre “non fare abbastanza” o non sentirsi/essere abbastanza (competenti, preparate, libere, ecc.) affonda le sue radici in una società che per molto tempo è stata centrata sul ruolo lavorativo dell’uomo e sul suo occuparsi della famiglia. Pensa alle donne che oggi guadagnano più dei loro mariti/compagni e troverai situazioni e dinamiche di coppia particolari in cui l’uomo non si sente pienamente nel ruolo.
      Si può lavorare bene su queste tipo di resistenze con l’EFT. Ed è importante dare uno sguardo alla famiglia d’origine così come accade rispetto al tipo di lavoro scelto (dipendente, libera professione, imprenditoria). 😀 Felice settimana

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