mela verde

Fase 2: il ritorno della paura

Ci si abitua al dolore, alla mancanza degli aerei, degli abbracci, della passeggiata, anche alla quarantena. Sabato mattina un elicottero ha sorvolato casa facendo due ampi giri sopra le nostre teste. Non era l'elisoccorso e nemmeno  la polizia. Era un elicottero privato, candido senza alcuna scritta che ci ha fatto correre fuori come se fosse un rumore nuovo. In estate qui decolla o atterra un aereo ogni 45 secondi ma sembrava avessimo avvistato un'astronave aliena.

Si attraversa lo shock poi il panico cala, la paura diventa quasi amica e sparisce semplicemente perché cambiano le abitudini e ci adattiamo.

 

La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.
- Charles R. Swindoll

La parola resilienza mi fa venire l'orticaria perché la infilano ovunque ma questa situazione ci ha costretti a esserlo per uscirne rinnovati, spero.

La sorpresa è che in questa fase di stallo le cose che prima sembravano necessarie forse non lo erano davvero.
Lo stupore è stato tornare a studiare e riconsiderare hobby e passioni dimenticati.
La gioia era nella lentezza, nel piacere di stare nel presente e godersi le cose semplici, che non sono banali.
La gratitudine era ricevere un vasetto con la pasta madre, potersi sdraiare al sole, parlare con le piante e averne cura.
La serenità è sapere che tutte le persone che porti nel cuore stanno bene. Più o meno.
Poi arriva la fase 2.

Il percorso riparte a ritroso un po' come quando arrivi sulla punta più alta delle montagne russe e sai che in realtà ti aspetta una discesa da paura. Già, torna la paura.

Sarà per questo che si chiama fase 2?
Perché non è la prima volta che la guardiamo in faccia?

La paura non sarà solo uscire di casa ed essere contagiati.
No, la paura più diffusa, per molti, è tornare davvero alla normalità, a una vita in cui stavano a fatica e che, tutto sommato, non manca affatto.

Ci mancano i legami, i sorrisi, gli abbracci.
A me manca la passeggiata sul lungo lago, stare con i miei nipoti, andare al mercato con mia sorella, autoinvitarmi a pranzo da mia madre e farmi cucinare uno dei piatti che io non faccio mai.

Ieri sera il premier Conte ha parlato del tanto atteso 4 maggio come l'inizio della fase 2, che non è tornare a prima.
Sarà l'inizio della convivenza con il virus e questo cambierà gesti e abitudini.

Ho voglia di andare a comprare piante e non potendolo fare ho seminato quello che avevo in casa: lavanda, nasturzi, viole  e persino dei semi di mela biologica. Ho messo in acqua diversi avocado e qualche giorno fa anche due semi di mango. Ho una lista di persone che avrei voluto incontrare durante le vacanze di Pasqua al nord ma la lista è ancora lì e mi dispiace che quegli incontri avranno un sottofondo diverso, poco naturale perché spostarsi richiederà mille precauzioni.

Anche nelle consulenze in questi giorni raccolgo e accolgo la paura.
Di tornare a uscire, degli assembramenti ma soprattutto di tornare a correre dalla mattina alla sera, a vivere nei ritagli di tempo strappati alla lista delle cose da fare tra casa, lavoro e famiglia.

Pur di avere il controllo di tutto si segna in agenda l'incontro con le amiche, il pane da rinfrescare, il compleanno dei figli. Tutto va organizzato perché tutto richiede più tempo di quello necessario. Una volta per organizzare una festa di compleanno bastavano una spesa e un pomeriggio in cucina a sfornare torte o pizzette. Prima del Covid no. Devi mandare gli inviti almeno 3 settimane prima così gli altri lo segnano in calendario perché persino i bambini avevano gli impegni scanditi in agenda tra scuola, sport, musica, teatro, laboratori.

L'ultima volta che siamo andati in serra per le attività dei bambini abbiamo fatto 45 minuti di auto. Dista 8 km da qui. Bisogna pianificare tutto con largo anticipo: le vacanze, gli incontri, gli appuntamenti.
Aiuta a organizzarsi, certo, ma una vita iper organizzata è una vita in cui non c'è spazio alle pause, alla flessibilità perché anche le pause e gli hobby sono cose da dover fare secondo la lista.

In questi giorni sto segnando in agenda gli appuntamenti per il mese di maggio.
Una follia per me ma voglio guardare l'agenda e vedere spazi di flessibilità, in cui dedicarmi al qui e ora.

Tu vivi per lavorare o lavori per vivere?

Io voglio lavorare il giusto perché so quanta energia e centratura mi servono per dare il massimo e non voglio saturare l'agenda per poi fare i conti con la gastrite, la pressione alta, l'insonnia e altri sintomi da stress.
Se mi arriva una richiesta urgente, come a volte capita, faccio il possibile ma voglio vivere nella calma.

Puoi attraversare la fase di ripresa con la paura oppure guardarla in faccia per:

  • osservare cos'è stato questo periodo per te
  • quali consapevolezze ha favorito
  • cosa vuoi portare nella tua fase 2

Per molte persone si apre anche un altro quesito: il sostentamento.
Chi ha attività dovrà capire come riaprire in sicurezza, probabilmente dovrà investire per mettere a norma i locali , ridurre i posti a sedere di bar e ristoranti e via dicendo.
Resta anche l'incognita della scuola. Pare riaprirà direttamente a settembre ma non si sa ancora come e quando.

Ecco perché torna la paura: non sappiamo ancora come sarà il dopo in generale e questo ci fa sentire incerti, spaesati perché ci siamo chiusi in casa per molto tempo e non sappiamo come cambierà il nostro modo di viaggiare, andare in vacanza, fare acquisti alla bottega in cui andavamo sempre, partecipare alle fiere, andare a una mostra di fotografia.

In queste settimane (qui e anche qui) ti ho invitato a immaginare il tuo nuovo mondo e l'ho fatto per  farti abituare a co-creare un presente diverso da quello che hai lasciato prima del lockdown affinché sia più vicino alle tue esigenze. Tutto questo spaventa ma possiamo immaginare cosa vorremmo.

Io fantastico di continuare a stupirmi per il rumore di un elicottero ma so che presto il cinguettio degli uccellini sparirà in favore del rombo degli aerei perché la decrescita, per ora, mi sembra un traguardo lontano ma immagino molti meno aerei e continuo a sentire gli uccellini cantare.

Prenditi qualche giorno per riflettere sui tre punti che ti ho proposto e in settimana ne parliamo in diretta sul gruppo chiuso di FB Le manaia.

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