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Quando avrò tempo

Una delle cose difficili in questa fase in cui tutti siamo messi alla prova da situazioni personali, familiari e professionali è restare calmi e centrati. I medici sono chiamati a un impegno disumano mentre chi si occupa di temi olistici e spiritualità non sempre riesce a mantenere la centratura ma è questo il momento di dimostrare che non solo conosciamo delle tecniche ma che le abbiamo fatte nostre.

Questo periodo segnerà un prima e un dopo non solo a livello generale e storico ma anche personale. Come quando ti rubano l'auto e da quel giorno sei costretto a prendere i mezzi, cambiare orari di risveglio, uscita, spesa ecc. e buona parte della tua esistenza va riprogrammata.

Prima facevamo liste tipo Cose da fare quando avrò tempo.
Adesso facciamo elenchi e nutriamo pensieri sulle cose da fare quando la quarantena sarà finita.
Siamo sempre spostati avanti verso il desiderio del vorrei ma non adesso o indietro, nel ricordo di quello che abbiamo perso e ora ci manca.
Solo che quando stavamo nelle nostre giornate sempre di corsa non ci piaceva affatto e avevamo mille cose di cui lamentarci! Non avevamo tempo per noi, per stare fermi, coltivare gli hobby, giocare con i figli, viaggiare, leggere, andare in palestra, fare cose nuove, imparare una lingua straniera, andare a teatro o al ristorante messicano. I rari momenti di svago talvolta diventavano un'altra voce da spuntare nella to do list.
Adesso fantastichiamo il ritorno alla normalità.

Davvero è quello che vuoi?

Pensa bene alle cose che prima non sopportavi e volevi cambiare perché se ora pensi che siano il top dopo tre o sei mesi saranno nuovamente una noiosa e stressante routine da cui vorrai scappare.

Ci sono diverse teorie sul tempo. Per alcuni è lineare, per altri è circolare. Si parla spesso di qui e ora e questo, di fatto, ci colloca nel momento presente in cui tutto è possibile. Sparisce il passato che non può essere cambiato e non esiste il futuro perché è lontano e non è lì che possiamo compiere le azioni e fare scelte.
Possiamo agire nel presente che è l'unico tempo che abbiamo.
Una frase scontata eppure adesso che il nostro presente è sempre identico a se stesso stiamo rivalutando alcune cose solo perché le abbiamo perse e non possiamo scegliere perché dobbiamo stare a casa, questa è la nostra maggior difesa.
Hai presente quanto ti siedi in meditazione e arriva un pensiero che ti distrae?

Ecco, puoi iniziare a seguirlo, farti il film, iniziare un soliloquio interiore per poi dire che non sei riuscita a staccare oppure puoi osservare il pensiero e lasciarlo andare, senza giudicarlo o rinnegarlo.

Non è un discorso di magia e chissà quali sortilegi. Semplicemente pensare che Va tutto bene, nel presente, non in futuro, allena la mente a vedere l'impossibile come fattibile e questo consente di creare le occasioni, le situazioni e di vedere soluzioni anche creative che altrimenti non vedremmo. Se consideriamo una cosa impossibile la nostra mente non la considera neppure perché è fuori dalla nostra portata. Ecco perché li consideriamo miracoli!

Crediamo che altri debbano intervenire per farle accadere ma spesso il vero ostacolo è il nostro modo di pensare e sentire che diventa un autosabotaggio. Non vuole dire nascondere le emozioni negative, rinnegare la preoccupazione o far finta di nulla. Vuol dire continuare a praticare, a maggior ragione, in questo periodo di caos.

La stessa cosa possiamo fare in questi giorni: puoi disperarti nutrendo pensieri di paura oppure puoi osservarli e poi scegliere quali visioni nutrire nel presente per vederle diventare realtà. Si spera il prima possibile.

Puoi scegliere di vedere solo i contagiati e il numero di morti e pre-occuparti di scenari apocalittici (di cui non farò esempi perché sono sicura che hai già abbastanza materiale) oppure puoi vedere anche il resto.
Abbiamo infermieri, medici, oss e operatori nel settore sanitario che stanno facendo forzi enormi per affrontare questa emergenza. Grazie per quello che fate! Questa è una cosa positiva di cui essere grati.
Ci sono commessi, cassieri, lavoratori, operai, autisti, corrieri, fornitori, che continuano a fare il loro lavoro e ci permettono di stare a casa e di avere tutto ciò che ci serve.
Gli insegnanti si stanno attivando con la didattica digitale e cercano di fare il possibile per continuare il loro lavoro.
Informatici e sistemisti stanno facendo i salti mortali per mettere in piedi le reti e permettere ai lavoratori di poter accedere allo smart working. (Sono di parte, lo so).
Ci sono un sacco di psicologi, terapeuti, operatori olistici, insegnanti yoga che stanno andando oltre alla rigidità del setting e seguono i loro pazienti o clienti a distanza e non li lasciano soli.
C'è un'Italia che canta ai balconi, batte le mani, si emoziona sentendo l'inno e si ricorda che siamo un grande paese e nelle criticità lo ricordiamo e uniti siamo più forti.
Non essere grati per tutto questo è segno di arroganza perché nulla è scontato e mettere l'accento su questi aspetti non farà un torto a chi non ce l'ha fatta, non toglie nulla al resto.

Va tutto bene perché abbiamo un sacco di motivi per cui essere grati. E ripeto, non significa fregarsene di chi sta male, ignorare i numeri quoditiani, i rumori delle ambulanze o i bollettini ma se ci nutriamo di paura ci troveremo ad affrontare altri problemi quando tutto questo sarà finito perché tutto questo avrà avuto un impatto ancora più forte perché noi lo abbiamo permesso. Vale per qualsiasi esperienza facciamo: possiamo viverla e procedere oppure lasciarci schiacciare. Ecco, io preferisco non farmi schiacciare dai pensieri negativi e dalla paura di cose che potrebbero accadere come no.

Se hai pensieri negativi come ti senti?
Quali sono i momenti o i fatti in cui ti senti più vulnerabile?

Se ciò che senti quando hai un certo tipo di pensieri non ti piace, nutri pensieri che ti facciano stare bene.

Va tutto bene.

Inizia adesso.

Stai nella fiducia.

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