Giocare con l’autoironia

Quando non ti prendi la libertà di ridere di te e dei tuoi errori e difetti, giocare con autoironia e in modo amorevole il tuo corpo ne risente e il disagio di tutte quelle emozioni fermenta fino a diventare sintomo. Ansia, sbalzi d'umore, depressione, stress, cervicale e rigidità fisiche diventano la manifestazione di ciò che si muove dentro e delle difficoltà che vivi sul piano mentale o emotivo.

Questione di... vibrazione

Dal punto di vista energetico quando ti allinei a un pensiero, a partire dai piani più sottili fino a scendere nella densità della materia, tutto risuona con quella vibrazione.

Nel periodo in cui soffrivo di attacchi di panico spesso consultavo le carte degli angeli e la carta che usciva come risposta alla domanda: "Come posso superare gli attacchi di panico?“ La risposta era Umorismo, sorridi di te stesso. Come potevo sorridere di quelle sensazioni ed emozioni forti e paralizzanti? Se analizzavo la carta vedevo che dominavano l'arancione, il giallo e il verde. Infatti, la difficoltà di ridere di sé è legata alla gioia, alle emozioni di pancia, all'ego e al bisogno di essere perfetti e riconosciuti menre il verde è legato al cuore e alla difficoltà di essere amorevole con le mie imperfezioni.

Ridi che ti passa

Riesci a ridere di te o ti senti minacciata dai tuoi errori, sminuita dai tuoi difetti?

Quando hai pensieri leggeri, che non vuol dire superficiali, trovare motivi per cui essere grata è più facile. Lo è anche trovare la chiave per sorridere delle sbavature e far tesoro di ogni esperienza. L'autoironia, come dicevo nell'ultimo post, è lo strumento che ti aiuta a ritrovare leggerezza, fiducia e a sentirti sicura e protetta. Quando hai un buon livello di autostima sei consapevole del tuo valore a prescindere da ciò che fai, da ciò che non va perché sai chi sei e quanto vali.
Chi mi conosce sa che ho una stranezza, sì, un'altra, che può essere un'arma a doppio taglio: quando mi faccio male o provo dolore fisico improvviso io rido. Non lo faccio volontariamente, sia chiaro. Hai presente il mignolino sbattuto contro lo spigolo? Ecco. Io rido.

Quando siamo stati tamponati nel 2012 ho dato un colpo al poggiatesta così forte che solo a ripensarci ricordo ancora il dolore che si espandeva. Ho guardato mio marito e ridendo ho detto: "Caxxo, che botta che ho preso". Ridevo. Da quello ha capito che mi ero fatta molto male. Ridevo anche mentre percorrevo il viale verso il pronto soccorso ostetrico con le contrazioni ogni 3 minuti. A ogni dosso dell'asfalto avevo una contrazione e ridevo. Avviso sempre chi mi conosce perché in caso d'infortunio o altro, il rischio è che vedendomi ridere si pensi che va tutto bene quando non è così.

Vorrei poter ridere di gusto anche per altre cose ma non sempre mi riesce, sai? Quando mi pigliano le crisi esistenziali in fase preciclo e mi arrovello su questioni relative a cose specifiche, devo impormi di trovare una chiave di lettura che mi spinga a ridere di quel fatto. Questo mi permette di spegnere un interruttore interiore che rischia di portarmi su vie fatte di pensieri e ansia.

Con il tempo ho capito che più che ridere degli attacchi di panico avrei potuto sorridere agli attacchi di panico perché mi stavano dicendo un sacco di cose di me che io non volevo vedere.

Se tu fossi a Parigi...

Quando andai a Parigi rimasi affascinata dalla piazzetta degli artisti vicino a Montmartre. Chi faceva le caricature sembrava riuscire a trasformare i difetti in tratti unici a colpi di carboncino.

Ti sei mai fatta fare una caricatura? Io no, purtroppo, ma ho sempre pensato che avrebbero evidenziato gli occhi enormi e il naso importante. Se dovessi fare la caricatura dei miei pensieri e delle mie abitudini di questi giorni probabilmente dovrei disegnare un animaletto nel labirinto del mio cervello che cerca l'uscita. Potrei continuare con immagini bizzarre e discutibili, che mi aiutano a usare un po' di sana autoironia, ma non credo possa esserti utile.

Se tu fossi a Parigi e incontrassi un artista esperto in caricature cosa vedrebbe di te per corpo, pensieri e abitudini e come li disegnerebbe?

Se ti va raccontami i risultato del tuo esercizio e cos'è uscito da questo cambio di prospettiva.
Sono certa che questo esercizio ti aiuterà a cambiare prospettiva e osservare le tue giornate da un punto di vista diverso.

Benedizioni

 

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash

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