autoironia

Il potere dell’autoironia

Scoprii il potere dell'autoironia quando ero adolescente. Ero bassa, con degli occhiali enormi, l'acne evidente in viso e poco seno. Oggi si parla di bullismo e body shaming. All'epoca si subiva e basta. Finché un giorno non ho capito bastava pochissimo per togliere potere a chi mi sfotteva. Grazie a una conversazione scoprii di avere il potere dell'autoironia.

Bullismo ieri e oggi

Oggi se subisci bullismo, attacchi di haters, body shaming e affini puoi e devi chiedere aiuto e trovi sostegno. Quando andavo a scuola io se la prof. ti metteva la nota aveva ragione. Era raro che un genitore si presentasse a scuola in difesa del figlio. Impensabile che un insegnante venisse aggredito per aver rimandato o bocciato un alunno. Se i compagni ti sfottevano "Cosa vuoi che sia, fregatene" oppure era un "Devi imparare a cavartela". Non entro nel merito pedagogico perché non è il tema del post ma educare i figli all'attacco e alla competizione non mi sembra d'aiuto per creare una società nuova, pacifica e armoniosa.

L'importanza di chiedere aiuto

Il bullismo oggi ha cambiato forma ed è diventato body shaming, dismorfofobia, mobbing sul lavoro e altre forme di violenza fisica, emotiva o psicologica.

Un pomeriggio raccontai a mio padre delle solite battute sugli occhiali e la mia statura. Lui alzò la spalla sinistra, sorrise e mi disse: "Se loro vedono che tu te la prendi, continueranno. Se tu per prima ci scherzi su, gli toglierai potere". Bingo!

Non persi tempo e il giorno dopo iniziai a sperimentare. Alla prima battuta sul brufolo neo arrivato dissi che stavo cercando un nome per battezzarlo. Ci rimasero male quando non abbassai lo sguardo. Avevo rotto uno schema.
Mio padre però mi aveva anche avvisato di una cosa: "Se vedranno che non reagisci, alzeranno il tiro. Aumenteranno il carico. Dovrai essere pronta".
Accadde proprio così ma ero preparata.
Iniziai a fare battute sugli occhiali troppo grandi per il mio viso che ricordavano oggi una mosca, domani severa la Rottermaier di Heidi. Quando qualcuno cercava di consolarmi per la statura con il detto: "Il vino buono sta nella botte piccola" con aria compassionevole io rispondevo ridendo: "Il vino buono sta nella botte piccola, non nel tappo". E via così, di continuo.

Autoironia, autoaccettazione e autostima

In realtà più che togliere potere agli altri dava forza a me (vedi questo post sui movimenti). Inoltre, la cosa stupefacente era che toglieva importanza al brufolo, agli occhiali, alla statura ridotta o a qualsiasi altra imperfezione. Lavorava sia sull'autoaccettazione sia sull'autostima. Il cambiamento non è avvenuto in poche ore, ma ogni volta che testavo nuove risposte, trovavo nuove chiavi di ri-lettura di ciò che prima sembrava ingestibile. Dovevo fare attenzione a come mi sentivo mentre dicevo alcune cose per non passare dall'autoironia all'auto deprecazione (ossia il biasimo, lo sminuirsi). Ripeto la differenza non era nel cosa dicevo ma in come mi sentivo quando facevo una battuta. Con il tempo divenne divertente notare le reazioni dei compagni prima e delle persone poi. A volte ero un filino irriverente rispetto a certi contesti ma anche questo non mi turbava più di tanto e la mia parte giullare si sentiva decisamente appagata.

Riuscivo a ridere senza sforzo di quei difetti perché sapevo di essere molto di più del mio involucro fisico o di un minuscolo dettaglio.

Dopo 3 decenni oggi mi ritrovo a fare ancora il gioco dell'autoironia come esercizio mirato. Mi guardo allo specchio e  vedo il mio corpo cambiare, dentro e fuori. Ho imparato che i giorni critici sono tali perché 'mi bullizzo da sola' e continuo a guardare solo ciò che non va: la stanchezza, il sonno interrotto, quel chiletto che si piazza nel posto sbagliato e dover rimettere vestiti che stavo per buttare perché di una taglia in più non mi piace. Con le ragazze che stanno seguendo Energia 17 questo mese parliamo proprio di comprensione verso noi stesse.

Sei tollerante e comprensiva con te stessa?

Ti vuoi davvero bene o passi 23 ore al giorno a criticarti?

La 24esima ovviamente si passa facendo meditazione e pratiche varie. Si scherza, dai.

Esercizio

Mettiti di fronte allo specchio e guardati. Cosa ti piace? Cosa vorresti valorizzare di più?

Quando gli altri ti fanno una battuta su come sei a livello fisico o caratteriale, come ti senti e cosa ti tocca di più? Ora indossa il filtro dell'autoironia, come fosse un filtro dei social, e prova a guardarti.

Quando una persona non sa più ridere di sé stesso, è il momento per gli altri di ridere di lui.
(Thomas Szasz)

Fai l'esercizio poi fammi sapere com'è stato aprire le braccia e accogliere te stessa con più amore. Se proprio non riesci a sorridere di un difetto, un atteggiamento o un aspetto del tuo carattere, prova a recitare ho'oponopono e resta in ascolto per vedere cosa cambia.

 

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