Sensitività: i rischi del sentire

Quando si parla di extrasensoriale e sensitività non si parla volentieri dei rischi del sentire. Ci sono sempre alcune dinamiche che sfuggono, soprattutto all'inizio, e si pensa che sia una modalità per circoscrivere il potere e mantenerlo per poche persone. In parte è vero, ma è così solo per chi vuole tenere agganciate le persone sostituendosi a loro nella pratica, dando risposte invece di aiutare a trovare le proprie.
Ho sempre sostenuto che tutti abbiamo un dono extrasensoriale e possiamo imparare a usarlo ma conosco molto bene anche i rischi della pratica.

Ci sono due possibilità. Fare da sé è difficile, ci si sente soli perché spesso non si capisce cosa ci accade e ci si espone a errori e rischi. Affidarsi a un insegnante spesso vuol dire sottoporsi a iniziazioni o attivazioni rischiose che portano in fretta al risultato senza preparare il corpo (fisico e non) al sentire. Se è vero che ci sono molte leggende sui pericoli legati all'esercizio del sentire, è anche bene chiarire quali sono i possibili rischi a cui andiamo incontro.

Dimmi come senti e ti dirò che rischi corri

Fosse facile. In realtà non è così scontato prevedere e generalizzare. Ogni sensibilità espone ad alcuni rischi specifici mentre la fase del risveglio è di per sé delicata per tutti. L'empatico sente in modo diverso da chi ha le visioni e chi sente le presenze può avere disagi diversi da chi canalizza, credo sia chiaro. Non penso sia possibile esaurire il tema sui rischi del sentire in un solo post ma credo sia doveroso parlare di un aspetto legato all'impazienza e alla voglia di avere tutto e subito tipica della società fatta di fast and discount in cui viviamo oggi. Nel live meeting di fine mese parleremo di questo e molto altro a partire dalle esperienze delle iscritte.

Risveglio spontaneo vs iniziazione

Inutile girarci intorno: la maggior parte delle persone vuole tutto e subito, possibilmente senza sforzo e a basso costo. Ecco perché sono nati tutti questi corsi veloci in cui si iniziano le persone al sentire psichico, alla canalizzazione, alla comunicazione con i defunti, ecc. usando tecniche energetiche che non sono fisicamente dolorose ma sono invasive. In Il terzo occhio trovi un racconto emozionante e intenso di cosa voleva dire essere iniziati al sentire psichico.

Non so di che approccio sia tu, ma voglio dirti la mia su questo, per quel che possono valere i miei 20 (e più anni) anni di pratica. Quando una cosa siamo in grado di farla e ci è consentita, tutto si apre e accade spontaneamente quando siamo pronti. Un po' come il bimbo che dopo aver gattonato si alza e inizia a camminare.

Se devo ricordare una vita passata perché qualcosa di quell'esistenza mi blocca, molto probabilmente avrò dei segnali attraverso sogni, immagini e sensazioni spontanee. Decidere di fare una regressione ipnotica per indagare il passato non è così saggio, e neppure utile, se non ci sono segni in tal senso. No, ti assicuro che la curiosità non basta perché risvegliare in modo forzato la memoria karmica non è così semplice da gestire. Potresti aprire dei cassetti con contenuti che non sei pronta a vedere. In pratica sarebbe un trauma che si aggiunge a quello che stai cercando di risolvere.

Ogni volta che sento parlare di apertura dei chakra ho i brividi. L'iniziazione o apertura dei chakra o centri psichici è una pratica sempre più diffusa che viene fatta passare come naturale perché l'intento dichiarato è di favorire il risveglio. Questo però non è, per me, una pratica equilibrata. Tale processo però può avvenire in modo naturale, senza nessun intervento di terzi che si ponga come maestro in grado di eseguire in modo forzato un'apertura. (Sorvolo sui dettagli energetico vibrazionali dell'affermazione).

In questi anni ho incontrato un sacco di persone che avevano forzato la mano per poter sentire, canalizzare, parlare con i maestri, ecc. Siccome sono quella del "Mi è successa una cosa che posso raccontare solo a te" ho ricevuto messaggi tipo:

  • "Ho avuto l'iniziazione per canalizzare e adesso sento le voci anche di notte e non riesco a dormire, per favore aiutami"
  • "Ho rivisto una vita passata e ho la sensazione di essere sospesa tra questa esistenza e l'altra"
  • "Dopo l'iniziazione sono comparsi attacchi di panico, sbalzi d'umore, credo mi stia venendo una depressione"

Te lo racconto perché di queste cose non si parla. Chi vende corsi spesso sostiene che tutto questo sia normale e serva a 'pulire il canale' a prepararsi al sentire. Per far fronte a queste situazioni e accompagnare l'allievo servono capacità e competenze specifiche atte anche a individuare eventuali rischi per la salute psichica dell'allievo.

Edgar Cayce, noto come profeta dormiente, ha affermato:

Ogni qualvolta si verifica l'apertura del centro del pancreas e le forze della Kundalini si snodano lungo la ghiandola pineale, scopriamo visioni di cose che stano per arrivare, di cose che stanno per accadere.

 

La meditazione e alcuni esercizi mirati sono la via naturale per ottenere l'apertura dei centri psichici che, grazie alla pratica costante, permettono di preparare il corpo a sostenere una vibrazione nuova, il sistema endocrino si allinea in modo corretto e ciò che emerge dall'esperienza è adeguato a ciò che siamo pronti a sostenere a livello emotivo, mentale, psichico e spirituale perché non c'è forzatura. Servono tempo, passione, costanza e pazienza, cosa non sempre conciliabile con le bollette da pagare.

I rischi del sentire

Stanislav e Christina Grof, che hanno contribuito alla fondazione dello Spiritual Emergency Network, hanno scoperto che le crisi di Kundalini possono riprodurre qualsiasi tipo di disordine psichiatrico finora conosciuto. La differenza è che la psichiatria tradizionale tratta questi fenomeni intervenendo con i farmaci mentre loro hanno creato un protocollo per ripristinare l'equilibrio lavorando sull'energia dei chakra e sugli squilibri generati nel corpo.

Con l'apertura dei chakra viene liberata un'energia potente, talvolta devastante, quindi serve un corpo allenato per poter sostenere l'esperienza. Facciamo un esempio più semplice: sarebbe come se domani ti iscrivessero a una maratona e tu fossi costretta a partecipare senza alcun allenamento. Se sei una runner questo esempio non è adatto a te, sei già sul pezzo! Se il tuo corpo non è allenato prova a pensare a come staresti durante la corsa e quello successivo. Inoltre, se non hai un team di professionisti pronti ad accompagnarti nel recupero, i tempi di ripresa saranno più lunghi.

Torniamo al tema del post. Qui non si parla di muscoli indolenziti, acido lattico e piedi gonfi. Si parla del rischio di sviluppare sintomi psichiatrici quando non alleniamo il corpo in modo adeguato a un certo tipo di percezione.

Altra cosa che ho notato, e sulla quale mi sono interrogata per anni, sono le modalità e le tecniche perché mi hanno chiesto spesso di creare un corso. Su questo punto, però, non ti darò la mia risposta, ma ti lascio una domanda su cui riflettere:

Una tecnica ci indica gli step necessari per poter sentire ma ognuno di noi ha predisposizioni, sensazioni e doti uniche. Com'è possibile imparare tramite corsi standardizzati che forniscono un insegnamento uguale per tutti?

A questo punto ripenso alle scuole iniziatiche dove il rapporto con il maestro, o l'insegnante, era individuale, mai omologato perché ognuno ha una storia personale con cui fare i conti, l'anima stessa ha un vissuto unico ed è chiamata a fare esperienze nuove che vanno considerate.

Diventare cristallo

Aprirsi al sentire non è solo fare esercizio ma è cambiare la propria vibrazione.

Un po' come accade nello yoga: si possono fare le posizioni (asana) come fosse ginnastica o sposare la filosofia dello yoga che significa fare scelte di vita allineate a quel tipo di insegnamento. Chiaro, no?

La difficoltà è proprio allenare il corpo, le emozioni, la mente a una vibrazione nuova. Significa lasciare andare ciò che siamo state per diventare altro. E' una transizione, una sorta di muta, in cui ci togliamo una pelle per riconoscere ciò che siamo davvero. Più facciamo resistenza al cambiamento più diventa difficile abituarsi a una nuova vibrazione.

Il ruolo della paura

Da un lato c'è la paura di sentire, soprattutto di poter fare, che spinge le persone a cercare qualcuno che eserciti su di noi un certo potere (o pratica iniziatica) che ci spinga oltre la comfort zone. Se, come ho più volte detto, non si lavora sulla struttura che sostiene la pratica e ci fa sentire a nostro agio anche in un contesto diverso, il rischio di incappare in situazioni spiacevoli è alto. E non voglio fare terrorismo psicologico raccontandoti alcune ricerche fatte perché altrimenti scapparesti a gambe levate da un certo tipo di pratiche.

Attenzione perché i problemi e disagi che derivano dal sentire e dai fenomeni psichici non sono legati alla pratica in sé ma solo al cattivo uso, al non essere preparate, allineate e pronte a una vibrazione nuova. Per questo sono fermamente convinta che sia doveroso prepararsi adeguatamente.

Non è come insegnare a usare uno strumento come le carte, la lettura delle foglie di té, le rune, i ching, la lettura dei mandala, reiki, la karma therapy o altro. Significa accompagnare le persone a diventare cristallo, essere uno strumento e non usare uno strumento. 

Ho un messaggio per te...

Un'ultima precisazione doverosa perché in questi anni ho raccolto spesso testimonianze di questo tipo: se conosci persone che hanno, o dicono di avere, un dono extrasensoriale che pronunciano frasi a metà lasciando intendere di avere un messaggio per te dalla loro guida, dagli arcangeli, i Maestri o altro, gira i tacchi e non cadere nella trappola perché questo comportamento non è etico, non rispetta le regole del libero arbitrio e del consenso che inizia nel momento in cui è l'interessato a chiedere aiuto, non viceversa. Fate attenzione!

 

Add A Comment