lettura psichica: la paura

Extrasensoriale: la paura di sentire tutto

La paura della sensitività ci trattiene ed è una fortuna perché ci mantiene vigili e permette di esercitare lo spirito critico. La paura di sentire tutto non è facile da gestire e spesso ci sono convinzioni limitanti o informazioni sbagliate alla base che ci ostacolano fino a bloccarci completamente. In alcuni casi può diventare una forma di autosabotaggio non indifferente. Ne parlavo poco fa con una cliente empatica e, non essendo consapevole di cosa le accade, si trova a fare i conti con l'ansia. Vediamo alcune delle paure che potresti incontrare nella riscoperta delle tue facoltà intuitive e psichiche.

Sarà solo immaginazione

Questa è una delle frasi che sento più spesso e che credo di aver detto anche io moltissime volte. Il dubbio è legittimo perché il rischio di proiezioni mentali è altissimo dato che l'energia del mentale e quella emotiva sono molto più dense e facili da decodificare.

Ti sarà capitato di pensare spesso a una cosa e vederla ovunque. Succede quando vuoi cambiare auto, se desideri una gravidanza ma anche quando non vuoi incontrare una persona e te la trovi ovunque. Vediamo solo ciò che vogliamo o temiamo. Non mi dilungo oltre su un tema già trattato in abbondanza in tutti questi articoli sull'extrasensoriale e soprattutto in questo.

Se l'informazione è sbagliata

Questo aspetto ha un risvolto etico non indifferente poiché farsi le carte tra amiche per gioco non è come farle a livello professionale, ricevendo un compenso; stessa cosa fare una lettura psichica, canalizzare o leggere i registri per fare esercizio non è come farlo per lavoro. Il punto non è il compenso ma la responsabilità che ci si assume proponendosi come professioniste. Facciamo un esempio: se chiedo a un parrucchiere in formazione di tagliarmi i capelli non mi posso stupire se la frangia è storta o il colore non è uniforme. Se vado al salone e sbagliano il taglio, al di là del compenso pagato, mi aspetto un risultato diverso e non di dover uscire con la cuffia di lana in testa per nascondere un disastro.

In questo caso però la richiesta può essere precisa mentre nei consulti olistici questo presupposto non c'è perché non c'è una frangia da tagliare. Ci si affida e si chiede aiuto proprio per fare chiarezza e ordine in uno o più aspetti della nostra vita. Se vado in forneria può non piacermi  il pane ma mi aspetto che sia fatto rispettando le regole igieniche, sia lievitato e conservato in modo adeguato. Questo discorso vale per qualsiasi professione, ovviamente.

Assorbire negatività dell'altro

Questa è una delle paure più diffuse e anche la più ingiustificata dal punto di vista tecnico.
Nel momento in cui lavoriamo con i tarocchi, gli oracoli, facciamo letture, sogni, abbiamo visioni, premonizioni, viaggi astrali ecc. non possiamo ragionare in termini di divisione. Come operatrice/lettrice ri-conosci un modello perché ti appartiene, o ne hai fatto esperienza su uno o più piani quindi non è "roba d'altri". La vedi e la riconosci perché conosci quella vibrazione che puoi aver vissuto in armonia o con dolore, ma questo è un altro discorso.
Lo preciso soprattutto per chi si confronta con l'empatia e sente a livello fisico ed emotivo i dolori altrui: quello che senti non può contaminarti o rubarti energie perché è già parte di te. È come se sentissi una vecchia canzone e diventi triste o felice. La canzone in sé attiva un ricordo che è tuo.

Questa presa di distanza vale anche per altri fenomeni in cui si pensa che il movimento sia di uscita invece è un movimento di espansione grazie al quale entriamo in risonanza. Capisci la differenza?

Quando dico che purtroppo la paura della sensitività si basa su convinzioni errate mi riferisco all'aspetto più misterico che oggi, grazie alle neuroscienze, è stato approfondito, studiato e reso più trasparente e comprensibile anche nelle sue dinamiche.

Oggi sappiamo che la capacità di sentire attiene all'essere umano e non a pochi eletti. Dovremmo essere fuori dalla mistificazione di certi personaggi perché la differenza tra chi sente l'invisibile (ed è mentalmente sano) e chi non lo fa è la stessa di chi decide di correre al parco sotto casa e chi vuole fare la maratona.

Se non ti alleni la mente continuerà a chiacchierare mentre cerchi di fare meditazione, interferirà con i messaggi che puoi decodificare, alimenterà pensieri disturbanti, falserà la percezione e ti farà prendere un sacco di abbagli.

Il bisogno di conferme di ciò che sentiamo, anche da persone che non sono la sorella, la zia o l'amica, aumenta l'autostima rispetto alla capacità di sentire. Più ti apri a questa possibilità di usare l'intuito e le doti psichiche, secondo le tue predisposizioni, più sarà facile per te passare dell'essere in potenza, e vivere nella paura, all'essere in atto e sentire con fiducia e apertura del cuore.

Per farlo però è necessario imparare a radicarsi, centrarsi, stare in ascolto e a gestire bene il flusso di informazioni che deriva da questa capacità e molto altro (ne parleremo qui). L'intuito non è una facoltà che arriva in nostro soccorso quando serve e accendiamo con un interruttore. Le informazioni arrivano in modo spontaneo e spesso riceviamo dati che non sono utili a noi e neppure al destinatario del messaggio. L'ispirazione e l'uso consapevole dei doni e delle doti psichiche invece consente di stare nel flusso senza esserne sopraffatte, ricevere le informazioni che sono necessarie senza dover vedere tutta la vita delle persone e violare la loro privacy (ho la fissa rispetto a questo, per me è fondamentale).

Ti è passata la paura, vero? 😉

 

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