abbondanza

Abbondanza: la resa

Per chiudere il tema del mese ti parlo di un altro movimento legato all'abbondanza: la resa. Oggi inizia l'autunno anche se qui, annusando l'aria, non ne trovo traccia. Mabon segna l'inizio del periodo di calma, dell'ascolto e della gratitudine per l'estate che se ne va e ha lasciato, si spera, abbondanti scorte per l'inverno. Per me inizia il periodo della zucca e già questo è un buon motivo per essere grata. Ovviamente non voglio parlarti di zucca ma chiudere il tema del mese sull'abbondanza e ricordarti che questa è l'ultima chiamata per prenotare il posto al live meeting del 25 settembre (entro mezzanotte di oggi, lunedì 23). Parleremo dei tuoi movimenti, e di quelli delle altre iscritte. Anche l'ultimo movimento è ispirato alla canzone Volevo un gatto nero dello Zecchino d'oro. Lo so, mi rendo conto che la fonte sia alquanto bizzarra ma, se aiuta allo scopo, ben venga.

I movimenti

Facciamo il riassunto dei due movimenti che abbiamo già visto. Abbiamo detto che desiderare significa avere la capacità di andare verso un cambiamento sganciandosi dall'andare contro la situazione che stiamo vivendo e non ci piace più. Gli effetti di questo mancato salto è ritrovarsi in una situazione stile dalla padella alla brace.

Il secondo movimento è legato al tempo e al timore che ciò che ci arriva come una fortuna sia considerato qualcuna da pagare per non essere puniti o colpiti da disgrazia quindi subentrano sensazioni contrastanti.

Il movimento di cui voglio parlarti oggi invece è il più profondo. Parliamo della resa. Torniamo alla canzone. Il bimbo millanta un intero zoo da poter dare per avere sto benedetto gatto nero ma l'altro, non lui, è un bugiardo quindi lui non ci sta, non gioca più e se ne va tenendosi il gatto.

La resa

Quando parliamo di legge di attrazione e abbondanza il movimento della resa ha varie forme: io non ci sto più, con te non gioco più, porto via il gatto con me.

I primi due sono molto simili perché in realtà sono una sorta di rifiuto delle regole. Solo che i principi universali agiscono esattamente come la forza di gravità: dire che non stiamo più al gioco non ci sottrarrà alla sua azione. Tanto vale conoscere bene regole e principi e usarli a nostro favore o, in ogni caso, non contro di noi o contro gli altri. Con te non gioco più, però, ha una componente personale più marcata e sembra ci siano insoddisfazione, rabbia e persino tradimento perché i patti erano chiari e l'altro, oltre che bugiardo, non è stato di parola.

Cause ed effetti di questo movimento

La resa in genere è influenza da due elementi: il tempo e un raggiungimento parziale dell'obiettivo.

Il tempo: diventa dominante quando in realtà siamo focalizzate sulla mancanza di ciò che desideriamo. Aspettare logora e la mancanza crea un senso di vuoto incredibile.

Soluzione: esercitare la gratitudine - soprattutto la gratitudine anticipata - focalizzandosi su ciò che c'è così da creare altra abbondanza, gioia e mantenersi nella speranza. Lo stress e la frustrazioni generati dalla mancanza hanno effetti concreti e tangibili sul nostro corpo, sulla mente e sulle emozioni. Pensa agli ormoni dello stress, per esempio.

 

Obiettivo raggiunto parzialmente: se la pazienza e la fiducia di potercela fare vacillano anche un risultato parziale diventa accettabile. Pensa al lavoro che tieni nonostante tutte le cose che non vanno o una relazione che hai portato avanti pur di non restare sola.

Soluzione: l'intervento da fare in questo caso è essere onesta. Quali controintenzioni sono in atto? Comprendere che ci arriva ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra crescita aiuta a identificare il blocco che ti tiene esattamente dove sei e ti consente di guardare in faccia la paura.

Quel risultato parziale potrebbe essere una richiesta di conferma: "Sei davvero sicura di volere XY o ti accontenti di questo perché ciò che desideri davvero ti sembra troppo?“ Il seguito dipende da te. Se ti accontenti poi sii grata per ciò che hai scelto perché lamentarsi non aiuta a consolidare i risultati e andare oltre.

La resa porta miracoli

Quando si vivono l'affanno, la mancanza, la frustrazione può arrivare un momento, nel passaggio dal movimento contro al movimento verso in cui ci si arrende rispetto a ciò che chiediamo restando nella fiducia.

Significa avere la capacità di restare aperta, continuare a sperare senza pretendere, aspettare senza sentirsi abbandonata. E' il momento in cui puoi lasciarti andare come le foglie e smetti di lottare, di stare in affanno, di fare cose perché non hai ancora raggiunto il risultato. Corri sulla ruota come un criceto perché hai la sensazione che se smetti di farlo tutto andrà storto. Questo è perché non hai fiducia in te e in ciò che puoi fare. Quando smetti di fare e ti fermi per rivedere le priorità, esci dal movimento contro per andare verso e proprio in questa bolla magica accadono i miracoli.

Improvvisamente la visione diventa chiara, stai nella fiducia perché sai, e senti, che qualcosa di positivo accadrà. La resa allora diventa affidarsi, accettare che non puoi controllare tutto e lasci spazio alle sincronicità, all'aiuto e a ciò che è in arrivo per te. Non ci crederai, a volte si riceve più di quello che si è chiesto e desiderato.

La prossima volta che lotti in cerca di abbondanza ma senza risultati, pensa al tuo sogno, sorridi, stai nella fiducia, partecipa a #rinfrescailsogno per raccontare gli step del tuo progetto e arrenditi. Vedrai che arriveranno regali inaspettati.

 

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