il lusso di sognare

Il lusso di sognare

Per molte persone permettersi il lusso di sognare e fantasticare è già sintomo di ricchezza. Sì, perché c'è chi pensa di valere così poco da non poter neppure sognare a occhi aperti una vita diversa. La diffusione degli approcci motivazionali e della crescita personale ha avuto un enorme impatto su molte vite: ha spinto le persone a impegnarsi per perseguire i propri obiettivi puntando sulle proprie doti, ma ha fatto sì che molti altri si sentissero ancora più inadeguati rispetto allo stile felicità sempre, pensa positivo e sorridi alla vita anche quando tutto va storto.

Ho espresso la mia perplessità rispetto all'abitudine di spostare l'attenzione dalle emozioni in questo articolo sull'uso dei barattoli della felicità.

Abbiamo parlato di felicità e karma e di merito inteso come riconoscere il proprio valore ma voglio chiarire il legame con la percezione che hai di te stessa e cosa può aver alterato questo equilibrio. Voglio usare esempi semplici, non certo non rappresentativi ed esaustivi di tutte le possibilità.

L'influenza del passato

Se hai avuto esperienze traumatiche molto forti come lutti, violenze o abusi, rifiuti, maltrattamenti ecc. sappi che questo tipo di vissuto, soprattutto se successo in giovane età o nell'infanzia, tende ha minare l'autostima in modo significativo tanto più è lungo il tempo di esposizione all'evento traumatico stesso.

Un po' come stare sotto il sole senza protezione per troppe ore: più ti esponi, più ti ustioni. Infatti, il pensiero che si instaura è proprio legato al "Me lo sono meritato" perché quando si cerca di uscire da una situazione e nulla cambia si passa dalla lotta alla rassegnazione. Soprattutto nei casi di maltrattamenti, violenze o abusi il carnefice usa proprio la leva del senso di colpa "Ti picchio perché te le meriti", "Quando fai così me le tiri fuori dalle mani" ecc. per continuare a tenere soggiogata la propria vittima.

Ci sono anche esperienze meno traumatiche e invasive come una relazione (affettiva o professionale) in cui, per qualche aspetto specifico, non ti sei sentita adeguata e ancora oggi l'ustione talvolta si fa sentire e magari ha condizionato le tue scelte. Metti la crema con il filtro UV ogni volta che esci di casa, non prendi più il sole oppure ti esponi solo a orari specifici quindi eserciti un controllo costante e magari hai sviluppato l'apparentemente innocua abitudine di guardare le previsioni meteo che potrebbe nascondere una forma di ansia o post trauma.

Questi vissuti lasciano uno strascico che, se non  elaborati a dovere con un professionista, faranno da zavorra rispetto a ciò che vorremmo, ma non osiamo fare perché non lo meritiamo.

Stare nel presente

Se stai vivendo situazioni in cui ti senti sminuita, non valorizzata o scontata dovresti chiederti due cose:

  1. Che tipo di riconoscimento mi aspetto dagli altri?
  2. Riconosco a me stessa quel merito, valore o mi aspetto che siano gli altri a farlo perché io non riesco a vederlo?

Imprevisti e intoppi nei progetti lavorativi o affettivi ci rendono vulnerabili. Se sei all'inizio di una relazione e aspettate il fine settimana per vedervi, ma succede sempre qualcosa, potresti convincerti di non meritare quel rapporto altrimenti i segni e le sincronicità farebbero sì che possiate stare vicini. Te lo dico perché mi capita spesso di sentire fare questi ragionamenti ma la realtà assume la forma che hanno i nostri pensieri.

Se fossero le resistenze e la paura di iniziare una storia nuova, o di vederla cambiare, o il desiderio di  un nuovo lavoro o di fare esperienze diverse a creare tutti questi intoppi?
Se desideri qualcosa di nuovo o di diverso è perché stai iniziando a permetterti di meritare altro e forse hai una nuova consapevolezza del tuo valore.

Il futuro è incerto

Siamo a metà anno e ti chiedo di ripensare a questi primi sei mesi. Sì, lo so, stiamo analizzando il futuro ma vienimi dietro, fidati. 😉
Prova a pensare a quante cose hai fatto, quali situazioni sono cambiate, come di sono evolute.
Sei mesi fa pensavi che avresti raggiunto questi piccoli o grandi traguardi? Forse lo desideravi ma non ne avevi certezza. Giusto?

Se oggi pensando al tuo futuro pensi e credi che quell'obiettivo sia troppo grande per te, sia irrealizzabile ecc. guarda in faccia questa paura e chiediti perché hai questa convinzione e cosa ti fa dubitare di non essere abbastanza per quel progetto, sogno, desiderio.

Voglio raccontarti una cosa a proposito dei sogni e del meritarsi. Ho sempre avuto una passione per le case e prima di diventare mamma mi lanciavo in sogni a occhi aperti in cui il concetto di responsabilità era decisamente assente perché "Chiedi e ti sarà dato".

"Questo è troppo per me"

Quando ero piccola mio padre mi regalò un libro, che aveva ricevuto dalla banca, su un artista e architetto. Non ricordo il nome ma solo che questo librone enorme aveva la copertina giallo zafferano, le pagine spesse e lucide e conteneva un sacco di disegni di volti, natura morta, paesaggi, case, affacci, finestre, statue e colonne. Durante l'influenza le copiavo a mano libera su un quaderno con risultati più che soddisfacenti. Tant'è che per un certo periodo pensai che da grande avrei fatto l'architetto poi ho saputo che avrei dovuto studiare molta matematica ecc e l'antipiretico si è portato via i miei sogni da architetta. Crescendo non ho mai studiato arte ma le case continuano ad affascinarmi e, purtroppo, sono più costose di libri, anelli e scarpe e Fine Living ha soddisfatto il mio bisogno di vedere case finché non è stato chiuso il canale e tutti i suoi programmi.

Prima della gravidanza mi era presa la fissa delle ville di lusso, con mille stanze, tanto verde e la piscina e nel tempo libero guardavo gli annunci. Non avevo la disponibilità economica neppure per comprarmi una casa da costruire con le costruzioni ma avevo trovato una soluzione pazzesca a Morlupo (non so manco dove sia esattamente) in cui avrei potuto aprire un B&B lontano dai rumori dell'aeroporto, circondata da ulivi e piante da frutto insomma uno spettacolo. Prezzo 690 mila euro. Mi ci vedevo già dentro, l'arredamento moderno, la sala hobby con la palestra, l'aperitivo nella piscina a sfioro, i gruppi di meditazione e le lezioni di yoga nel giardino zen con grandi statue suggestive, una sala in cui servire le colazioni (gluten free compreso) e condividerle con gli ospiti. Me la sognavo anche di notte.

Un giorno ho incrociato un altro annuncio di una casa super. Aveva meno terreno ma più alberi da frutta, una piscina più grande e una stanza in più. Costo 710 mila euro. "È bella ma per me è troppo, non merito una casa così". Quei venti mila in più mi portavano molto oltre un budget che comunque NON avevo.

Negli anni sono cambiate le circostanze, sono arrivati due figli e quel sogno da possibile è diventato davvero troppo ma una casa è arrivata lo stesso e tiene conto delle esigenze di tutti, non solo dei miei sogni.

Alla fine anche quando fantastichiamo ci poniamo dei limiti in base alla percezione che abbiamo di noi stesse, del nostro valore, di ciò che meritiamo e di quello che ci fa sentire a nostro agio. Anche seicentonovanta erano troppi ma nella mia testa erano possibili e questo mi permetteva di capire se e come ci sarei potuta arrivare, trovare strade, fare ipotesi e ricercare soluzioni.

 

A volte, credimi, darsi il permesso di sognare, meritarsi, osare, rischiare fa davvero la differenza.

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