equilibrio e benessere

Come mantenere l’equilibrio

Una delle parole più usate e abusate degli ultimi anni è equilibrio. Bisogna trovare equilibrio tra casa e lavoro, tra i nostri spazi e quelli altrui, tra il tempo per il dovere e quello per il piacere. Una ricerca continua ed estenuante che spesso crea frustrazione e accresce il senso di inadeguatezza.

Conosci il tuo punto di equilibrio?

Il punto di equilibrio è la sottile striscia sulla quale camminiamo facendo attenzione a non cadere da una parte o dall'altra. Non importa quale sia la tua ferita o criticità, tutti ne abbiamo una e in genere la via che ci viene mostrata è di continuare a fare determinate cose per restare sul filo e non cadere.

Per la maggior parte delle persone è complesso stare sempre in ascolto. Il risultato è accorgersi di essere andate oltre il punto di equilibrio dopo che il danno è già stato fatto.

Se non si sta in ascolto del corpo com'è possibile notare i primi segnali dell'avvicinarsi del nostro limite?
Se non abbiamo fatto tesoro delle esperienze passate siamo esposti a cadere in errore molte altre volte.

La saggezza è fermarsi prima

Quando si calpesca brina il ghiaccio sodo è vicino.
(I-Ching)

Se hai avuto a che fare con un neonato sai che uno dei segnali precursori della fame è il portarsi le mani alla bocca. Se ignori il segnale e aspetti molto potresti trovarti ad affrontare il suo pianto disperato. Puoi muoverti ai primi segnali, questo lo aiuta a mantenere l'quilibrio e aiuterà te a non non creare una situazione di tensione.

Se hai un figlio con disturbi di apprendimento probabilmente hai imparato che quando inizia a stropicciarsi gli occhi protrebbe essere stanco e serve una pausa. Sì, prima, non "Dopo che hai finito l'esercizio". Dopo è già in riserva e il rischio che metta in atto comportamenti indesiderati (distrazione, aggressività, ansia ecc) si decuplica. Meglio fermarsi prima, fare pausa e poi riprendere senza superare il suo punto di equilibrio. Non è rispettoso e neppure utile.

Se al posto di preoccuparci costantemente del punto di equilibrio imparassimo ad ascoltarci meglio e fermarci prima? Avremmo la possibilità di levarci lo sfizio di gola, per esempio, senza compromettere l'equilibrio.

Vizi e dipendenze

Quando si ha paura di perdere l'equilibrio si inizia a vivere con in mente una lista di cose da consentite e altre vietate. Non penso se la libertà abbia davvero un rapporto così stretto con la paura. La definisco così perché ogni volta che ci preoccupiamo di cosa sia lecito e cosa no è come se fossimo costantemente sotto minaccia, sotto controllo.

Non so che visione e idea hai della libertà ma per me non è questa.
Una premessa doverosa: alcune abitudini non sono un piacere. Ci raccontiamo che lo siano per non chiamarle dipendenze. Caffé, fumo, dolci, alcol, carboidrati, farmaci, droghe varie non si possono definire piacere quando sono una compulsione. In questo caso non basta la volontà perché il corpo ha sintomi specifici e si abitua a una sostanza. Se vuoi smettere di fumare mezzo pacchetto di sigarette non è come dover lasciare tre pacchetti al giorno. La volontà di smettere potrebbe non essere sufficiente e serve un percorso di psicoterapia per farti capire le ragioni del tuo vizio e adottare strategie utili a uscirne.

"Posso smettere quando voglio". Certo, come no. Prova a non bere le tue solite 5 dosi di caffè al giorno e dimmi come stai le prime 72 ore. Se vuoi ti passo la pasticca per il mal di testa così passiamo da una dipendenza a un'altra.
E non lo scrivo tanto per dire ma perché il rischio è alto. Il punto, tra l'altro, non è la sostanza in sé perché ho conosciuto persone che andavano in overdose di acqua dopo averne bevuti litri e litri.

Quanti tentativi hai già fatto?

Per la dieta, le sigarette, la cioccolata, la palestra ecc. forse hai già fatto molti tentativi ma qualcosa va sempre storto. Vero?

Il giorno in cui ho smesso di fumare non ho fatto una prova. Ho smesso con l'intenzione che non avrei più toccato sigaretta perché avevo visto troppi parenti, amiche ecc. che avevano provato a smettere, senza grossi risultati.

Per mesi sono stata attenta: avevo costruito routine di evitamento e cambiato le mie abitudini in modo tale da non cadere in tentazione. Ho fumato dai 16 ai 32 anni e, come puoi immaginare, avevo associato la sigaretta ad alcune azioni e ritualità.

Non era stato fatto consapevolmente ma la ripetizione di alcune situazioni aveva fatto sì che certi gesti diventassero abitudini, senza che io ne fossi consapevole.
Mi sono accorta di tutto questo meccanismo quando ho smesso di fumare solo che non ero preparata: non sapevo cosa avrei dovuto rivedere e in quei mesi ho capito perché tante persone riprendono a fumare, sgarrano con la dieta ecc.

Non sto a fare la pappardella della motivazione e dell'importanza della scelta consapevole perché non è questo il tema del post.

Ho capito di essere libera dal pensiero della sigaretta (qui trovi il post EFT per smettere di fumare) quando non vivevo più con la paura di cadere ancora in quel comportamento. Prima sentivo odore di fumo e pensavo alla sigaretta. Era una risposta incondizionata tipo cane di Pavlov.

Campanelli d'allarme e segnali che scattano perché qualcosa, a livello profondo, si attiva. Se il tuo tallone d'Achille è il fumo probabilmente ti basterà passare a una sigaretta accessa per sentire un certo disagio farsi spazio. Se il punto debole è il cibo forse passeggiare fuori da una pasticceria o pizzeria e sentirne gli odorini ti farà venire un certo languorino.

In un video Siddhanath dice che la meditazione non è svuotare la mente ma è lo sforzo continuo di tornare al proprio centro dopo che un pensiero si è presentato.

Chiara la differenza, no?

In conclusione direi che la saggezza non è solo ascoltare il proprio corpo per riconoscere il proprio punto di equilibrio ma è sapersi fermare prima di farsi male o, se non altro, avere la consapevolezza di non piangere per i sensi di colpa quando il danno è stato (consapevolmente) fatto.

Questi saranno alcuni aspetti che affronteremo nel live meeting di fine mese Una vita da yo-yo tra un pezzo di uovo di Pasqua e un ponte di fine aprile.

 

 

Foto credit

 

 

Add A Comment