Accettare i difetti

Come accettare un difetto fisico

Sapere come accettare un difetto fisico mi avrebbe risparmiato anni di creme e torture ma non è stato così. Nel post della scorsa settimana ho iniziato a spiegarti cos'è per me il perfezionismo e cosa significa vivere con un difetto evidente.

Un paio di settimane fa ho avuto diversi scambi in privato sulle imperfezioni. In particolare ho avuto modo di parlare del mio tallone d'Achille. Ognuno di noi ha una parte del corpo che ama poco e, in alcuni casi, può diventare ben più di un disagio fisico. In questo post ti racconto la mia storia per aiutarti a non cadere in un'ossessione e ricordarti che tu sei molto più di una pelle puntinata, una pancia poco tonica, dei capelli radi o un seno a cipolla che ti fa piangere ogni volta che ti specchi prima di entrare in doccia.

Per farlo ho deciso di metterci la faccia e Dio solo sa quanto sia stato complesso. Non voglio raccontarti tutta la storia ma fornirti qualche spunto in più per vivere bene anche con il tuo 2%.

Una storia lunga una vita

La mia pelle ha iniziato a fare le bizze a 11 anni, con i primi cicli. Non bastavano i dolori allucinanti ci si mettevano pure brufoli e punti neri. "Non è un problema, facciamo le maschere di fango o argilla verde ventilata".
All'epoca non sapevo che quello avrebbe segnato l'inizio della mia collezione: avevo il sapone allo zolfo, la maschera di pasta di catrame da tenere le notte e togliere al mattino, le pomate antibiotiche, l'ittiolo che mi macchiava la pelle di nero, il retinolo e l'acido glicolico che erano una novità: "Vedrai che con queste passa". Avevo la crema per asciugare la pelle e quella per non farla più squamare dopo che avevo usato prodotti troppi aggressivi. Avevo tutto e il contrario di tutto alla costante ricerca di un equilibrio che non sembrava possibile. La dermatologa mi rassicurava: "Quando smetterai di studiare passerà". Ho finito la scuola da un pezzo ma niente.
"Se non ti passa dopo che avrai finito di studiare vedrai che quando avrai un figlio passerà". Sì, era vero, ma dopo la gravidanza la situazione è tornata quella di sempre.

Una volta mi hanno dato un antibiotico a cui ero allergica e mi sono riempita di macchie gialle. Così, oltre all'acne sembrano una giraffa. Verso i 14 anni sono comparse due cisti sugli zigomi. Erano come due grossi lividi scuri, sottopelle, e ho rischiato di doverle far togliere chirurgicamente. Non capivo se fosse meglio avere le cisti o due cicatrici a vita quando mi proposero una cura reperibile in Svizzera che potevo fase solo prendendo l'anticoncezionale orale e sotto stretto controllo medico. Iniziai a prendere queste pastigline rosse la mattina e la pillola la sera. Dopo anni le cisti passarono, per fortuna, anche grazie alle torture che mi infliggevo per cercare di svuotarle (e di cui non parlerò perché non sono un esempio da replicare).

Un giorno mio padre, di ritorno da un viaggio a Londra, mi portò un bellissimo cofanetto con uno stick al tea tree (puzzolente ma efficace!) uno scrub leggero all'albicocca, una maschera all'ananas che era una coccola e per di più non puzzava. Non era un prodotto curativo ma mi lasciava la pelle morbida e al tatto avevo la sensazione di non avere imperfezioni.
Mi dimenticai di tutto il resto e finalmente avevo iniziato a trattare la pelle per il piacere di farlo, per la coccola di mettermi quella maschera profumata e chissenefrega dei brufoli. Un bel giorno svuotai l'armadietto e buttai tutto. Ho continuato ad avere problemi di pelle, me ne prendo cura come ogni altra parte del corpo ma zero ossessioni. Lei mi ripaga continuando a essere il mio tallone d'Achille: quando mangio cose a cui sono intollerante/allergica spunta il brufolo che diventa una piccola ciste e resta lì per settimane ma pazienza.

Una sera ho visto su IG le stories di Cristina Fogazzi, ovvero l'Estetista cinica, in cui parlava di acne e le ho scritto per raccontarle la mia storia. Mi ha risposto che le mie cicatrici non si vedono molto. La magia dei filtri! La pelle è migliorata molto, è vero, ma la pelle d'albicocca l'ho messa in lista per la prossima vita insieme a una taglia di reggiseno in più.

Cosa può aiutarti a convivere con il tuo difetto fisico?

Hai notato che i difetti per noi sono giganti e super visibili? Allora arriva la dieta drastica per i chili di troppo, la maglia morbida per nascondere la pancia, il reggiseno con i pesciolini per tirar su il seno caduto (specie se hai allattato a lungo) e tutta un'altra serie di scelte strategiche che servono a contenere la vergogna per un difetto. Ricordati che:

  1. Deponi le armi. Se quando ti guardi, consideri e valuti solo per quel difetto, anche gli altri tenderanno ad assecondare il tuo cruccio e questo, purtroppo, rinforzerà il tuo disagio anziché diminuirlo. Inizia a coccolare il tuo difetto perché è solo il 2% di tutto ciò che sei. Smetti di fargli la guerra perché più ti accanisci più il problema diventerà grande.

    Difetti fisici

  2. Ironizza ed esorcizza. Se proprio ti senti a disagio ricordati che scherzare e ironizzare sul tuo difetto può farti cambiare completamente la percezione che hai di te stessa. Questa è la foto del mio giorno perfetto. Alla prova la truccatrice guardò la mia pelle e disse con un sorriso gentile: "Aspetta, ho bisogno dell'artiglieria pesante" e recuperò ceroni e fondotinta vari. Non è stato piacevole ma ho risposto con una battuta. Ridi, scherza e ironizza: toglierà potere al tuo difetto e lo toglierà anche a chi ti prende, più o meno inconsapevolmente, in giro per il tuo corpo. Del resto per i brufoli, una statura bassa o il seno piccolo c'è sempre rimedio mentre per l'ignoranza non si può fare nulla. Quando lo scherzo diventa offesa o bodyshaming ricordati di chiedere aiuto.
    Ah, a proposito, ho tutti e tre questi difetti e porto pure gli occhiali. 😉
  3. Basta perfezionismo. Valorizza una parte del 98% che hai a disposizione perché avrai sicuramente qualcosa che ti piace di te e di cui vai fiera. Un rossetto che ti fa sentire top, un accessorio originale e che ti rappresenta e uno sguardo sereno distraggono dal tuo 2%. Valorizza ciò che hai e vedrai che anche il tuo difetto sarà solo una piccola imprecisione. Quando disegno i mandala a mano non sono mai perfetti. Noto ogni difetto di linea eppure agli altri sembrano precisissimi. Il segreto è che quando guardi il mandala, o una persona, vedi l'armonia d'insieme e l'imprecisione si perde nel tutto. Accade così anche per la vita: è piena di piccole sbavature quotidiane ma ciò che conta è il quadro d'insieme.

Ho ordinato alcuni prodotti dell'Estetista cinica e li sto testando da meno di una settimana. Io davvero non ho parole. Dopo 3 giorni mi alzavo la mattina e non sembravo una patatina fritta e ho notato che la mia pelle ha una consistenza diversa. Se hai seguito le stories di IG sai che ieri sera ho provato anche la maschera Happy skin e dato che sul sito dice di metterla e rilassarsi ne ho approfittato per colorare un pezzo di mandala sull'ipad. (Iscriviti qui per scaricare il pdf con 15 mandala da colorare mentre ti fai la maschera).

Stamattina al risveglio avevo la pelle WOW! Ho ritrovato la stessa sensazione della maschera all'ananas di cui ti ho raccontato nel video. Continuo a toccarmi la faccia e rido, rido come una scema.

 

Comments

  1. Francesca

    Mi è piaciuto un sacco quello che hai scritto e ancor di più il video, grazie mi sono divertita.
    Francesca

    1. Ciao Francesca, mi è sembrato di vederti con i pop corn mentre guardavi il video. No? 😉

      Spero sia stato utile. ^_-

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