autostima e difetti fisici

Autostima e difetti fisici

Oggi sarebbe dovuto uscire un post ma sto procrastinando all'infinito quindi ne approfitto per parlarti di equilibrio tra mente e corpo, autostima, difetti fisici e di ansia.

Hai mai accompagnato una futura sposa a scegliere il vestito? Se hai avuto questo piacere, probabilmente ti sarai resa conto che il bisogno di essere perfette è il sottofondo costante di ogni decisione relativa alle nozze. Ti faccio questo esempio perché quel giorno ogni difetto è visto come il male assoluto. Per fortuna ci si sposa, in teoria, solo una volta ma ci relazioniamo ai nostri difetti ogni giorno. Vediamo meglio cosa succede.

Il perfezionismo

Se ripenso al nostro giorno più bello mi rendo conto che tutto girava attorno a quello che avrebbero pensato gli altri mentre noi volevamo una festa che ci rappresentasse e non il baraccone che avrebbe dovuto soddisfare tutti (tranne noi). Sorvolo sulle discussioni rispetto alle nostre scelte perché altrimenti dovresti prepararti una tanica di pop corn per leggere il resto del post.

Oggi ho iniziato la giornata con la testa immersa tra le pagine di "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani per cercare una frase, che ovviamente non ho trovato, riferita al cancro.
Il concetto era più o meno questo: quando il 2% delle tue cellule impazzisce e si ammala, tutta la tua vita si trasforma e il restante 98% è quasi invisibile.

Trasliamo questo concetto in un ambito più 'leggero': quando hai un difetto fisico la percezione di te cambia per concentrarsi su quel 2% che condiziona le tue scelte. Sei il tuo difetto, rappresenti te stessa solo attraverso quel dettaglio. Osservi gli altri e sono migliori di te se non hanno il tuo difetto. Non importa se ne abbiano altri perché il tuo metro di giudizio è tarato su ciò che ti pesa. Sì, a livello mentale il meccanismo che a volte scatta è molto simile.

Autostima ed equilibrio corpo-mente

Se hai un difetto fisico può essere che tu ci conviva bene quando non sei stressata o non hai eventi particolari ma potrebbe diventare così evidente per te da condizionare le tue scelte quotidiane senza che tu ne sia così consapevole.
Sai quante donne indossano sempre abiti neri perché il nero sfina quando invece vorrebbero indossare altro? E sono così addentro al meccanismo che continuano a vestirsi così anche quando perdono. Sai perché? Prova questo esercizio così potrai toccare con mano la difficoltà.


Esercizio: chiudi gli occhi e visualizzati senza quell'imperfezione. Riesci a immaginare come saresti? Riesci a visualizzare come ti sentiresti se non dovessi più preoccuparti per quel difetto o per come appare agli altri? Come ti senti?


Ecco la difficoltà: il passo successivo è rendersi conto che a volte non si riesci a visualizzare te stessa diversamente perché sei talmente invischiata dalla solita immagine di te che, anche quando chiudi gli occhi, il cambiamento non trova spazio.
Oppure riesci a farlo per pochi secondi, magari avverti un certo disagio, un malessere, poi la nuova immagine di sé scappa via e ti vedi esattamente come sei nel presente.

Se ti accade questo molto probabilmente c'è una resistenza in atto (o una controintenzione, ne ho parlato qui) che, oltre a impedirti di visualizzarti, farà sì che tu resti esattamente come sei. Te lo dico perché spesso parlo con clienti che si massacrano in palestra o con le diete ma non lavorano per interiorizzare e integrare una nuova immagine di sé quindi appena si fermano tutto torna come prima. L'equilibrio tra corpo e mente sta proprio qui: lavorare su entrambi gli aspetti crea una sinergia pazzesca.

Accettarsi per cambiare

La legge di causa effetto è inclusiva (iscriviti qui per scaricare il pdf La legge di attrazione per principianti). Puoi lavorare per capire chi sei e cosa vuoi e solo allora arriverà il cambiamento. Sì, vale anche per le cose fisiche. Torniamo al libro "Un altro giro di giostra" di Terzani e dice:

Tutto il linguaggio che circonda questa malatia è un linguaggio di guerra e io stesso all'inizio lo avevo usato.

So perfettamente che il paragone è forte ma se lasci che il tuo difetto (l'acne, il girovita morbido, qualche chilo di troppo, la pancia, il doppiomento, i capelli radi, una cicatrice o qualsiasi altra cosa) diventi dominante ti troverai a pensare, agire e sentire come se avessi un nemico da combattere. Se metti la tua attenzione nel 2% che non ti piace o che non è sana o bella come vorresti, inizi a ignorare il 98% che è lì in equilibrio, sano, bello, forte e al tuo servizio.

La prossima settimana ti racconto quello che per anni è stato il mio 2% e ogni tanto torna a bussare alla porta.
Ora fatti un regalo, prenditi una decina di minuti per fare l'esercizio di visualizzazione poi passa per raccontarmi cos'hai scoperto, se ti sei visualizzata con facilità o e se hai scovato delle resistenze. Ti ricordo che a fine gennaio c'è il primo Live Meeting in cui lavoreremo proprio su questo per capire come lavorare su accettazione, cambiamento ed equilibrio tra corpo e mente.

Comments

  1. Francesca Topi

    Ciao Mathilda,
    Durante questa mia influenza ho avuto modo di rileggere più volte quest’articolo e non ho potuto non collegare il 2% alla mia sensazione di “mancanza”.
    Proprio quando dici: “Ecco la difficoltà: il passo successivo è rendersi conto che a volte non si riesci a visualizzare te stessa diversamente perché sei talmente invischiata dalla solita immagine di te che, anche quando chiudi gli occhi, il cambiamento non trova spazio.” Ora mi leggerò bene la parte sulle controintenzioni…magari avrò un”epifania”!
    Grazie
    Francesca

  2. Nita

    Ho provato ad immaginarmi senza quei difetti (sì, uno non era sufficiente), e mi sono vista bella e gradevole. Perché dentro sono così, anche se fuori non si vede.

    1. Ciao Nita,
      sei riuscita a immaginarti così perché la parte saggia di te sa che quella realtà non è solo possibile ma anche realizzabile. Tu sei così.
      🙂

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