Alessia d'Epiro - Maestra zen per il business

Intervista Donna alla maestra zen del tuo business

Qualche mese fa ho avuto modo di chiacchierare di lavoro e resistenze al denaro con Alessia d'Epiro, la maestra zen per il business, e il frutto di quella chiacchierata è diventato un podcast per il suo gruppo di Facebook.
Non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di farle qualche domanda per Intervista Donna su cosa significhi oggi occuparsi di donne e lavoro in modo zen.

Cosa significa oggi occuparsi di donne e lavoro?

Sai, non voglio essere esagerata, ma occupandomi di Brand Management di prodotti per bambini, mi sono accorta ad un certo punto che il mio lavoro aveva un processo contributivo: quello che facevo era interdipendente, andando comunque ad influenzare in qualche modo l’ambiente che mi circondava. Una volta realizzato questo primo step, mi sono chiesta se quello che facevo poteva promuovere stereotipi errati e superati, cercando quindi di non realizzare progetti che andassero in quella direzione, andando poi a spostare il mio focus su progetti sempre di brand management, ma che lavoravano più sulla cultura, collaborando con associazioni che si occupavano di donne. Per me quello è poi diventata la mia missione: il mio lavoro influisce sugli altri, e quindi ho scelto con quello che faccio di influenzare questa piccola area delle donne imprenditrici italiane, che tanto piccola non è, vista la potenziale influenza che questo piccolo spicchio potrebbe avere a  livello nazionale e non solo.

Quali sono le difficoltà e i tabù più frequenti che incontri?

Le difficoltà sono tante da molti punti di vista. Innanzitutto, c’è una parte legata gli archetipi della crescita personale, mi capita infatti che le problematiche che incontro siano sostanzialmente pregiudizi, come la paura di non saper gestire il mercato, come capire il marketing o anche semplicemente pensare di non essere brave a sufficienza o avere paura di mettersi in gioco. Inoltre, il tabù fondamentale, spesso, sta nel rapporto con i soldi.

Mi piace andare a lavorare su questi temi, visto che le donne molto spesso “fanno fatica a sedersi al tavolo e farsi avanti”, come ha detto Sherly Sandberg, a causa appunto di tutti gli archetipi e i pregiudizi che abbiamo. Mi trovo, quindi, nella difficoltà di dover guardare oltre il velo rappresentato dalla società, ma una volta fatto è possibile osservare il potere della trasformazione, di autodeterminarsi e direzionarsi tra tutto quello che c’è da fare.

Ti definisci la maestra zen per il business. La spiritualità che spazio ha nella tua vita e nel lavoro?

Fondamentalmente è tutto. Credo che noi siamo spirito, siamo intenzione che si manifesta attraverso un corpo. Quindi siamo il risultato di ciò che siamo dentro. La mia parte spirituale viene coltivata ogni giorno, da quando mi sveglio a quando mi addormento. Noto una grande differenza da quando ho aderito a questo nuovo modo di vivere, sviluppando una consapevolezza che permette di essere presente nel momento, senza avere il pilota automatico. Mi aiuta a percepire il corpo e le emozioni senza esserne in balia, trasformandole quando necessario. Ciò vale anche nel lavoro, perché non posso fare bene il mio lavoro se non mi ascolto. Questo lo insegno anche alla mie coachee nella Woman Boss Academy, perché se non ci si allena alla presenza mentale siamo sempre il risultato della velocità, dei bias cognitivi e della paura. Fare uno step indietro permette di avere  più coscienza su quello che si sta facendo e mettere più consapevolezza in ciò che si fa.

business zenMi hai raccontato che ogni anno lavori su un aspetto spirituale che vuoi integrare nel quotidiano e nella tua professione. Come scegli quale parte di te necessita di spazio e di ascolto?

Che bella domanda! Io credo che dovremmo essere sempre in evoluzione, perché chi non muta è in grande pericolo. Dedico molto tempo al mio cambiamento, costruito sulla base del mio ascolto. Fermo il pilota automatico per ascoltarmi, e quindi vado ad indagare dietro alle mie emozioni, decidendo poi come agire, per migliorarsi costantemente. Quest’anno mi sono accorta che volevo condividere questa mia parte spirituale anche per le persone che seguo, ad esempio. Ho deciso, quindi, di coltivare il concetto di abbondanza, concentrandomi sul mio scopo professionale, aiutandomi così a rendere trasformativo quello che voglio comunicare agli altri. Questo si rifletterà poi sul mio business. Dall’ascolto quotidiano e dalla consapevolezza, in maniera che quello che mi fa stare bene possa essere usato e trasformato in una continua evoluzione.

Trovo che il lavoro con le donne sia in una fase di espansione pazzesca. Come immagini il futuro delle donne?

Mi piacerebbe pensare alle donne 5.0. Quest’anno ci sono state molte donne nei media che hanno raccontato storie potenti, e personalmente mi piacciono i film distopici, perché credo nella distopia come forma di racconto della realtà, in un certo senso. Negli ultimi anni c’è stata una presa di coscienza di massa, a cui mi piacerebbe continuare a contribuire, creando una nuova cultura. Immagino un futuro dove la leadership sia egualitaria, dove le donne siano a capo di paesi, dove il gender pay gap non esiste sostanzialmente e le donne siano pienamente rappresentate in tutti i campi.

C’è un progetto al quale stai lavorando in questo periodo e di cui puoi darci qualche anticipazione?

Sì, la mia idea è quella che le donne nel momento della trasformazione abbiano bisogno di un network che possa sostenerle, aiutarle, gioire assieme a loro. Voglio costruire una grande community dove le donne supportino altre donne.

Ringrazio Alessia per il tempo che ci ha dedicato. Il confronto su questi temi è sempre prezioso.
Qui trovi il suo sito e questa è la sua pagina facebook.

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