preparare le carte per la lettura

Come preparare i mazzi di carte per la lettura

Dopo aver scelto il mazzo di carte giusto per te voglio raccontarti come preparli per la lettura. Devi sapere che per il mio compleanno ho chiesto, e ricevuto (Urrà!), molti mazzi e li sto preparando uno alla volta. In questo post trovi alcuni suggerimenti e ti invito a scegliere usando l’intuito per trovare il metodo di preparazione che più senti affine a te perché, esattamente come la scelta del mazzo di carte, non c’è una tecnica giusta o sbagliata ma solo quella più adatta al tuo sentire.

I disegni, lo stile e i colori delle carte (tarocchi, oracoli o per motivazionali) che hai scelto sono impregnati di energia ed è proprio grazie a questa vibrazione che hai scelto le tue carte. Per iniziare a usarle devi, in un certo senso, metterci parte della tua energia perché le carte ti fanno da specchio e questo ti permetterà di sentirle, decodificarle, e chiacchierarci con più facilità. In poche parole ti devi presentare e farci amicizia.

Perché è utile preparare il mazzo di carte

In alcuni libretti allegati alle carte gli autori stessi danno indicazioni su questa fase e su come rendere quelle carte le  nostre carte, ma se le modalità proposte dagli autori non ti garbano molto, puoi seguire alcuni consigli che trovi di seguito.

Quando incontri una persona non si confiderà con te al primo incontro (a meno che non sia parte del tuo lavoro). Ti devi presentare, magari prendete un caffé o una tisana, poi ci vai a cena (si capisce moltissimo dalle persone stando a tavola con loro) e in seguito puoi valutare di raccontare alcune cose personali o loro faranno lo stesso con te.

Puoi farlo anche con i mazzi di carte e questo ti consente di capire meglio il messaggio che hanno, quale energia portano, su quale tipo di aspetto lavorano meglio in un dialogo fatto di gesti e accordi.

Come puoi preparare i tuoi tarocchi per la lettura

Tra i suggerimenti che seguono ti renderai conto che alcuni richiedono intervento di oggetti esterni a te nel senso che sostengono l’intento e ti aiutano a manifestare la tua intenzione e via via si va verso una preparazione più naturale, introspettiva, sottile che non richiede altro se non una buona focalizzazione e centratura. Queste differenze dipendono proprio da come scegliamo di vivere questo passaggio e da quanto siamo sicure, o amanti, della ritualità.
Personalmente credo che siamo noi la bacchetta magica e la spiritualità per me è una cosa semplice. In 23 anni mi è successo solo una volta di usare l’incenso su un mazzo di carte che ho ricevuto in regalo e che mi aveva dato sensazioni poco piacevoli.

Le carte sotto al materasso

Hai letto bene. Una delle cose che sento il bisogno di fare è dormirci su. I sogni sono un veicolo importante di comunicazione del sentire e mi aiutano a vedere che tipo di energia sta lavorando. La scorsa settimana ho avuto sotto al materasso il mazzo delle Oscure (o le cattive, sì, le battezzo ma è più un vezzo) e non puoi capire che sogni ho fatto questa settimana! Una media di tre incubi a notte e non ci si può aspettare altro da un mazzo che al suo interno ha Alice in un mare di lacrime. Se portiamo questo passaggio nel mondo umano, diciamo che andarci a letto accelera parecchio le cose ed è un saltare le tappe, ma è molto efficace perché ci si mette subito a nudo. Giù le maschere e guardiamoci subito per come siamo. In genere li tengo sotto al materasso per 7 giorni ma ho dormito con alcuni mazzi anche 21 giorni. Dipende da quanto mi fanno sognare, viaggiare, o mi sanno conquistare: più attivo resistenze più stanno sotto al materasso. Non c’è una regola fissa.

Fumigazioni e cristalli

Dopo averli messi sotto il materasso puoi procedere prendendo le carte e passandole sopra il fumo dell’incenso che preferisci oppure puoi usare la salvia bianca o il palo santo. Ciò che conta è che sia qualcosa che gradisci e che ti aiuta a restare centrata e a fissare il tuo intento.
L’altra opzione è appoggiare sul mazzo un quarzo o un cristallo che senti giusto per te e per quelle carte. Può essere uno ialino, un quarzo rosa, un’ametista o un occhio di tigre o di falco dipende da quale uso vuoi fare di quel mazzo. Anche per la scelta della pietra non ci sono limiti. Puoi usare anche un sasso se per te ha un significato e un’energia particolare.
C’è anche chi usa simboli o circuiti come il fiore della vita o il pentagono (pentacolo), ma è davvero questione di gusti e di sensibilità. Alcune lettrici usano fare questi passaggi in fasi lunari precise. Onestamente preferisco pensare che tutto sia già dentro di noi e alcune pratiche mi sembrano molto wicca quindi, se credi che questi suggerimenti siano troppo ‘da strega’ ti consiglio di proseguire la lettura.

Reiki, mantra e preghiere

Prendi il mazzo di carte tra le mani, se conosci una tecnica come il reiki puoi usarla per trattarle e coccolarle. Oppure puoi metterti in meditazione con le carte tra le mani, o sul cuore, e recitare un mantra, una preghiera, una richiesta o formularla come se fosse un accordo rispetto a quale aspetto vuoi studiare o scoprire con l’aiuto di quelle carte. Non ti serve altro.

Mischia, taglia e scegli

Prendi il mazzo e preparati a fare conoscenza. Mischia le carte. Spacca il mazzo (in questa fase lo spacco in 3, non in due), riuniscilo e poi stendi le carte davanti a te e scegline una.
Guardala bene.
Osserva il disegno o l’immagine (in questo periodo si usano molto carte con le foto o le frasi).
Cosa ti suggerisce?
Quali pensieri ed emozioni evoca?

Ok, dopo averla osservata per bene, prendi il libretto che trovi annesso alle carte e leggi il significato che l’autore ha attribuito a questa carta. Ora riponila nella scatola o nell’astuccio, mischia le altre carte, taglia il mazzo, rimettilo insieme, stendi le carte, scegline una, osservala bene, leggi cosa dice il manuale. Tutto chiaro, no? Continua così con poche carte per volta fino a quando le hai esplorate tutte.

Come dicevo prima, la specificità delle carte che stai preparando ti aiuterà e guiderà a scegliere il percorso che più si addice alla comunicazione con loro. Come vedi non uso il termine attivare, iniziare o purificare perché hanno una connotazione emotiva ed energetica precisa che non amo molto.
Le carte sono tue alleate e non dovrebbe esserci un rapporto di ‘sudditanza’. Se le consideri oggetti magici le tratterai di conseguenza. Se le vivi come uno strumento di crescita, buona parte di tutti gli orpelli che ti rassicurano, cadranno perché diventerai consapevole che tutto è già dentro di te.
Le carte a volte non ti rispondono, altre volte continueranno a darti lo stesso responso anche se chiedi cose diverse e non lo faranno per capriccio, ma per ricordarti che la lezione prioritaria da imparare è una precisa.

Tra quelli proposti quale tecnica ti ispira di più? Ne hai già una tua che usi per le tue carte? Raccontamelo nei commenti.

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