Segni dall’aldilà

In questo post però voglio parlarti di alcuni segni che puoi considerare banali coincidenze oppure che potrebbero essere un messaggio dall’aldilà. 

Sono cresciuta in un contesto che inconsapevolmente mi ha permesso di sperimentare il sentire in modo insolito. Da piccola quando andavo in bagno sul bordo della vasca c’era un libro dalla copertina nera e la figura di un uomo che camminava in un tunnel di luce blu. Il titolo era scritto in caratteri metallizzati che lo rendevano, ai miei occhi, magnetico. La vita oltre la vita di Raymond Moody fu uno dei primi libri che sbirciai rubando la lettura di qualche pagina, emozionata perché quello che leggevo mi sembrava familiare e perché era un libro da grandi e non certo adatto a una bimba di circa dieci anni.

In questi giorni viste le domande sul mondo sottile del primogenito, e consapevole dell’impatto di quelle letture, ho  approfittato del fine settimana per creare la mia mensola dei libri proibiti. Ci sarà il tempo delle spiegazione più esaustive, ma per ora preferisco che viva i suoi sei anni imparando a stare nel presente e non a indagare altre dimensioni.

Voglio precisare che non sono favorevole alla comunicazione con i defunti. Mi spiego meglio: per me la vita è una scuola e passare oltre non è altro che fare l’esame finale e andare al grado d’istruzione successivo. Chi è andato oltre ha imparato tutto ciò che doveva e disturbarlo non è utile a nessuno, contattarlo o cercarlo non fa altro che tenerlo legato alla scuola del grado che ha già superato. Alle superiori non ti aspetti di avere aiuto nei compiti da chi va all’università, ma lo cerchi tra i tuoi compagni.

Ci sono momenti però in cui capita che l’universitario passi per un saluto e si avverta la presenza senza che ci sia un’azione o una richiesta da parte di chi è ancora alle superiori. Voglio spiegarti alcuni segni legati ai sensi che ti fanno capire come il velo tra i due mondi sia sottile.

Segnali dall’aldilà e i vari sensi

Per poter sentire con altri canali è necessario aver superato il blocco del lutto. Solo così infatti, ci si apre alla possibilità di usare la comunicazione sul piano sottile. Se tu avessi gli occhi bendati gli altri sensi si attiverebbero maggiormente per compensare quella mancanza. Ti invito a ragionare in quest’ottica anche rispetto alla comunicazione con l’aldilà perché non potendo comunicare con la via canonica, puoi attivarti su altri canali.

Tatto – E’ quello che solitamente manca di più perché è il più fisico che permette gli abbracci. Eppure capita di sentire spostamenti d’aria, lievi tocchi, carezze (soprattutto su mani, volto e capelli), pizzicotti, brividi di freddo. Fa venire in mente Il sesto senso ma se hai questo tipo di sensitività sai bene che non era tutta finzione cinematografica.

Vista – Capita di vedere persone identiche a chi non c’è più, cogliere delle ombre col la coda dell’occhio, vederli in sogno. E’ più frequente di quel che si creda. Pensa al telefilm Ghost whisperer e sono sicura che capirai perché trovo la vista un canale percettivo inquietante.

Olfatto – Anche questo è molto frequente. Il dopobarba che riconosceresti tra mille o l’odore della pelle, ma anche essenze di fiori come rosa, lavanda o d’incenso in posti in cui non ci sono fiori. A queste percezioni, spesso associate anche ai santi o agli angeli, mi sento di aggiungere odore di disinfettanti o di ospedale, di tabacco o sigaro, di cuoio. Sono odori molto più fisici e comuni, ma a volte arriva una folata inaspettata in un posto insolito e abbiamo la sensazione che sia un abbraccio da chi non c’è più.

Udito – Una risata o un colpo di tosse familiare, una voce alle spalle che ci fa gelare il sangue. Anche accendere la radio e sentire una canzone che colleghiamo a quella persona o avere la sensazione di sentire la sua voce ripeterci frasi che usava spesso per farci sorridere o per infonderci calma.

Gusto – Assaggi una torta in un locale ed è identica a quella che faceva tua nonna e nessuno in casa era in grado di replicare eppure… Non ti dà la sensazione che sia un “Ehi, ci sono. Ti sono vicina”.

Queste sono alcune delle esperienze che puoi aver fatto e che in genere vengono interpretate come un contatto. Non ti so dire se siano sempre contatti effettivi, ma dato che non credo alle coincidenze voglio leggere queste esperienze come abbracci, messaggi, presenze che si fanno sentire oltre la dimensione fisica.

Sicuramente non aiuta a superare la mancanza della fisicità, dell’abbraccio reale, ma sono una forma di comunicazione e contatto che aiuta a superare il dolore, attraversare il lutto e ritrovare l’equilibrio.

Comunicazione di servizio: giovedì invierò la newsletter per il cerchio di meditazione (puoi leggere qui cosa sono) con le sfere riservato alle iscritte di luglio. Controlla le cartelle di posta e se non la trovi scrivimi perché ho pulito la lista dagli indirizzi dormienti. Grazie! 

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