Hai paura o ti stai autosabotando?

In questo articolo voglio parlarti di paura, autosabotaggio e comfort zone e di cosa osservare per capire se sia solo paura o un vero autosabotaggio in corso.

Dopo una giornata splendida in famiglia mi sono seduta al pc per preparare il post che stai leggendo e no, non mi andava proprio di pubblicare uno di quelli già pronti perché in questi giorni sto riflettendo molto. Sì, lo so, autosabotaggio e tempo sono due temi di gran moda e il tempismo non è tra i miei doni.

Conoscere la teoria non ti metterà al riparo da certe situazioni e l’ho sperimentato in questi mesi. Ecco perché il romanzo non è ancora uscito e sto scrivendo questo post (che fatica!)
Se hai paura per una relazione, un contratto, un progetto o un’idea, sappi che la paura a volte aiuta a fare meglio, altre volte si manifesta prendendo forme subdole.

Se stai vivendo una situazione in cui al posto che avvicinarti all’obiettivo continui a scivolare e ti chiedi: “Perché ho così tanta paura? Cosa mi spaventa davvero?” questo post ti aiuterà a fare chiarezza.

Napoleon Hill in Pensa e arricchisci te stesso parla delle paure più grandi (la morte, la fame e la povertà, il fallimento, il giudizio ecc) e le spiega in modo preciso e puntale, come se il libro fosse scritto ai giorni nostri. Queste sono paure ataviche e restano immutate perché sono connaturate alla mente umana, resta il fatto che tutti ci confrontiamo con l’incertezza e l’incognito di ogni cambiamento.

Non voglio annoiarti raccontandoti cosa mi è successo in questi cinque mesi, ma sintetizzo parlando di un problema di link del blog e di una penalizzazione di Google (per il banner pop up della newsletter) che mi ha regalato un crollo delle visite al sito… proprio dopo che avevo aperto attività e sei anni di blogging!  

Voglio spiegarti cosa puoi osservare per capire se la paura che stai vivendo è un autosabotaggio.

Paura specifica

Se hai una paura precisa tipo di non farcela, di fallire o di sbagliare qualcosa, sappi che più ci pensi e più stai creando quella realtà.
Cosa fare: oltre a farti venire una buona dose di ansia anticipatoria puoi chiederti di cosa hai realmente timore? Cosa temi di poter perdere? E’ davvero così rischioso come la tua mente vuol farti credere? Secondo me no. Sfrutta questa paura per fare meglio e vedrai che fare questo gradino ti farà sentire più libera. Se invece la paura è di riuscire (nikefobia) sarà proprio la paura di farcela a co-creare l’autosabotaggio. A volte il confine è davvero sottile. 😉

Comfort zone

Se i risultati che ottieni non solo ti tengono nella tua routine, ma hai la sensazione di essere stata ulteriormente declassata è probabile che ci sia un autosabotaggio in corso.
Cosa fare: puoi focalizzarti su una motivazione umanitaria e altruistica che ti spinga a voler ottenere un risultato pensando a un bene più grande. Questo ti aiuterà a uscire dalla tua zona comfort perché l’obiettivo non sarà solo comprarti le scarpe che hai visto in un negozio fighissimo, ma potrai aiutare altre persone e questo sarà un ottimo motore trainante.

Imprevisti

Ho già parlato di 3 cose che ho imparato dagli imprevisti, ma c’è una cosa che voglio che tu sappia: se ti capita un imprevisto dietro l’altro forse stai attirando l’insuccesso perché lo temi e probabilmente stai pensando di non essere sulla strada giusta. A volte è vero, a volte no.
Cosa fare: le cose che più ti spaventano sono proprio quelle per le quali attiri mille inghippi perché sono legate alla tua comfort zone e ai limiti che puoi superare anche se non credi di poterlo fare. Un po’ come l’atleta in semifinale che si fa male durante gli allenamenti. 😉 Gli imprevisti sono un’occasione pazzesca per fare meglio, per dare di più e lasciare andare le resistenze.

Tempismo

L’ho già accennato prima. Rimandare perennemente non aiuta. Anzi, quando ti deciderai probabilmente ci saranno altre dieci persone che avranno avuto un’idea simile alla tua. A me è successo con i mandala e con il ROADS. Ho iniziato a crearlo nel 2011 circa, ma è uscito di recente e, nel mentre, sono usciti mille mila libri/corsi/post/workbook sul tema. Anche se ovviamente il mio è un metodo con punti precisi. (Questo va sotto la voce: “Ogni scarrafone…”)
Aspettare ti farà solo perdere un’opportunità preziosa, non importa quale sia il treno, una volta passato puoi solo fare ciao con la manina.
Cosa fare: scegliere un’altra destinazione o un’altra via per raggiungere quell’obiettivo. Se riconosci di dover fare una cosa e lo senti a livello profondo (non per gratificare l’ego) allora lasciati ispirare e sii creativa per trovare altre vie. Io mi sto concentrando su questo. Trovare il mio modo per fare le cose per me significa fare scelte di business e etiche ben precise anche se insolite.

Queste sono alcune delle cose che ho vissuto rispetto all’autosabotaggio della ripresa dell’attività. Quando ho scoperto la penalizzazione di Google (subito risolta, è bastato levare il pop-up intrusivo per chi navigava da cellulare) mi sono detta: “Ma come? Proprio ora che ho aperto?”.
Già, proprio ora perché non è la mia prima volta da libera professionista e riprendere tutto, con qualche impegno in più, e la paura di sbagliare e di togliere tempo ai bimbi c’era eccome.
Anche i link che puntavano al blog non funzionavano più. Per i non addetti ai lavori: questa cosa a papà Google piace poco perché significa che il sito perde autorevolezza, non è visitato, non ha valore.
Anche se non lavoro con le agenzie questo calo è stato una batosta perché è stato come buttare alle ortiche il lavoro fatto fino a oggi.

Gli ultimi due anni di blogging

La sensazione però era più o meno questa: hai presente quando giochi al Monopoli e devi ripassare dal via? Ecco, puoi ripartire da capo con una nuova consapevolezza.

Onestamente è stata una batosta che ha rallentato altre cose (tipo l’editing di Manaia, ultimo capitolo della trilogia e la mia ripresa perché la priorità era levare le pastiglie per l’ipertensione) e mi sono ritrovata a fare i conti anche con altre riprese più sottili.
Chi legge il blog è restia a condividere i miei post, è riservata, non partecipa nei gruppi o ai challenge che avevo organizzato e stava anche smettendo di leggere?

Ho liquidato, si fa per dire, questa situazione alla voce: “Non sei brava abbastanza. Si vergognano di far sapere che ti leggono” e me ne sono fatta una ragione nel senso che conosco i miei limiti e so che su alcuni ci posso lavorare, altri vanno bene così perché sono legati a valori e scelte precise, forse poco condivise.
Un giorno diverse clienti mi hanno detto palesemente di essere negate con la tecnologia e di preferire il contatto diretto. Ma come? Ebbene sì, alcune delle donne che seguono il blog hanno ammesso di avere difficoltà a condividere questo tipo di temi sui social o altro e di considerarli intimi.

Ok, ma alla luce di quanto accaduto e degli errori che ho fatto posso fare due cose:

  • chiudermi nel buio della mia stanzetta a piangere
  • capire cosa cambiare per migliorare dato

Siccome alcune vie, tipo il gruppo legato al blog o ai corsi, i challenge ecc, sono cose che ho già provato e no, non hanno funzionato, posso cercare altre vie.
(Questo è un’altra voce che ho inserito alla voce “Non sei brava abbastanza”. Se hai un gruppo sappi che hanno un andamento fisiologico e con il tempo vanno scemando).

Detto ciò sto rivedendo tutto. E quando dico tutto intendo blog, canali social, progetti. Ho anche chiesto una consulenza a una persona esperta, ma il miracolo non era tra i servizi quindi mi son detta che forse il blog non è la via migliore, o la sola, che posso percorrere quindi mi sto dedicando a quello che so fare bene cioè aiutare le donne a stare meglio e a ritrovare il proprio equilibrio, superare i traumi, aprirsi all’abbondanza o riconnettersi al loro dono extrasensoriale sul campo, grazie alle consulenze.

Mi sono detta che tutto questo caos è successo per farmi capire che non stavo dando il meglio e mi ero accomodata nel mio salotto che ha bisogno di crescere e trovare nuove dimensioni, multilivello e sottili, per prosperare e aiutare sempre di più altre viaggiatrici che passeranno da qui.

Per farlo ripasso dal via.

Comments

  1. Vale

    Dovrei provare pure io a fare una valutazione a freddo di quello che mi ha portato a fare certi lavori e cosa no, cosa mi sta bloccando ad aprire la famigerata P.I.
    Credo che tu ci sia riuscita benissimo, forse il tuo target è più introspettivo e fatica alla condivisione di certi temi, in ogni caso non mollare con il ROADS, soprattutto offline! Baci!

    1. Ciao Vale, diciamo che aver capito dopo anni alcune cose anche sul mio target (per come avevo impostato il blog ecc) sommato alla penalizzazione e al pasticcio con i link è stata una bella mazzata (ma sono consapevole che le cose ‘gravi’ sono altre). Tocca decidere in che direzione andare. 🙂
      Il tempo è un argomento che va di moda adesso. Davvero. 🙂 Devo valutare un tour. Ma adesso sto studiando altre robe, come sai. 😉

  2. Simona Fruzzetti

    oh che bel post, motivazionale direi. Dici delle sacrosante verità e ogni tanto è giusto fermarsi, farsi delle domande e ripartire! p.s. brava!

    1. Ciao Simona, ogni tanto fare il punto è utile, almeno a me, per capire come sistemare la rotta. Altrimenti giro in tondo (e mi girano le scatole) 😛
      Grazie!

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