Quando la parola dell’anno sembra sbagliata

Anche lo scorso dicembre ho seguito il corso gratuito Find your word di Susannah Conway per trovare la parola dell’anno e forse anche tu ti sei attivata per trovare la tua. Sono passati quattro mesi e ho letto molti commenti contrastanti circa gli effetti di questa fatidica parola che, ad alcune, ha regalato qualche sorpresa, non sempre piacevole.

La parola dell’anno è perfetta

In questi mesi hai avuto un sacco di novità ed esperienze in linea con la tua parola dell’anno tant’è che sei felicissima di averla trovata, ti accompagna come una bussola e, di fronte alle difficoltà, si è rivelata una chiave di svolta. Ricordarla, viverla, scriverla, recitarla, cantarla, indossarla sono solo alcuni dei modi in cui puoi portarla con te per entrare in sintonia con quella vibrazione e sono sicura che avrà attivato il tuo potere creativo.

La parola dell’anno non ti soddisfa del tutto

La tua parola dell’anno è perfetta in alcuni ambiti e in altri invece non la senti così attinente al punto che stai valutando di sceglierne un’altra per il lavoro o per la vita privata. Forse nel momento in cui l’hai scelta eri energeticamente (o più o meno inconsciamente) focalizzata su un problema e la parola era perfetta per quel momento. Non mi riferisco all’istante esatto in cui l’hai scelta quanto al nodo che stavi affrontando e alle tue preoccupazioni. Le parole, come tutto il resto, sono energia, vibrazione e plasmano la tua realtà.

La parola dell’anno è sbagliata

Forse che la situazione che ti vedeva protagonista si è risolta quindi ora hai difficoltà a restare focalizzata sulla parola dell’anno. Ci sta, ma non è un errore. Se la tua parola è leggerezza forse ti trovi a dover affrontare situazioni pesanti e magari hai preso qualche chiletto oppure hai scelto la parola gratitudine e sei attorniata da (apparenti) sfighe e ti chiedi per cosa dovresti essere grata. La parola dell’anno funziona anche così. E sinceramente credo sia l’effetto più profondo e utile perché ti porta le lezioni necessarie per imparare a manifestare ed esprimere la qualità che hai scelto. Detto in altro modo: è più facile vedere l’abbondanza quando tutto gira bene, ma è più difficile se sei rimasta senza lavoro e sei preoccupata per le bollette.
E’ facile vivere la pazienza se tutto fila liscio, ma lo è meno se hai un capo che fa mobbing e rischi una gastrite.

3 cose da fare per trarne beneficio

  1. Contestualizza. Le situazioni che sembrano opposte alla parola scelta sono in settori diversi o sempre nello stesso ambito? Ripensa a ciò che ti è successo e prendine nota.
  2. Nodi e blocchi. Se gli inghippi sono in settori diversi significa che hai la possibilità di lavorare sulla tua personalità per interiorizzare e sperimentare meglio quella dote; se è nello stesso ambito (es. il lavoro) probabilmente c’è un nodo da sciogliere.
  3. Promossa o rimandata. Osserva cosa hai fatto o cosa stai facendo per imparare la lezione e uscire da questo ciclo. Sei sicura di aver fatto del tuo meglio? Se attiri situazioni simili significa che ti è sfuggito qualcosa e forse devi lavorarci ancora. 😉

Questo tipo di esperienze sono le più toste, ma sono anche quelle in cui hai davvero la possibilità di riscoprire l’essenza della parola che hai scelto per l’anno. L‘universo tende sempre alla perfezione e noi siamo qui per imparare ed evolverci. Alla luce di questa prospettiva, sei proprio sicura di aver scelto male? Che rapporto hai con la tua parola del 2017? Raccontamelo nei commenti.

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