La paura che…

Ieri sono andata alla fiera degli hobby e della creatività. Credo di aver vissuto la mia fase creativa durante gli anni dell'università e penso di aver spremuto ogni goccia di manualità creando oggetti in pasta di sale o fatti con i corallini. Presente quelli piccolissimi che puntualmente fai cadere sbattendo il gomito contro lo scatolino e che, come i coriandoli, rispuntano dentro casa anche dopo mesi? Ecco, io li ho sempre adorati e continuo a guardarli con un certo luccichio negli occhi. Dopo aver girato la fiera siamo andati a vedere delle bancarelle e appena siamo arrivati ho visto uno scatolone di libri a terra con un tomo dalla copertina rossa e oro ha attirato subito la mia attenzione. 

I ching. Wow! Mi chino e inizio a spostare i vari libri. Manuale di tarocchi, un libro rivestito in carta di giornale (come molti altri all'interno dello scatolone), un testo su esoterismo, teosofia e massoneria, un altro testo sui tarocchi, un manuale sulla luna, uno con testo inglese e sanscrito, un paio di libri sui medium e altri ancora.
Quando il signore che esponeva mi ha visto lì con la mia amica si è avvicinato e, in barba al marketing, ha iniziato a dirmi che da quando aveva quello scatolone non riusciva a vendere nulla, che i libri erano di un tizio "Gran studioso di 'ste cose ma poraccio è morto e la moglie vole che venda tutto in blocco. Ma io c'ho paura de ste robbe. Aspe, forse tu sai che so ste cose dentro". E ha tolto i ching (intendo le 'monetine') dal libro. Erano riposte con cura in una bustina trasparente e infilati a metà del manuale. Mentre io guardavo i testi lui continuava a dirmi quanto gli facessero paura e quanto se ne volesse liberare. Io e la mia amica abbiamo suggerito di venderli sfusi e non in blocco: "Aho, so più de cento libri".
Rientrando a casa pensavo a due cose.

La prima è che a volte siamo rigide e ferme nelle nostre posizioni e convinzioni e non siamo disposti a schiodarci di un millimetro. Lui doveva vendere in blocco uno scatolone con 100 libri che, anche volendo acquistarli, richiede di avere spazio in cui riporli. Sorvolo sull'avere il tempo per leggerli. Di questi libri potevo essere interessata ad alcuni titoli, specie quelli vecchi che non si trovano più, ma non mi interessavano altri temi o i manuali in sanscrito perché fatico con l'inglese figuriamoci il resto.

Mi ha colpito il suo ripetere che aveva paura di quei libri dopo che aveva ammesso di non averli guardati, non sapeva cosa ci fosse dentro lo scatolone. Si era limitato a guardare quelli in superficie e aveva deciso, o forse sentito - chissà -, che erano una cosa da temere. Certo, sapere che erano di una persona defunta forse non li rendeva molto appetibili (persino a me!) e in tutta l'enfasi della paura se n'è ben guardato dal dirci il prezzo del lotto esoterico che stavamo spulciando tra un suo "Ho paura" e l'altro. Avrei voluto dirgli: "Respira, rilassati. Non mordono" ma non l'ho fatto. Mi stupiva la sua paura di non si sa cosa perché è la stessa che ho incontrato un sacco di volte quando canalizzavo. Il questa paura ci sono retaggi religiosi, culturali, in parte storici ma soprattutto c'è chiusura mentale.

Una volte il sapere esoterico era riservato a cerchie ristrette. Oggi è tutto molto più disponibile. E come sempre insieme a cose valide si trova anche la schifezza, l'uso del potere, il raggiro di chi è vulnerabile e non riesce a riconoscere cosa sia buono e cosa meno. Questo signore mi ha chiesto alcune informazioni perché ha ipotizzato che ne capissi qualcosa - sarà perché ho la faccia da strega e la ricrescita bianca? - e qualche settimana fa ho ricevuto un messaggio in cui mi chiedevano informazioni sui pentacoli. No, vi ringrazio, ma non li uso perché sono tutte cose che non sento nelle mie corde. Sono curiosa di sapere tu, al mio posto, come avresti reagito di fronte a quello scatolone? Quale paura si sarebbe affacciata?

Mi sto ancora chiedendo "Chissà quanto voleva per tutti quei libri?"

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Comments

  1. Giorgia

    Forse mi avrebbe sfiorata una paura irrazionale di morte per il fatto che erano appartenuti a una persona non più in vita, ma non dei libri nello scatolone

    1. Ciao Giorgia, anche a me ha fatto uno strano effetto più che altro per come lo ha detto. Cioè faceva più paura l’ambulante che tutto il resto. 😉

  2. Rosalba

    No. Immaginate voi, noi, e le nostre cose, i nostri libri i tarocchi che io amo tanto. Le mie cose sono piene di amore, rispetto e gioia come amiche che sono arrivate al momento giusto con le risposte giuste. Credo che il signore fosse limitato dalla sua “non conoscenza” e la solita paura stupida verso ciò che ė ignoto. Nel film “Hereafter” prima chiedevano, sfidavano, volevano sapere e poi scappavano. La gente che ignora è così. Uno che ha 100 libri di queste tematiche, penso, che fosse pieno di passione. Perchė li ha presi se aveva paura?

    1. Rosalba gli hanno chiesto di venderli. In blocco. E lui li ha presi. Poi non so che film si sia fatto, quello è un altro discorso. XD

  3. Credo che alla terza parola del tizio avrei ringraziato e cambiato banco, con tutte quelle chiacchiere non sarei neppure riuscita a capire di cosa parlassero i libri 🙂

    1. Volevo capire da dove venisse tutta quella paura. Non li ho guardati tutti, ma non ho trovato temi di magia o spiritismo. Chissà se sarà riuscito a venderli. Ne dubito ma si sa mai. 🙂

  4. Anna

    Io credo avrei tentato di portare a casa lo scatolone, posto o no!
    Tutti i libri “vecchi” sono appartenuti a qualcuno che è morto, mentre ancora lì possedeva o quando già lì aveva venduti/donati: un libro molto datato ha probabilmente un ex proprietario defunto.
    L’argomento… sono poco superstiziosa e molto curiosa, mi piacerebbe leggere su questi argomenti.
    Subisco il fascino del libro vecchio, quando si vede che il libro è stato sfogliato centinaia di volte deve essere interessante
    In ultimo il costo, grande variabile, un centinaio di libri posso costare molto, ma magari con la sua paura avrebbe svenduto. Ecco questo è l’unico fatto che potrebbe aver bloccato il mio acquisto compulsivo.
    Anna

    1. Ciao Anna, sai il problema è che io non mi trovo molto a mio agio con gli oggetti vecchi perché hanno il brutto vizio di raccontarmi un sacco di cose che non sempre mi interessa sentire. 😉 Gli oggetti vecchi (e non solo) sono un po’ pettegoli. 😛 Però per chi è appassionato poteva essere un affare. Chissà…

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