L’arte di fiorire a Intervista Donna

Anche quest’anno torna l’appuntamento con Intervista Donna ossia lo spazio dedicato alle donne che hanno cambiato vita e hanno affrontato un nuovo inizio. Leggerai storie di chi ha attraversato il cambiamento e ha scelto di rinascere. Saranno racconti molto diversi per temi e approccio e sono sicura che lasceranno il segno. A inaugurare le danze è Claudia Brunetti di L’arte di fiorire. Il suo progetto è colorato, divertente e all’apparenza leggero, ma nasce da un cambiamento sconvolgente e profondo. Non voglio dirti altro, leggi la sua intervista.

  1. Com’era la tua vita prima del tuo nuovo inizio?

Sono sempre stata un’anima alla ricerca, inquieta, curiosa, eclettica, spesso incostante, fuori dalle righe ma, in qualche modo, nascosta. Ero un animale esotico, inconsciamente convinta di essere sbagliata, di dovermi addomesticare a quella che credevo fosse la normalità. Prima del mio “nuovo inizio” coltivavo segretamente le risorse che mi hanno salvato la vita, ma lo facevo attratta da una forza interna che sentivo nemica e di ostacolo alla quotidianità che mi ero imposta. Vivevo due vite parallele: avevo un lavoro full time con i bambini, i conti da pagare a fine mese, una casa di cui prendermi cura, rapporti sociali abbastanza buoni, un compagno con cui condividere gioie e dolori, un futuro sereno davanti agli occhi ma una irrequietezza esistenziale, che nessuno (me compresa!) riusciva a capire, mi portava a leggere di filosofia, new age, spiritualità, medicina olistica, a diplomarmi in una scuola di shiatsu, studiare e scrivere libri sui fiori di Bach e ad alzarmi nel cuore della notte dopo aver sognato di correre via veloce, senza una meta, col fiato grosso e le gambe incapaci di fermarsi.

  1. Il tuo progetto si chiama L’arte di fiorire è molto colorato, divertente, spensierato. Perché questo nome e quale obiettivo ha?

ClaudiaBruenttiL’Arte di Fiorire è venuta da me, non sono stata io a cercarla! Ci sono molte cose che ancora non ho capito dell’Arte di Fiorire (che è molto più lungimirante di me) ma so che nella parola Arte c’è la forza trasformativa della creatività, la capacità di esprimersi e trovare dentro di sé le risorse necessarie ad affrontare la vita e nella parola Fiorire ci sono i cicli naturali, la pazienza e la fede di un seme che sa cosa fare, come dare frutti, e ci sono i miei disegni che spesso ricordano i fiori che sbocciano a primavera.

Mi auguro e faccio di tutto perché l’Arte di Fiorire sia un nome “promemoria” per me e per chi mi segue, un modo per ricordarci che anche quando stiamo affrontando l’inverno c’è sempre vita, colore e arte nascosti sotto la neve e che la primavera arriverà, perché è nell’ordine delle cose che arrivi.

  1. Si può trasformare il dolore in qualcosa di armonioso? Quale trauma c’è dietro i colori e i disegni de L’arte di fiorire?

Due anni e mezzo fa è morto all’improvviso il mio compagno e con lui la nostra vita insieme. Non ci sono parole per raccontare il dolore che ho sentito e come la mia vita sia andata in frantumi ma è stato proprio mentre cercavo di ritrovarmi che ho visto sbocciare dentro di me i colori, la voglia di disegnare, il desiderio di dare forma alla mia indomabile e testarda gioia di vivere. Guardando i miei disegni e le mie creazioni dallo stile naif qualcuno potrebbe pensare che nascono da uno spirito infantile, che ancora non conosce la vita, un rifugiarsi nella fantasia per non affrontare il dolore ma in realtà l’Arte di Fiorire è la bambina che sono stata che prende per mano la donna che voglio essere e le mostra con coraggio la strada da percorrere, con la saggezza folle che solo i bambini possiedono.

  1. Quali sono i tuoi desideri oggi e cosa stai facendo per dargli forma?

Oggi il mio desiderio è quello di essere sempre di più me stessa, capire cosa voglio e darmi la possibilità di realizzarlo, in barba alle mie paure ed insicurezze. Voglio che l’Arte di Fiorire diventi una casa per chi si sente smarrito, deluso, per chi ha preso uno schiaffo dalla vita e vuole cambiarla, per chi pensa di aver perso tutto o sente di non aver più nulla da fare e lo faccio scrivendo sul mio blog delle mie scoperte e delle risorse che ho trovato lungo la strada e continuando a creare oggetti che possano portare anche un solo momento di gioia e meraviglia in chi li acquista.

  1. Un obiettivo che ti dai per questo 2017. Dichiaralo qui così lo aiutiamo a diventare più reale.

Ultimamente ho litigato con gli “obiettivi” perché per me sono stati spesso una gabbia o un lontano punto impossibile da raggiungere. Oggi ho capito che quello che manca nella mia vita manca prima di tutto dentro di me, che l’obiettivo non si raggiunge se prima non coltivi i pensieri, le emozioni e le azioni che ti condurranno verso la meta. Per il 2017 mi impegnerò a raggiungere l’indipendenza economica dal mio lavoro ufficiale attraverso le mie creazioni ma soprattutto (questo è il vero obiettivo!) a coltivare in me la libertà e l’autonomia di cui ho bisogno.

  1. Dopo gli obiettivi pratici, in un luogo in cui si parla di desideri, voglio chiederti un sogno che vuoi realizzare quest’anno.

I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor. Sogno di scrivere un romanzo (l’inizio giace incompleto in un file impolverato dal passare degli anni) dove dar libero sfogo a tutte le fantasie e fantasticherie che faccio ad occhi aperti, che faccia riflettere ma anche restare a bocca aperta per lo stupore.
LogoADF
Grazie Claudia per essere stata qui e in bocca al lupo per L’arte di fiorire e tutti i tuoi progetti.

Leggi gli altri contributi di Intervista Donna

Add A Comment