Metodo ROADS: come ha aiutato la mia famiglia

Quando sei anni fa ho iniziato a osservare come usavo il tempo avevo una motivazione comune a molte donne: volevo continuare a occuparmi delle mie passioni senza indossare ogni sera quella strana sensazione di aver tolto qualcosa al bimbo piccolo, alla casa, alla famiglia. Volevo poter scrivere nel buio della mia cameretta, come direbbe Montemagno, senza sentirmi in difetto, curare il mio blog con piacere e seguire i social anche se non traevo alcun guadagno dal fare tutto questo. Semplicemente era il mio spazio. O meglio era il mio tempo, il tempo che dedicavo a me stessa e alla cura del mio benessere perché, ammettiamolo, il nostro angolino virtuale serve anche a mantenere la sanità mentale. Il metodo ROADS per smettere di dire “Non ho tempo” è nato così e oggi è in mano a un gruppo di beta tester fantastiche.

Mentre tiro le somme con loro sul percorso fatto grazie al questionario che stanno compilando, voglio raccontarti come il metodo ROADS ha cambiato la mia vita familiare in questi anni. Vivere lontano dalla famiglia d’origine, e ahimé troppo vicino a quella acquisita, ha fatto sì che come coppia facessimo scelte precise per garantirci un minimo di privacy.

  1. Autonomia. Riuscire a organizzarsi in modo efficace permette di ridurre le richiesta di aiuto all’esterno e questo consente più flessibilità e più libertà di scelta perché non serve il consenso e il confronto costante con gli altri. Si può decidere cosa fare e come farlo in totale libertà.
  2. Collaborazione. In genere le donne chiedono aiuto ai mariti quasi facessero un favore a sollevarle da parte delle mansioni che di prassi toccano a loro. Per noi non c’è aiuto, ma collaborazione. Alcune cose le faccio io, altre le fa mio marito, altre sono a turno (chi ha voglia le fa mentre l’altro sorveglia i pupi).
  3. Responsabilità educativa. Questo è un concetto che ancora sfugge ai bimbi visto che il primo ha sei anni e il secondo otto mesi, ma occuparsi tutti insieme della casa ci rende responsabili di ciò che facciamo. Insegnare ad avere cura delle proprie cose, a collaborare perché ‘Siamo una squadra‘ e a non ragionare in termini di genere (es. i piatti li lavano le donne, lo sporco lo buttano gli uomini), ma solo di mansioni da svolgere è un approccio educativo che sentiamo affine a noi e adatto al nostro nucleo familiare.

Quando si parla di famiglia non esistono ricette perfette e trovare il proprio stile aiuta a consolidare i legami, a non sentirsi allo sbando, ad avere una mappa che aiuti a stabilire una direzione in base ai principi che si scelgono di sposare.

In queste settimane di testing ho avuto l’onore di veder cambiare anche la vita di altre donne e delle loro famiglie. Ho ricevuto foto di stanze che si trasformavano, liste di compiti ridistribuiti in famiglia per fare squadra, ho visto case svuotarsi per lasciare posto a ciò che si vuole tenere e coccolare, ho ricevuto link di newsletter e siti internet che erano ostaggio della frase “Non ho tempo”. Ecco cos’è per me il ROADS. Qui puoi iscriverti alla lista per ricevere info su quando saranno disponibili il corso o il manuale. Intanto io continuo a raccontarti come gestire bene il tempo abbia cambiato, in meglio, la mia vita e quella delle persone che l’hanno (spero felicemente) adottato.

Grazie Valentina per aver realizzato il logo e per aver decodificato il mio amato color pigiama. 😀

Comments

  1. Valentina

    Mi ero conservata il tuo post da leggere con calma! Che bello, come sono felice di averti conosciuta più a fondo, di aver codificato il color pigiama e di aver seguito l’evolversi del Roads. <3

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