Vivi o sopravvivi?

Come ho anticipato nella newsletter, quest'anno sul blog ci saranno alcune novità e la prima è che voglio parlarti di una mia passione, una delle tante. Non lo faccio per spingerti a cimentarti del giardinaggio, ma per condividere con te ciò che ho imparato sugli esseri umani grazie alle orchidee. Resterai sorpresa di quante cose abbiamo in comune con loro. 
Mi ero trasferita da poco in questa casa e mi faceva uno strano effetto che non ci fossero piante. Non avevo mai comprato neppure un vasetto di basilico quindi non so bene perché mi venne questa fissa delle piante. Ovviamente per abbellire la dimora scelsi quelle che consideravo più femminili ed eleganti cioè le orchidee. Inoltre, occupano  poco spazio e in una casa piccola non è cosa da poco.

Andai da Leroy Merlin per altri acquisti e scoprii un carrello con le piante da salvare. Io, che non mi ero mai presa cura di una pianta, adottai una phalaenopsis che secondo l'etichetta era un ibrido di afrodite. Pensai che fosse lì per me, o almeno mi piacque pensarlo, e con meno di un euro la portai a casa. Iniziai a cercare info e fui felice di scoprire che mi avrebbe regalato stupendi fiori bianchi. Studiai quanto possibile sulle orchidee perché non dovevo solo capire le sue esigenze, ma dovevo compiere un miracolo per farla resuscitare viste le condizioni in cui stava.

Tornata a casa mi iscrissi ad alcuni forum tematici e lessi di tutto e di più. Dopo aver amputato due foglie malate, disinfettai i tagli e la imbustai per creare un'incubatrice in cui potesse avere la giusta umidità. Mi procurai lo sfagno, il cotone, cercai la busta di plastica trasparente che fosse abbastanza grande da farla respirare bene.
A volte mi chiedo come faccio a essere così paziente per alcune cose e così impaziente per altre -
Mi era chiaro che Leroy, come il ballerino del telefilm Saranno Famosi, aveva bisogno dei suoi tempi, di molta umidità e di luce.
Dopo più di tre mesi iniziò a mettere nuove radici e al centro vidi spuntare una nuova foglia. Ho quasi stappato una bottiglia di spumante quando mi sono accorta che dava segni di ripresa.
Mesi dopo aveva messo nuove foglie, spesse, idratate e sembrava andare d'accordo con le altre orchidee che soggiornavano sul davanzale. Se ne stava tutto fiero con le sue foglie ben dritte e finalmente viveva. Eppure...

Nonostante il mio trattamento, che rasentava l'accanimento terapeutico, non mi regalò mai uno stelo, mai un fiore. Leroy non aveva scelto di vivere, ma solo di sopravvivere perché gli avevo rotto le scatole così tanto da essere convincente, ma non si concesse mai del tutto alla vita. O forse per lui quella era vita. Era come se per riprendersi si fosse bruciato molto più di ciò che aveva a disposizione.

Un po' come quando senti raccontare di situazioni assurde in cui le persone si adattano a relazioni folli, condizioni lavorative allucinanti o subiscono comportamenti denigranti per paura di restare soli e quando riescono ad affrancarsi poi sembrano restare in una sorta di limbo in cui sopravvivono, ma non hanno più la forza di fiorire. E questo può accadere per svariati motivi. Te ne parlerò nei prossimi post di il vaso della Dea così ti racconterò tutte le cose che ho notato, osservato e capito in questi anni.

In attesa del prossimo post prova a pensare se c'è qualche situazione alla quale ti stai adattando, senti di  sopravvivere e invece vorresti più armonia e soddisfazione. Stai facendo qualcosa per cambiare o ti sei arresa? Se vuoi sputare il rospo e alleggerirti lascia un commento qui oppure sui social usando l'hashtag #ilvasodellaDea.

Per scrivere questo post non sono state maltrattate orchidee. 😛

Comments

  1. Rosalba

    Leggevo e ridevo. L’ anno scorso ho avuto “Stellina”una semplice e piccola stella di natale che sulla mensola vicino alla cucina ha avuto la forza di cambiare e crescere tante foglie verdi. Fino a quando le ho cambiato casa-vaso e ha deciso di morire. Avevo preso per quest’ anno delle roselline della Bakker…sono morte. La signora disse che dentro ero io che le stavo facendo appassire per il troppo caldo dei termosifoni, nonostante le avessi rivelato che non ho i termosifoni mi ha detto di metterle fuori perché a Napoli non fa mai freddo. Morte. Mi tengo la mia menta che si rigenera in continuazione ricordo della mia amica Maria per il resto, a parte il bellissimo rosmarino e il basilico in estate, lascio il pollice verde a chiunque. Mi piace peró immaginarti, come faccio io, studiare, ricercare, capire, perché come dico io” chi sa fare una cosa é solo perché ha imparato a farla.”

    1. Ciao Rosalba, io coltivo solo orchidee e piante grasse. Il basilico lo compro surgelato. 😉 Ma non lo uso perché adoro l’erba cipollina. 🙂

  2. Rosalba

    Senza offesa, amo tutti i fiori ma odio le orchidee e le piante grasse. a me piacciono i colori i profumi e anche dei semplicissimi gerani mi rendo allegra. Basilico surgelato??? Lo dicevo oggi, la differenza tra gli alimenti é tantissima e rende un piatto totalmente diverso. L’ origano che compri al supermercato e quello selvatico del Vesuvio, non si puó raccontare. Oggi ho tirato fuori un coccio che non sapevo neanche di avere e pasta e fagioli da favola! La sintesi é:non mi sono mai arresa, ho letto, curiosato, provato: tanto o va bene oppure no. Se é no, ci riprovi. Bella la tua idea. A parte le piante, tutto é un osservare, riflettere, ma metterci anche un pizzico di se senza mai omologarsi alla massa, in tutto.

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