metodo roads e imprevisti

3 cose utili sugli imprevisti

Non so dire esattamente quando sia iniziato il mio odio per gli imprevisti. Se penso al passato mi rendo conto che spesso ogni programma era accompagnato da un’immancabile imprevisto che, in qualche modo, rallentava o m’impediva di arrivare all’obiettivo. All’epoca non pensavo all’autosabotaggio perché non sapevo neppure cosa fosse. Da quando osservo e studio la percezione del tempo è la prima cosa che mi chiedo e faccio attenzione a visualizzare che tutto vada liscio senza temere intoppi per non attirarli. 

Se anche tu come me hai un pessimo rapporto con gli imprevisti, ecco tre cose utili che devi sapere e che, forse, te li renderanno meno antipatici.

Puoi fare meglio

Hai scritto un file, preparato una grafica, scritto un racconto e per qualche oscura ragione, il programma del pc non salva oppure c’è il temporale e salta la corrente. Tranquilla, non prendertela con il cielo. A me succede quando qualcosa non mi convince del tutto. Ho bisogno di fermarmi e di farlo meglio, pensarci di più invece, voglio finire tutto e subito per rispettare la scadenza che mi sono data. Ho imparato che posso fare meglio e l’imprevisto è ciò che mi consente di accedere a risorse che non pensavo di  avere, di essere più creativa. Sì, anche le parolacce fanno parte del pacchetto.

L’ultimo minuto

Rimandi ciò che devi fare per giorni poi accade che ti anticipano un appuntamento di un paio d’ore, giusto quelle che ti servivano per finire il lavoro. L’adrenalina potrebbe aiutarti a sfoderare un’idea pazzesca e di facile realizzazione. La situazione è opposta a quella del punto uno che è frutto di impazienza. Se sei tra quelli che sono convinti di rendere di più sotto pressione (in realtà è solo una credenza limitante, o meglio una scusa che usano i procrastinatori seriali) potresti trovarti nella situazione del  “Avrei dovuto pensarci prima”. Dei sensi di colpa inutili e prevedibili per i procrastinatori seriali temporaneamente pentiti ne parliamo un’altra volta, eh! 😉

Sono un regalo

 Gli imprevisti sono cose inattese, non prevedibili, sono regali. La visita di un parente che non vedi da tempo, una telefonata da un’amica lontana, una vincita al lotto sono imprevisti belli che ci fanno sorridere eppure interrompono la nostra routine e l’effetto è immediato, ma positivo. Questo ci riconnette con il nostro essere umane e limitate anche se spesso ci illudiamo di avere il pieno controllo della situazione. Dato che non è così gli imprevisti accadono e spesso sembrano una scocciatura, ma a volte non lo sono e ci portano esattamente dove dobbiamo essere. Ci spingono a stare più tempo su un lavoro, oppure ci stimolano facendoci sfornare un’idea pazzesca e tutto dipende da come li affrontiamo.

Una ventina d’anni fa dovevo andare a una festa per l’ultimo dell’anno. Avrei dovuto prendere il treno locale quindi mi stavo preparando con valigia e cibi vari che avremmo consumato quella sera. L’amica con cui avrei dovuto fare il viaggio mi avvisa che avrebbe preso il treno successivo per un (suo) imprevisto. Dato che non amavo girare in stazione da sola di sera, decisi di posticipare per viaggiare con lei. Il nostro treno, o meglio quello che avremmo dovuto prendere, si scontrò con un convoglio proveniente dalla direzione opposta poche fermate prima dalla nostra destinazione. Noi, per fortuna, eravamo a casa. Gli imprevisti a volte sono regali e non è detto che il beneficio sia evidente e palese nell’immediato. A volte ci vogliono mesi, forse anni per vedere tutto il puzzle o forse non ci è dato sapere.

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