meditazione guidata - pervis16

Pervis16 quattordicesima tappa

Siamo in dirittura d'arrivo! Sei stanca? Sei soddisfatta del percorso e del lavoro di ascolto che hai fatto fino a qui? Spero di sì. Sentiti libera di scrivermi e raccontarmi la tua esperienza così se hai dei dubbi vedremo di far chiarezza insieme. Se sei capitata sul blog solo adesso forse ti starai chiedendo: "Ma cos'è questo Pervis?" Trovi la spiegazione a questo link. In estrema sintesi posso dirti che è un percorso che coniuga creatività (immagini e testo) e visualizzazione guidata per esercitare la seconda vista.
Veniamo alla nuova immagine di oggi e all'incipit che ti propongo. Non dovrai fare altro che prepararti alla meditazione e lasciare che sia l'intuito a suggerirti il resto della storia. Puoi viverlo come un volo della fantasia o approcciarlo come un esercizio più completo, a te la scelta.
Buona vision!

Non volevo che tutto si riducesse a un’esperienza magica perché c’era molto più dietro ciò che mi stava proponendo. Eravamo seduti uno di fronte all’altra e mi richiese nuovamente: «Indossa i pattini e viaggia».
A un certo punto pensai fosse solo uno scherzo. In quella dimensione dove sarei potuta andare con un paio di pattini ai piedi? Facevo meditazione per stare nel presente, non per andare altrove. Volevo solo essere, non volevo fare altro e non volevo compiti o richieste da soddisfare. Almeno in quello spazio volevo essere io e basta. Eppure insisteva. Mi sentivo quasi violata nel mio spazio sacro quindi gli dissi di infilarsi i pattini e andarsene, ma non lo fece. Rimase lì a fissarmi nella speranza che li indossassi e vedessi chissà cosa. Come facevo nella vita di tutti i giorni, dopo un po’ cedetti per sfinimento. Infilai i pattini, strinsi le stringhe e le allacciai poco sopra la caviglia. Feci per darmi la spinta e mi accorsi che i pattini si muovevano da soli così chiesi:
«Dove mi stanno portando?»
«A scoprire la miglior versione di te stessa che tu rifiuti di vedere».

© Testo Mathilda Stillday

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