Pervis16: tredicesima tappa

Siamo alla tredicesima tappa del #pervis16. Se capiti qui per la prima volta, questo post di presentazione può esserti utile per capire di cosa si tratta. Se invece stai già seguendo il percorso sai che stiamo lavorando nella terza area relativa al surreale. Eccoti una nuova immagine e un incipit che ti accompagneranno in un viaggio davvero oltre le porte del tempo.

Stavo camminando nel parco e mi misi a sedere su una panchina nella speranza di poter leggere qualche pagina del mio libro, immersa tra i rumori della natura. Quando mi girai per appoggiare la borsa mi accorsi che c’era un orologio da uomo dimenticato sulle assi scrostate. Lo raccolsi e controllai se funzionasse. L’ora era perfetta, ma la dedica sul retro mi sembrò alquanto strana. «Per sempre. Ottobre 2122».
Sorrisi pensando a quell’errore e fantasticai che forse in quei numeri ci fosse un messaggio nascosto, ma quando alzai gli occhi dal quadrante mi resi conto che tutto era cambiato. Provai a sbattere gli occhi, li strofinai energicamente, rimisi al suo posto l’orologio sperando non fosse accaduto nulla di irreparabile invece, mio malgrado, sembravo essere finita in un’altra epoca. Passò un ragazzo che distribuiva giornali con uno strano apparecchio elettronico e gli chiesi conferma dell’anno. Non so cosa avessi fatto e non so perché fossi capitata lì, ma di certo dovevo vedere qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il corso della mia esistenza. Sempre che fossi riuscita a tornare nel mio presente.

© Testo Mathilda Stillday

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