#pervis16 meditazione guidata

#Pervis16: dodicesima tappa

Siamo alla dodicesima tappa del #pervis16. Abbiamo affrontato due aree tematiche (soglie e luce) e ora iniziamo con l'ultima area e sarà la più fantasiosa e complicata. Ti servirà per lasciare andare ancora di più la visione verso l'ignoto e la fantasia. Se sei arrivata sul blog solo ora puoi leggere questo post di presentazione del percorso. Con questa immagine e questo primo incipit, inizia il tuo viaggio nel mondo del surreale.

Come sempre ti auguro buona vision!

Ero seduta in meditazione e stavo visitando un posto a me familiare. Sembrava il mercato di una città che vedo spesso in sogno, ma non l’ho mai visto nella realtà. Almeno non in questa vita. C’erano visi familiari, ambulanti che vendevano incenso, pietre, sapere e tempo. Per la prima volta mi sono imbattuta in un essere che sembrava asessuato. Indossava una tuta intera, come i pigiami che usano i bambini, e aveva con sé un orsacchiotto. Tutto era perfettamente in tinta. Non capivo bene cosa facesse, e quale fosse il suo ruolo, in quel luogo dove tutti si occupavano di benessere o avevano doni extrasensoriali. Restai a contemplare il suo viso e mi stupii di quanta pace esprimesse. Arrivò una signora e si sedette nascondendomi in parte la visuale. Però riuscii a vedere che, non appena le toccò la mano, l'essere diventò di un rosso carminio e poco dopo la signora scoppiò in lacrime. Le teneva la mano e continuava a parlare. Avrei voluto essere invisibile per potermi avvicinare e sentire cosa stesse dicendo, ma rimasi seduta al mio posto e aspettai il mio turno. Il fatto che la signora se ne andò via sorridente, dopo tutte quelle lacrime, mi tranquillizzò molto. Così mi avvicinai e chiesi il permesso di sedermi. Solo in quel momento capii che era una sorta di camaleonte. Bastava toccare la sua mano per far cambiare il suo colore. Allungai timidamente la mia, cercando di non tremare troppo, e appena la toccai, lentamente lo vidi sfumare nel color …

©Testo Mathilda Stillday

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