Extrasensoriale: il blocco del lutto

Ho incontrato molte persone che avevano vissuto un lutto e una delle domande più frequenti che mi sono sentita fare è: “Perché non sento nulla?” Si riferiscono alla possibilità di percepire qualcosa a livello sottile, sentire una presenza, un lieve tocco, un abbraccio o magari di incontrare in sogno chi è tornato a Casa.

Non entro del merito dell’elaborazione del lutto sul piano psicologico perché non è di mia competenza quindi, per questo tipo di supporto, ti invito a rivolgerti a professionisti della tua zona. In questo post voglio spiegarti come agisce il blocco del lutto sulla capacità di sentire (cercerò di farlo nel modo più semplice e meno tecnico possibile).

Una premessa doverosa per non trovarmi la casella di posta invasa da richieste: non sono favorevole al forzare o cercare contatti con i defunti e non faccio sedute. Sono convinta che chi lascia questo piano sia stato promosso a una classe superiore e non credo sia giusto disturbare. Sarebbe come farsi suggerire i compiti da chi sta all’università mentre noi siamo ancora alle medie. Ho avuto (molti) contatti in passato e per un breve periodo li ho pure cercati (errori di gioventù, ma a 20 anni ci stava). Preferisco restare aperta ai contatti spontanei, senza forzature che rischiano di soddisfare solo la mente e l’ego.

Veniamo a noi. Fondamentalmente sono tre le ragioni che ci impediscono di sentire chi si è trasferito oltre il velo.

  • Non accettazione della morte. L’elaborazione del lutto attraversa varie fasi. Che la morte sia arrivata dopo una malattia o sia stata improvvisa c’è sempre la fase dello smarrimento, del “Non è possibile” e della realizzazione poi accettazione. Ripeto non entro nel dettaglio perché non mi occupo di questo tipo di supporto, ma sappi che con le tecniche olistiche come i fiori di Bach e, ancora più con EFT, si può lavorare per sciogliere i traumi generati dalla morte, specie se improvvisa. Accettare l’assenza di un proprio caro non aiuta a ritrovare solo la serenità, ma predispone a un ascolto diverso, non è più legato al mondo visibile, ma tutto si trasforma e prende altre prospettive.
  • Credere che sia possibile. Sembra una stupidaggine, ma non lo è. Se non credi che sia possibile comunicare con le altre dimensioni usando i sensi allargati diventa assai improbabile che tu possa avere percezioni extrasensoriali in questo senso. Sai perché? Perché se pensi di non essere in grado di sentire su altri piani alzerai un muro attorno e dentro te. Ti faccio un esempio: se pensi di non poter parlare con una persona che vive in un altro continente probabilmente non userai mai un telefono o un cellulare, mentre il resto del mondo fa video chat con chi vive a dodici fusi orari da qui. Lo so, stai pensando “Non è la stessa cosa” e questo dimostra che, sotto sotto, non credi sia possibile.
    Il meccanismo è il medesimo. Ecco perché tanti cascano nella rete di medium e simili. Perché pensano di non essere in grado di farlo o pensano sia un dono per pochi.
  • Canali diversi. A volte si ha la sensazione di avvertire una presenza, altre volte si sogna, altre volte ancora si ha freddo come accadeva al bambino protagonista de Il sesto senso (ehi, non credere che quel film sia tutta finzione cinematografica). Non c’è un canale giusto. Esiste la tua sensibilità e puoi fare affidamento sull’intuito. Non aver accettato questo passaggio di esistenza su un altro piano, rischia di farti sentire cose prodotte dalla tua mente e davvero rischi di sentirti matta. Quando c’è accettazione non ci sono attaccamento e accanimento rispetto al voler sentire e tutto diventa più armonioso, spirituale, non mentale.

Spero che il quadro ora sia un po’ più chiaro e che un contatto diventi una realtà possibile e meravigliosa come l’oasi nel deserto e non un banale miraggio.

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Comments

  1. Francesca

    Ciao ,
    Ti ringrazio per avermi risposto. Io spero che il tempo guarisca le mie ferite e che il tempo mi faccia credere di più nelle cose belle mi auguro di vedere tempi e giorni migliori di quelli che fino ad ora ho avuto .
    .

    1. Francesca il tempo è un gran medico perché puoi scegliere di intervenire per ritrovare l’equilibrio e l’armonia senza delegare al tempo perché non sai quanto dovrai aspettare. Il lutto è un trauma che si può trattare con le tecniche olistiche lavorando in sinergia in base al tipo di vissuto e di sentire di chi ha vissuto questo strappo. Sul mio canale YT trovi dei video tutorial sull’EFT che puoi provare in autonomia e sicuramente farti accompagnare è più rapido ed efficace soprattutto se, in seguito a questo trauma, hai avuto somatizzazioni come ansia e affini, paure, episodi di malinconia e tristezza senza causa apparente. 🙂
      Se ti può interessare trovi info nella sezione consulenze (e per te l’opzione più adatta è equilibrio).
      Se hai domande sentiti libera di scrivermi anche in pvt.

      Benedizioni

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