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Pervis16: settima tappa

Proseguiamo con il #pervis16. Nell'ultima tappa abbiamo concluso con gli esercizi della prima area sulle soglie e i confini. Sono sicura che avrai avuto modo di lavorare e toccare con mano qualche timore legato all'ignoto. La prima parte degli esercizi serviva proprio a far emergere eventuali paure o resistenze poichè, superare le soglie, significa addentrarsi in ambiti oscuri e affrontare l'ignoto.
Oggi iniziamo con la seconda area che è legata alla luce. Ti ricordo che sono 5 tappe e ognuna di esse ti aiuterà a diventare più consapevole di un aspetto di te. Ti ricordo che puoi condividere il tuo pezzo di storia sui social usando l'hashtag #pervis16 e ti invito a lasciare un commento qui sul blog in modo tale che io possa tenere traccia della tua partecipazione attiva in vista di un eventuale percorso di approfondimento. Pronta?

Passeggiava per le vie della città avvolta nel silenzio e nell’oscurità e si accorse che iniziavano a cadere piccoli fiocchi di neve. Pensò che, se avesse allungato il passo, avrebbe avuto giusto il tempo di rincasare perché l’aria prometteva un’abbondante nevicata. Camminava e in prossimità dei lampioni alzava gli occhi al cielo per osservare la neve scendere incontro al suo viso. D’improvviso si fermò. Aveva gli occhi fissi e lo sguardo incantato verso una luce. Un uomo le passò a fianco e proseguì dritto, imbacuccato tra sciarpa e cappello, ma lei non distolse lo sguardo dal lampione neppure quando sentì il giubbino dell'uomo frusciare contro il suo cappotto e proseguire oltre. Lui fece ancora qualche passo poi si fermò, si voltò a guardarla chiedendosi se stesse bene poi, non appena la vide sorridere, camminò dritto verso la notte.
Lei continuava a sorridere beata chiedendosi: «Possibile che nessuno si sia interrogato su quale messaggio sia legato al nastro rosso tra le due luci? Se nessuno ha visto il biglietto può voler dire solo una cosa: quel biglietto contiene un messaggio dal cielo per me».

Buona vision!

#pervis16 - Testi di Mathilda Stillday ©

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