Terza tappa di #previs16

Continua il nostro percorso, siamo sempre nell'area soglie che ci aiuterà a lavorare sul timore rispetto alle percezioni extrasensoriali. Ti ho descritto il #pervis16 tutto in questo post di presentazione. Certo, puoi viverlo come un gioco o come un esercizio che ti aiuterà ad affinare la seconda vista, ma sappi che spesso la voglia di sentire è accompagnata da una buona resistenza che blocca la percezione stessa. Tanto vale lavorarci subito. Chi pratica meditazione si sarà accorta che quando si supera una certa soglia di rilassamento, il corpo non si percepisce più e, proprio in quel momento, può scattare la paura ancestrale della morte. Le gambe sembrano anestetizzate e il battito è così lento da essere quasi impercettibile. Ti ho messo abbastanza paura? Scherzi a parte, ti lascio il nuovo incipit per la tua visualizzazione. Sarai tu a portare il racconto dove meglio credi, grazie al fluire e al tuo sentire. Pronta per la terza tappa di #previs16?

Erano usciti di casa in un bollente pomeriggio estivo e si erano recati al lago che distava circa un’ora d’auto e, quando la vicina li aveva salutati, aveva ricordato loro di rientrare  in tempo per la grigliata in compagnia.
Lui, dietro i suoi baffoni bianchi, aveva risposto: «Prima o poi torniamo».
Quella sera li aveva aspettati insieme ad altre quindici persone, ma della coppia di anziani non c’era traccia. Erano passati giorni, settimane, mesi e le stagioni erano cambiate lasciandola ancora in attesa, ma non era certo stata con le mani in mano. Aveva controllato gli ospedali, chiamato i figli, avvisato le autorità. L’unica che sembrava preoccuparsi della loro scomparsa era proprio lei. Iniziava a convincersi del fatto che probabilmente tutti sapessero dove fossero finiti motivo per cui non erano in ansia per quelle finestre chiuse come un paio di spalle voltate durante una conversazione. Il giorno in cui decise che avrebbe smesso di aspettarli  avvenne la svolta.

Buona vision!

 

 

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