mandala o doodle

Mandala o doodle?

Spesso incrocio foto e recensioni di album antistress da colorare. Ma sono tutti uguali? La risposta è no e non mi riferisco al tipo di disegni, allo stile o alla grammatura della carta che porta a usare pastelli o pennarelli quanto alla forma, simbologia e intento che viene messo per realizzarli. Mandala o doodle sono cose diverse. Ti spiego la differenza così non rischierai di colorare doodle convinta di somigliare a un monaco tibetano.

Caratteristiche dei mandala

I mandala sono disegni geometrici e simmetrici usati in culture come buddismo e induismo e, da svariati anni, sono usati anche da alcune scuole di psicologia come forma terapeutica come suggeriva il caro vecchio Carl Gustav Jung. Mandala èCauna parola sanscrita che significa cerchio e spesso le figure sono inscritte in una circonferenza (che simboleggia l’infinito e la ciclicità delle cose) o in un quadrato (quattro è il numero legato alla materia, al piano fisico). Ho già parlato di mandala in questo post dove ho raccontato cosa ho imparato io dal disegnare i mandala mentre a questo link puoi scaricare gratuitamente cinque mandala (in bassa risoluzione) che avevo regalato lo scorso anno. I mandala più efficaci, terapeutici e introspettivi non sono semplicemente decorativi, ma si ispirano e sono costruiti secondo i principi della geometria sacra ovvero rispettando rapporti e proporzioni che sono presenti in natura e che accomunano ogni cosa che appare nel creato.

Caratteristiche dei doodle

I doodle invece sono pasticci. Probabilmente avrai sentito parlare dei doodle di Google cioè i disegni presenti in home sul sito in occasione di ricorrenze particolari e, se sei registrata, ne avrai trovato uno dedicato a te il giorno del tuo compleanno. Il termine inglese significa scarabocchio e sta ad indicare i classici disegni che si fanno mentre si pasticcia un foglio durante una conversazione telefonica (magari noiosa) e forse li avrai fatti quando andavi a scuola e riempivi gli spazi dei fogli fingendo di prendere appunti invece disegnavi fiori, simboli, lettere, numeri e paesaggi. Alcune ricerche dimostrano che, a dispetto di quel che si pensi, disegnare doodle aiuta a mantenere la concentrazione e si assimila meglio ciò che si ascolta in sottofondo perché la creatività del disegno apre la mente e si assimilano più informazioni.
Così non potrai più cazziare tuo figlio/a quando sarai intenta in una paternale e lui/lei si metterà a scarabocchiare un foglio: lo fa per ascoltarti meglio. 😉
Se i mandali più noti, famosi e apprezzati sono quelli realizzati dai monaci tibetani o dalle donne indiane, i doodle hanno avuto un percorso più irto per essere riconosciuti come forma d’arte eppure ci sono artisti di tutto rispetto.

Entrambi prevedono la spontaneità dato che ogni segno è realizzato decidendo nel qui e ora ciò che deve essere fatto. Ma se il mandala comporta la ripetizione con un certo ordine di uno stesso segmento, questa sequenzialità che crea simmetria e armonia si perde nel doodle che è ancora più spontaneo, immediato, intuitivo, a volte caotico.

A metà tra queste due opzioni si colloca lo zendala che coniuga l’uso di forme simmetriche tipiche del mandala con patter di riempimento ispirate al doodling e all’arte in 3d. Creare una netta distinzione però non è sempre facile e immediato proprio perché ciò che è spontaneo è anche difficilmente etichettabile.

Quale preferisci tra i due? Personalmente adoro entrambi e mi accorgo della differenza tra i due dato che il mandala richiede concentrazione e presenza mentre il doodle favorisce l’immaginazione e libertà.
Se non hai ancora visto la collezione nuova dei mandala olistici e delle dee sul mio shop, puoi farlo cliccando qui dove potrai leggere le proprietà olistiche di ogni disegno.

Comments

  1. Bella spiegazione su mandala e doodle, grazie!
    Anche a me piacciono entrambi, il mandala mi dà serenità, pace mentale mentre il doodle mi ricarica, mi dà energia…..
    Non avevo mai sentito parlare del zendala, invece!
    Approfitto di questo commento per dirti che ho finito di leggere il tuo libro Koru e che mi è piaciuto molto. Belli i personaggi che vivono la loro quotidianità malgrado i loro “poteri”, bella la storia di questo gruppo di donne che si supporta nella conoscenza e la scoperta di se stesse, bello anche il personaggio maschile che prima si spaventa ma poi capisce, rispetta e partecipa…. anche bello il “mistero” del gatto 🙂
    Complimenti, è stata una lettura molto scorrevole e piacevole!
    Appena riesco inserisco un commento anche su Amazon.
    Grazie
    ciao
    Serena

  2. Buongiorno,
    non conosocevo questi disegni antistress, potrebbero essere usati anche come aiuto nel raggiungere un focus meditativo?
    Sarebbe interessante anche provare a vedere il differente effetto che provocano i differenti colori, ovviamente ogni persona avrebbe differenti esigenze e sensibilità.
    Penso che fra i due preferirei i Mandala, provenendo da una tradizione molto curata come quella buddhista.
    Complimenti per il post e per tutto il blog!

    1. Buongiorno Gaia,
      i mandala sono un ottimo strumento anche per restare centrati su un focus meditativo, sì.
      Il lavoro che permettono di fare sul colore, collegandolo ai chakra e alla percezione, va ancora più in profondità e permette di fare un percorso davvero interessante per familiarizzare con le vibrazioni dei colori stessi dando la possibilità di capire, sempre in ambito olistico (e non psicoterapico per cui rimando a professionisti con specifica formazione) quali sono i nodi su cui siamo chiamati a lavorare e quali invece sono le aree in cui ci muoviamo con più facilità. 🙂
      Grazie dei complimenti
      Felice giornata

    1. È carino, sì. Ha una derivazione precisa però. Infatti appartiene alla tecnica dello zentangle che si fonde con i mandala. 🙂

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