La perfezione ti blocca

Nei giorni scorsi siamo andati alla fiera della piccola e media editoria Più libri Più liberi e, com'è facile immaginare, sono tornata a casa con un discreto bottino di storie per me e per mio figlio. Sempre in questi giorni chiacchieravo con amici rispetto al concetto di perfezione. Scrivi, riscrivi, leggi e rileggi. Quando Koru è stato ritirato dal mercato, lo scorso gennaio, l'ho riletto e rieditato. Ora lo sto rivedendo nuovamente e spero di liberarlo presto perché mi sento un po' la carceriera di Deana e delle sue donne spirituali. Potrei continuare a rieditarlo all'infinito dato che più si lavora sulla scrittura più lo stile cambia.
Vale lo stesso per un pdf che si vuole pubblicare sul blog, un disegno o un dipinto, un lavoro fatto a mano, una ricetta gastronomica, un capo di abbigliamento.

La perfezione esiste sono nel presente. Passato quell'attimo riprenderai a
modellare e questa ricerca continua ti bloccherà e ti impedirà di sognare.

Significa che quando sei soddisfatta del tuo lavoro hai raggiunto la perfezione per quell'istante. Se oggi Leonardo vedesse la Gioconda probabilmente non la dipingerebbe così e chiederebbe un pennello per fare qualche modifica. Magari le metterebbe un piercing o un auricolare per adeguarsi ai tempi moderni. Eppure per noi è perfetta, ma per lui probabilmente non lo sarebbe più perché sono cambiate molte cose nel frattempo.
Vedo un sacco di corsi, prodotti, articoli che non sono perfetti eppure sono in commercio e sono venduti. Vale la pena inseguire la perfezione sapendo che non esiste ed è legata alla tua percezione?
Conosco persone che rimandano all'infinito, partono con tutte le buone intenzioni, sono caricate a mille e poi si spengono lungo il viaggio. E su certe cose anche io faccio così e quando accade mi chiedo:

  1. Credo davvero in questo progetto?
  2. Ho abbastanza energie, tempo, strumenti, per portarlo a termine?
  3. Se avessi meno tempo questo lavoro/sogno/desiderio rientrerebbe nelle mie priorità?
  4. Quali scuse mi sto raccontando per rimandare?
  5. Perché lo voglio fare? Sono in linea con l'obiettivo finale che voglio raggiungere?

Se alla domanda tre rispondo no, lascio perdere e mi dedico a ciò che rientra tra le mie priorità.
Se mi rendo conto che il progetto è una cosa che mi divertirebbe fare, ma che non si incastra alla perfezione con il mio obiettivo finale, lascio perdere e mi concentro sulle attività che sono più coerenti con ciò che voglio.

Ognuno di noi ha un concetto di perfezione molto personale. Conosco chi è talmente meticoloso da volere l'albero di natale perfetto, la tavola apparecchiata usando le squadre e il vino della temperatura giusta altrimenti si fa andare la cena di traverso. E la fa restare sullo stomaco anche ai commensali.

Preferisci la ricerca di perfezione della forma o l'importanza della sostanza?

Io preferisco un dolce imperfetto, ma gradevole al palato piuttosto che bellissimo a vedersi e con un retrogusto sgradevole. Preferisco un albero col gli addobbi pasticciati, ma fatto da noi, tra risa e foto di rito piuttosto che gli addobbi disposti al centimetro come quelli messi nei negozi. Sono belli, certo, ma sono ancora più finti della plastica di cui sono fatti  perché non c'è emozione, c'è tecnica. Non sto dicendo che forma e aspetto non siano importanti, ma non devono diventare una scusa per rimandare costantemente un'azione. Altrimenti, mi dispiace deluderti, il nocciolo non è la forma, ma una bella resistenza a sognare e a voler cambiare, migliorare, crescere.

 

Info di servizio: ti ricordo che è in corso il contest (ascolta il file audio con la mia sensualissima voce nasale da raffreddore) per chi ha fatto acquisti sul #mathishop. La scadenza per inviare la tua foto con gli acquisti è il 31 gennaio 2016.

Immagine tratta dal libro La Valle dei mulini, di Noelia Blanco e Valeria Docampo - Terre di mezzo Editore.

 

Comments

  1. Starsdancer

    La penso come te, preferisco qualcosa di meno perfetto ma finito e dal gusto personale

    1. Esatto Starsdancer, il punto è che spesso non si finisce nulla. 🙂 E mentre gli altri fanno, lavorano, crescono, guadagnano, cambiano, *imparano* e migliorano si rischia di essere ancora lì a controllare i dettagli.

  2. patrizia rosso

    Per quanto mi riguarda, a parte una certa pedanteria caratteriale, il perfezionismo è un’enorme, immensa resistenza: finché il mio lavoro non è perfetto non lo “faccio uscire”; finché non lo faccio uscire non devo affrontare i giudizi e così via… fino ai blocchi (grazie Silvia per EFT) e alla paralisi!

    1. Ti capisco bene. Quando non ci sentiamo sicure del lavoro che abbiamo fatto NOI siamo le prime a giudicare negativamente ciò che abbiamo fatto e ci aspettiamo che anche altri lo facciano. Però se ci hai fatto caso basta se aspetti una settimana e rileggi il tuo lavoro troverai altre cose da cambiare. E aspettando un’altra settimana ne troverai altre ancora.
      Personalmente mi aiuta molto darmi una scadenza che metta d’accordo il mio essere soddisfatta di ciò che ho fatto e il fare senza rimandare a oltranza. 😉
      EFT aiuta anche in questo, sì. Ad accettare che possiamo essere perfetti nella nostra imperfezione. 🙂

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