Restare centrati sul positivo

Lo scorso we è stato segnato da eventi tragici che hanno innescato una reazione a catena di odio, voglia di vendetta, confusione che porta a razzismo, divisione, cattiveria.
Ho scelto di leggere tutto e restare in silenzio. Ho messo in atto alcune buone pratiche che mi aiutano a non farmi trascinare dagli eventi e a mantenere il giusto distacco e a restare centrata sul positivo pur restando partecipe e attenta.
Credo che ognuno di noi abbia delle buone abitudini che, consapevolmente o meno, mette in atto per restare a galla nei momenti in cui si ha la sensazione di essere invischiati.

In verità ho molte cose che mi piace fare per restare centrata, ma voglio raccontarti quelli che trovo più efficaci e che mi hanno aiutata maggiormente in questi giorni.

  1. Silenzio. La cosa che preferisco è il silenzio, ma vivendo con altre persone (tra cui un bambino di cinque anni) non mi è possibile imporre il silenzio a tutti i presenti. Posso sedermi in meditazione e stare in silenzio per mezz’ora, ma non sembre mi basta. Ho bisogno di essere in silenzio. Posso leggere, ascoltare, sentire tutto, cucinare, parlare con gli altri, farmi la doccia, accendere le candele o disegnare mandala, ridere e scherzare con altri, ma conservo un atteggiamento interiore di silenzio. Non è solo stare zitti. E’ essere in silenzio. Significa non andare dietro a pensieri violenti, significa osservare le immagini senza farsi trascinare dalla paura, significa comprendere che la realtà è altro e ha disegni che noi non comprendiamo per quanti sforzi cerchiamo di fare.
  2. Disegnare Dee e mandala. E’ un’attività che mi obbliga a non avere altri pensieri. Ho provato a pensare a cosa fare di cena mentre disegnavo per il #mathishop e immancabilmente mi cascava la penna creando una bella strisciata sul cartoncino che mandava all’aria qualche ora di lavoro. Se hai un hobby manuale o creativo, nei giorni no, proprio quando dici “Son così giù che non mi va di fare nulla” (oddio, ho esagerato, dai!) sforzati di trovare un momento da dedicare all’uncinetto, alla pittura, al disegno, alla musica, alla scrittura o a qualsiasi altra cosa fai per diletto. In genere si fanno quando stiamo bene ed è proprio questa memoria emotiva la molla per aiutarci a risollevare l’umore.
  3. Shopping. No, fermati! Non partire subito con la lista dei desideri. Quando accadono cose forti, traumatiche e fuori dal nostro controllo si rischia di scivolare nella paura e ci sentiamo in pericolo anche se non lo siamo davvero. Chi come me ha sofferto (o ancora soffre) di attacchi di panico sa bene quanto la paura della paura sia un parassita invadente. Qual è il posto in cui ci sentiamo più protetti? In genere è la nostra casa. Sabato pomeriggio sono uscita e sono andata in un negozio a comprare dei bicchieri colorati, vivaci che sanno di tranquillità, di arcobaleno e di pace. Ho ripreso contatto con ciò che mi dà serenità. Pensa a cosa ti fa sentire sicura e ti dà pace e concediti un regalo relativo a quello, così da ancorarti alla sensazione di sicurezza. Può essere una penna per il tuo ufficio o una candela per la casa, non servono grossi investimenti di denaro, ma serve un investimento emotivo: la voglia di ritrovare il tuo centro.
  4. Doccia speciale. Farsi un bagno o una doccia ha un alto potere purificante e aiuta a lavare via tutto ciò che ci appesantisce. E non parlo di sporcizia eh! Mi riferisco ai pensieri, alla paura, alle preoccupazioni, alle ansie, ai dubbi. Le mie doccione speciali sono davvero un toccasana. Prova e poi passa a raccontarmi che effetto ti ha fatto.
  5. Fare cose normali. Il giro al centro commerciale, il pranzo al ristorante, la camminata all’aperto, un apertivo con gli amici, un giro in centro o una passeggiata nella natura. Portare avanti il nostro quotidiano è la prima arma che abbiamo per continuare a vivere la nostra vita, quella che abbiamo scelto, voluto e costruito un gesto dopo l’altro. Se ci pensate dopo ogni evento traumatico (politico, sociale, ma anche e soprattutto familiare) c’è un primo momento di chiusura (o di silenzio) e di stasi in cui tutto cambia perché qualcosa del sistema è cambiato e dobbiamo studiare nuove dinamiche. Non parlo solo di fatti brutti eh! Pensate a un matrimonio o alla nascita di un figlio. In un certo senso sono eventi traumatici perché interrompono una routine e il sistema familiare si deve riadattare nuovamente per trovare un nuovo equilibrio. E speriamo che il marito non lasci il lavandino sporco di dentifricio o i calzini sparsi per casa già dalla prima settimana!
  6. Foto. Questa è un’altra delle cose che amo fare e che mi rimette in pace con il mondo. Mi riferisco al quarto d’ora (parto sempre con ottime intenzioni) di navigazione su Instagram. Perché proprio quel social e non altri? Perché la comunicazione avviene per lo più tramite le immagini e le foto e seguo persone da tutto il mondo, con diverse tradizioni, abitudini, colori, abiti, religioni e sui social postano le foto della bellezza del mondo che è la parte dominante. Tiziano Terzari nel libro Ultimo giro di giostra sostiene che quando si ha un tumore si inizia a pensare, in modo quasi esclusivo, a quella minima percentuale di cellule impazzite che si è trasformata in cancro e si dimentica il resto. Ecco, per me Instagram è un canale che mi permette di ritrovare il 98% della bellezza del mondo. Forse è fatto di posati, di fotografi professionisti, di filtri, ecc. eppure mi ricorda che ho molto in comune con la ragazza musulmana che come me fa doodle, con l’asiatica che disegna mandala, con l’americana che mangia gluten free (e molto spesso ha un fisico pazzesco che io manco mi sogno di avere!), o della signora peruviana che coltiva orchidee magnifiche.
    Mi unisce al mondo e al Tutto, elimina le distanze, elimina il conflitto.Quali sono i tuoi trucchi per ricentrarti e ristabilire un livello d’umore accettabile?

 

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