Aver fiducia in Dio

Sono due settimane che il post del lunedì esce di mercoledì perché ho bisogno di tempi lunghi di riflessione e mi dimentico il calendario editoriale.
In questo periodo incontro molti cuori sulla mia strada. Sforno esperimenti di dolci in cui il cioccolato si fonde prendendo la forma di un cuore, il bagnoschiuma in doccia disegna un cuore sulla colonna d’acciaio e una delle patate estratte dal sacchetto per la cena ha la forma di un cuore. L’universo ha mille modi per farti sentire amata e per farti ricevere messaggi. Puoi chiamarli segni, sincronicità o altro, ma la Fonte sa stupire sempre se solo permetti che ciò accada. Ecco perché ho deciso di raccontarti del mio incontro particolare in spiaggia.

Siamo a novembre eppure le temperature permettono di godersi passeggiate meravigliose in spiaggia e volendo anche di bagnarsi i piedi senza rischiare una polmonite.
Non amo molto il mare, ci vado di rado e a volte capitano cosa particolari. Ti ho già raccontato la storia del regalo dal cielo trovato in spiaggia in questo post, ma anche domenica ho avuto un altro incontro particolare.
Si avvicina uno dei tanti venditori ambulanti che macinano chilometri sulle nostre spiagge, mi offre la sua merce, ringrazio e rifiuto. Lui non se ne va. Saluta mio figlio, gli chiede come si chiama e inizia a raccontare la sua storia. La storia di un uomo di 41 anni, laureato in lingue in Senegal, paese d’origine in cui non torna da dieci anni. Gli si illuminano gli occhi quando mi dice che ripartirà presto. Il prossimo sabato tornerà dalla sua famiglia per far conoscere il suo bimbo ai nonni. Mi regala dei bracciali per mio figlio, estrae un vecchio cellulare e mi mostra le foto del suo bimbo. Mi racconta di come ha lasciato il suo paese dopo aver vinto una borsa di studio in Francia e di come dopo un paio d’anni è costretto a venire in Italia. Mi racconta di un amico italiano che lo aiuta e che è persona di cuore e di quanto sia contento di tornare in Senegal con sua moglie.
“Quanti anni hai?” mi chiede.
“Quaranta”.
“Non ci credo. Pensavo avessi l’età di mia moglie”.
“Posso chiederti quanti anni ha tua moglie?”
“28. Te ne avrei dati al massimo trenta”.
(Vedete che l’acne ha i suoi benefici! :P)
“Ne ho quaranta” confermo.
Continuaimo a chiacchierare e mi racconta che ha molte aspettative sul suo ritorno in Senegal. Spera di poter comprare un po’ di terra per coltivarla. L’agricoltura ha buone prospettive in questo momento nel suo paese. Mi racconta della difficoltà delle lauree non riconosciute in Italia, dei colloqui per lavorare in ambasciata e dell’attesa di un concorso, mi spiega anche che suo figlio è nato qui e a diciotto anni potrebbe avere la cittadinanza, ma lui spera di tornare qui per fargli frequentare le scuole perché così un domani non avrà il problema di vedersi rifiutato perché non ha un titolo riconosciuto. Chiacchieriamo a lungo di lui e di me che, nonostante viva sul litorale romano da diversi anni, mantengo l’accento bergamasco. Gli auguro buona fortuna e lui mi spiega di aver molta fiducia in Dio. Non mi interessa quale Dio sia, ma non posso non notare che veniamo da culture e tradizioni diverse eppure crediamo nella stessa cosa.
Quando hai fiducia in Dio, arriva il momento in cui lui ti dimostra la sua grandezza e la tua vita cambia da un giorno all’altro“.
Lo ha ripetuto diverse volte. Era convinto di ciò che diceva, ma sembrava voler essere sicuro che anche io capissi bene il messaggio. Era lì con collane di pietra e un borsone a spalla per ricordarmi che bisogna avere fiducia e che la grandezza di Dio, Allah, della Fonte o dell’Universo, si manifesta sempre, se solo abbiamo fiducia.

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