Tre convinzioni limitanti sui soldi

Voglio proseguire il discorso su soldi e spiritualità perché, da alcuni messaggi ricevuti in privato, ci sono alcuni aspetti da chiarire. Secondo te perché alcuni guru spirituali sono ricchissimi? Sei convinta che denaro e spiritualità siano in contrasto? Se la tua risposta è Sì mettiti comoda e procedi nella lettura.

Hai notato quanti guru, per lo più stranieri, sono ricchi? Spesso chi si occupa di professioni spirituali, olistiche o di aiuto (ma non vale per tutte le categorie!) ha un approccio distorto nei confronti del denaro.
Siamo cresciuti in un ambiente di stampo cattolico dove "Gli ultimi saranno i primi" e questo lascia poco spazio a una visione positiva del denaro. Di seguito voglio farti riflettere su tre convinzioni limitanti sui soldi che forse definiscono, e limitano, la tua comfort zone.

Spiritualità fa rima con povertà.
Siamo sicuri che sia così? Ok, Gesù pare non fosse di famiglia abbiente mentre Budda proveniva da una famiglia ricca. E già qui c'è di che riflettere. Si pensa sempre che essere spirituali significhi avere poco, vivere dell'essenziale, detestare il lusso. Ehi, allora qualcosa non torna. Se penso a una delle più grandi società immobiliari con filiali in tutto il mondo, alberghi e strutture varie mi viene in mente la Chiesa, poi McDonald che ha locali ovunque. Il problema dei soldi non è quanti ne hai in tasca, anche se scommetto che quando è ora di pagare le bollette conta eccome, ma l'avidità che rende poveri di spirito, quando i soldi vengono prima di tutto il resto. Chi vibra nell'abbondanza condivide la sua ricchezza e si muove per generare altra ricchezza. Hai presente l'immagine dell'artista povero in canna, riconosciuto come talentuoso post mortem? Oppure lo scrittore accartocciato sul foglio con il calamaio in mano a lume di candela ti fa pensare agli scrittori 'veri'? Sono tutte immagini che abbiamo interiorizzato e si basano sulla visione limitata e peccaminosa dei soldi.

I ricchi sono disonesti
Chi è ricco sicuramente evade le tasse, non paga i dipendenti, ruba, avrà un giro di fatture false. Sono sicura che hai sentito queste affermazioni un sacco di volte! I ricchi onesti, quelli che lavorano e si impegnano, non fanno notizia. Finisce sui giornali chi ha evaso le tasse, non chi fa beneficienza e condivide la sua ricchezza, quelli è meglio ignorarli perché potrebbero far venire l'idea che sia possibile essere ricchi, onesti e felici. La filosofia dei milionari illuminati (ne ho accennato qui) prevede che almeno il 10% degli incassi venga devoluto in beneficenza. Perché? Perché la ricchezza condivisa porta benessere agli altri e perché i milionari illuminati (compresi i vari guru americani) sanno che più dai, più ricevi.  L'avidità si basa sulla paura di perdere, sulla mancanza di soldi e non sull'abbondanza. Questa è una ricchezza illusoria che svanisce con facilità perché, quando si teme l'errore, si attrae l'errore.

Ricchi o arricchiti
Personalmente ho sensazioni diverse, probabilmente legate a una mia convinzione, che mi fa distinguere i ricchi dagli arricchiti. C'è sempre un retrogusto di timore della povertà negli arricchiti, un senso di rivalsa che li fa sentire sopra gli altri e mi fa avvertire la paura di cadere dalle stelle alle stalle. Uso il termine arricchito quando sento che una persona teme il fallimento, ha paura di perdere tutto e, sono sicura che te ne sarai accorta, non fa altro che ostentare la propria ricchezza.
I ricchi non hanno bisogno di ostentare proprio nulla! Perché sanno che il loro valore non dipende da ciò che hanno in banca, ma dal valore che pensano di avere come persone. Valgono perché sono persone di valore. Sanno anche che, in caso di fallimenti o errori, proprio perché conoscono il gioco della ricchezza e del pensiero positivo, potranno rimettersi in pista e imparare dagli errori.

A volte si vince a volte s'impara.

Esercizio: prendi carta e penna e, per ognuna delle tre convinzioni elencate, segna almeno un paio di eventi o aneddoti che hanno influenzato il tuo rapporto con il denaro. Ripensa soprattutto a ciò che ti è stato detto nell'infanzia e nell'adolescenza e riconsidera quegli episodi secondo le informazioni che hai oggi sul denaro. Quanto hanno condizionato il tuo modo di vedere il denaro? Puoi iniziare adesso a cambiare la tua relazione con il denaro.
Buon lavoro!

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