Milionari illuminati e cashflow

Oggi sarebbe dovuta uscire un’altra video risposta ma, a causa di imprevisti tecnici, ho virato su un altro post. Dato che non credo al caso, ho scelto di parlarvi di un argomento che nelle ultime settimane, ma cosa dico settimane, mesi, è stato oggetto di studio per me. Dovete sapere che la scorsa settimana è venuta a trovarmi un’amica. La sera stessa mi annuncia di essere tormentata (si fa per dire, fossero questi i problemi!) per via di  un certo capitale da investire. Davanti a tazze di té verde drago della fortuna abbiamo chiacchierato di questi soldi. Le ho spiegato quali possibilità ha per usarli in modo tale che siano i soldi stessi a lavorare per lei. A un certo punto mi ha detto: “Ho il capitale, tu hai le idee. Facciamo qualcosa insieme”. Ecco perché ora stai leggendo questo post sull’abbondanza.

Ma non voglio parlare di soldi in senso generico. No, no. Voglio parlare del principio del reddito automatico, o cashflow, o flusso di cassa. Scegli il nome che preferisci, il concetto cambia poco.
Alt! Se ti stai chiedendo cosa ci fa un post sui soldi in un blog di spiritualità ecco un paio di precisazioni.

Se credi che il denaro sia la fonte di ogni male e che sia l’antitesi della spiritualità, ti invito a rivedere le tue convinzioni limitanti sui soldi. Sicuramente se vedi il denaro come un nemico con cui lottare, probabilmente ti è stato insegnato che il denaro crea problemi e i ricchi sono tutti tristi. Tutto dipende dalle prospettive, ma in genere si sceglie sempre ciò che ci fa sentire più a nostro agio e rispetta la nostra comfort zone. Ho parlato dell’educazione alla ricchezza nel guest post scritto per il blog di Gioia Gottini.

Se consideriamo il denaro come energia, perché questo è, tutto diventa meno brutto e cattivo e assume un’accezione più neutra. Questo mattoncino è la base su cui si fondano le teorie dei milionari illuminati che sono persone che lavorano per creare flusso di cassa ovvero fanno in modo che il loro lavoro generi reddito senza che sia richiesta la loro presenza. Interessante, vero?

Cosa significa questo esattamente? Significa che mentre il resto delle persone è nella corsa del topo, come la definisce Robert Kiyosaki, i milionari illuminati trovano altre strategie legali per guadagnare denaro e per vivere lavorando poco e con ingenti capitali in entrata.
Ti faccio un esempio di Robert Allen che mi ha colpito molto. Se vado dal benzinaio che mi fa pagare la benzina meno degli altri, su ogni pieno risparmio due euro. No, è un’illusione. Non sono soldi risparmiati. Sono due euro che spenderai in qualcosa che probabilmente non ti serve. Significa che quei due euro li butterai nell’acquisto di un bene che non genererà altri soldi in modo automatico.
Chiaro, vero?

Ho iniziato a studiare la legge di attrazione più di dieci anni fa. Il primo libro che lessi era Credere per vedere di Wayne W. Dyer . Era il 1995. Ecco uno stralcio.

Dentro tutti noi esiste il ponte che ci unisce alla parte invisibile di noi stessi. La vita è qualcosa di più del mero esistere quotidiano nella forma per poi sparire nell’abisso del nulla eterno. I pensieri sono la nostra parte magica, ci possono portare in luoghi senza confini e limiti. In questo mondo del pensiero, senza dimensione, tutto è possibile.

Da allora ho letto un sacco di testi, fatto corsi ecc. ma mi sono sempre dedicata alla scrittura e ho lasciato perdere il resto perché volevo dedicarmi alla narrativa e uscire per un po’ dal mondo della formazione. Sono figlia di un imprenditore e mi rendevo conto che mi mancavano molte informazioni pratiche su come muovermi per generare flusso di cassa e l’integrazione delle due filosofie è una scoperta entusiasmante. Nelle prossime settimane sul blog ti proporrò articoli e contenuti extra nella newsletter (se non l’hai ancora fatto puoi registrarti qui) sulla LOA e sul cashflow perché voglio aiutarti a sciogliere alcuni nodi mentali o pratici che hanno fatto parte del mio percorso e probabilmente assillano anche te. Questo ti permetterà di risparmiare un sacco di tempo in libri, corsi e letture.

Ho creato questa immagine per il post per due motivi. La prima è che Robert Allen definisce i tre settori principali della ricchezza come montagne da scalare. Il secondo è che contiene una convinzione limitante comune. Dai, ti lascio un minuto per pensarci.

59, 58, 57, 56….35, 34, 33,… 22, 21, 20,… 5, 4, 3, 2, 1

Ci sei arrivata? Ok, te lo dico io. E se arricchirsi non fosse difficile, complesso e faticoso? Se avessi la possibilità di azzerare i debiti (se li hai, ma mi auguro per te di no) e iniziare a lavorare facendo ciò che ti piace perché conosci le regole del gioco, non sarebbe fantastico? Conoscere le regole significa studiare e impegnarsi, questo sì, ma la libertà finanziaria credo potrebbe valere qualche sforzo. A te la scelta.

Il tuo lavoro, il tuo progetto prevede una parte di reddito automatico? Oppure non sai cosa sia e vuoi saperne di più? Lascia un commento qui sotto e raccontami la tua avventura verso la libertà finanziaria.

Libri di approfondimento (ho amato molto i primi due, metà romanzo, metà manuale):

Comments

  1. Chiara

    Bhe….sicuramente per quello che mi riguarda, mi sto scervellando per capire come fare meno fatica. Non ho debiti e la mia vita tutto sommato va bene, ma se chiedessi un part -time oggi non potrei continuare a fare le cose che faccio oggi, non avrei la stessa libertà. Per adesso sono arrivata qui!
    Chiara

    1. Ciao Chiara, secondo gli esperti la cosa migliore è iniziare a investire parte del proprio stipendio muovendosi verso uno degli altri quadranti. Se sei un lavoratore dipendente l’ideale è mettere parte del tuo stipendio in un fondo con un prelievo mensile minimo magari rinunciando a una cena fuori. 😉 Oppure trovare altre attività da svolgere che generino flusso di cassa. 🙂

  2. Non ho letto Cashflow ma ho letto comunque stralci di Kiyosaky, e di sicuro è illuminante. I 4 quadranti sono eccezionali e ci vuole molta competenza per stare nel quarto e fare in modo che i soldi generino altri soldi e non si vaporizzino, ma si riesce a starci è ovviamente molto bello 😀
    Io tuttavia punto al terzo quadrante, con una puntatina al quinto quadrante. Il terzo quadrante è quello del proprietario di impresa in cui altri lavoratori lavorano per lui, per cui ci si arricchisce mediante il lavoro di altri. Cosa che ritengo più etica perché genera benessere alla collettività (mentre i soldi per generare altri soldi spesso devono creare danni alla collettività).
    Il quinto quadrante (definizione testé coniata, poiché non contemplata da R.K.) sarà dato dal fatto che non saranno solo altre persone a lavorare, ma una intelligenza artificiale lavorerà per noi. 😉

    1. Ciao Sergio,
      il libro del Cashflow è davvero illuminante. La cosa più interessante per me, considerato che è impostato sul sistema americano quindi qualche differenza sostanziale con la nostra economia c’è, è stata che i più schiavi sono quelli del secondo quadrante ovvero i *lavoratori autonomi*. E io sono circondata da persone che puntano a quel quadrante! Oh no! >.< In realtà nel quarto quadrante non sono solo i soldi a lavorare per i soldi, ma è previsto tutto ciò che è automatico comprese le partecipazioni in imprese, le collaborazioni e gli accordi in partecipazione con altre società piuttosto che la vendita di royalty o di licenze. Ma non ho letto solo Kiyosaky. 😀 Che tu puntassi al terzo quadrante mi era chiaro! 😉

  3. patrizia rosso

    Illuminate! Ma ci spieghi meglio come lavorare sulle convinzioni limitanti? Voglio dire: faccio l’elenco delle mie convinzioni sbagliate… ma come le trasformo in affermazioni positive? Grazie.

  4. Pingback: LOA e reddito automatico - Mathilda Stillday

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