L’intuito a tavola

Quando parlo di intolleranze le persone spesso mi confidano di essersi accorte di avere qualche disturbo legato al cibo, ma sovente non riescono a capire quale sia l’alimento incriminato. Oggi voglio darti due semplici consigli per ascoltare e osservare il tuo corpo.

L’idea di questo post nasce grazie a un piatto di fagiolini. Sì, hai capito bene. Una domenica sera ero bella e felice, – ok, facciamo solo felice – al ristorante in attesa del mio pasto e mi guardavo attorno. Quando arriva il contorno mi fiondo subito sui fagiolini. Sentono di aglio, il che è strano perché in teoria dovrebbero essere solo cotti al vapore come le altre verdure e, osservando il fondo del piatto, noto l’intingolo bianco.
Ci penso un attimo e chiedo a mio marito: “Secondo te è burro?”
Lui mi rassicura ricordandomi: “Qui da noi il burro non lo usano mai. Si usa l’olio”.
Dai, diciamoci la verità, chi ha problemi di intolleranze alimentari quando esce a volte ha paura di mangiare qualcosa che gli faccia male e si eccede in domande, stile interrogatorio, al malcapitato cameriere di turno al tavolo che, dopo averci servito, consegnerà le dimissioni.
Ho mangiato la carne alla griglia – sì, sono onnivora -, la patata lessa e ogni volta che prendevo una forchettata di fagiolini controllavo quell’acquetta bianca. Finita la cena, aspettiamo la lista per i dolci. Inizio ad avvertire un dolore trafittivo a sinistra, sotto il costato, all’altezza del colon discendente. Mi ripeto un paio di volte che sicuramente non era burro, io sono allergica ai derivati del latte e quello di certo era solo olio.
Chiedo a mio marito: “Quando vai a pagare il conto puoi chiedere con cosa condiscono i fagiolini? Però non dirmelo altrimenti poi sto male di fisso”. Arriva la lista dei dolci e il dolore non passa, anzi, aumenta. Se sto con le spalle dritte faccio fatica persino a respirare. Arriva la cameriera per ritirare i piatti e domando: “Scusi, con cosa erano conditi i fagiolini?”
Lei, bella, felice e sorridente mi risponde: “Burro e aglio”.
In quel momento ero ancora meno bella e di certo non felice.
Ho ingurgitato una pastiglia di antispatico, abbiamo pagato il conto e siamo corsi a casa. Nonostante i trentacinque gradi, sono stata fino alle due di notte raggomitolata con la copertina di pile sul divano, ferma immobile come i gatti quando stanno male. Ho fatto EFT e ho aspettato.
I tre giorni seguenti ho avuto tensione addominale fino a quando mi sono svegliata in piena notte con i dolori ed è proseguito fino al pomeriggio. Sapevo che il farmaco avrebbe bloccato, o ritardato la colica, ma l’ultima volta che ho ingerito derivati del latte sono stata così male da essere sul punto di farmi portare in pronto soccorso.

Il primo consiglio è: se hai un dubbio chiedi. E possibilmente chiedi prima di ordinare. Io quella volta non l’ho fatto. Il resto della storia lo hai già letto. Se avessi seguito l’intuito, probabilmente mi sarei risparmiata tre giorni di malessere.

Le intolleranze alimentari sono allergie mediate. La reazione del corpo non è immediata. Sorvolo sull’aspetto medico e fisiologico perché non è il mio settore. Mi limito a suggerirti il sito Eurosalus del Dott. Attilio Speciani in cui troverai la spiegazione anche degli studi scientifici fatti sulle intolleranze. Non è la prima volta che mi capita di star male a distanza di due o tre giorni e, come puoi ben immaginare, questo rende davvero difficile capire cosa ha scatenato quella reazione.
Ecco il secondo consiglio: tieni un diario alimentare. Segna cosa mangi ad ogni pasto e osserva la comparsa dei sintomi nelle 48-72 ore successive. Forse soffri di mal di testa ricorrenti o hai problemi di stomaco-intestino o di eczemi e dermatiti (per esempio chi ha problemi di allergia da contatto al nichel, potrebbe avere episodi di dermatite dopo aver mangiato pomodoro o cioccolato).
Quando andrai da un nutrizionista o allergologo avere un diario alimentare ti sarà utile, per stabilire quali accertamenti fare.

A seguito di questa disavventura, ieri in questo hotel ho rimandato la torta in cucina per ben due volte (che rompi …!) temendo ci fossero latticini tipo panna. Non c’erano derivati dal latte, ma qui tutto è ottimo e con consistenze così gradevoli che sembra impossibile siano fatti senza glutine e senza latticini.

Questo post è dedicato a S. che oggi, dopo aver avuto conferma della diagnosi di celiachia, cambia vita. Buon nuovo inizio!

Comments

  1. Simona

    Grazie Silvia ….di tutto <3
    E inizia questa nuova vita che porterà benessere fisico…E mentale 😉
    Bacio

  2. martina

    Povera Silvia, che brutta esperienza!
    Per me, chiedere prima è un obbligo al quale non mi sottraggo mai, eppure spesso mi sento così “fastidiosa” a farlo! Lo so che suona folle, lo faccio per salute mica per il gusto di rompere le scatole, ma considerati i fin troppi finti allergici che ci sono in giro, capisco che cuochi e camerieri spesso siano stressati dalle mie domande.
    A dirla tutta, negli anni ho diradato i pasti fuori casa, che siano da amici (ai quali imporre la mia dieta così limitata sembra una tortura) o ristoranti (che nascondono insidie sempre nuove) e quando ci vado finisco con mangiare sempre le stesse cose sicure. Emblematica è stata la volta in cui ho letto tutto il menu, ho chiesto delucidazioni e sono rimasta praticamente a guardare gli altri mangiare …. 🙁
    Confermo che tenere il diario alimentare è cosa molto saggia, da fare periodicamente, anche tanti anni dopo aver ricevuto le diagnosi, perchè le reazioni sono in continua evoluzione, come noi d’altra parte!
    Auguri tanti a S. per il suo nuovo inizio: il principio sembrerà una strada in salita ma poi si riscoprono alimenti e gusti che meritano tutta la ns. attenzione e che superano, spesso di gran lunga, quelli lasciati alle spalle.

  3. Maria

    Sono in attesa del recaller test fatto 3 gg fa. Per intanto ho eliminato glutine, vitello e lattosio( breath test positivo). Tra 1 settimana devo partire e tremo al pensiero, leggere che non sono sola mi aiuta molto. A presto. Continuate a darmi le vs esperienze, sono un aiuto importantissimo, qui a Cosenza non ho trovato un solo medico che mi abbia ispirato fiducia( mi guardano come una pazza), il gastroenterologo mi ha dato un rilassante intestinale con aggiunta “ diazepine” tradotto sono psicotica

    1. Buonasera Maria,
      dato che parla di glutine spero le abbiano fatto fare gli accertamenti per la celiachia. Le auguro di ritrovare il benessere perché è la miglior dimostrazione per chi la segue che sono poco competenti. L’inizio della dieta è impegnativo e capisco come si sia sentita perché neppure io ho trovato sostegno da parte del mio medico. Indubbiamente dipende dal tipo di disturbi e dall’entità dei suoi fastidi ma la invito a chiedere chiarimenti allo staff del Recaller. Troverà le modalità per contattarli all’interno dei risultati del test. 🙂 Si affidi a loro e chieda eventuali spiegazioni. 🙂
      In bocca al lupo per i risultati. 🙂

  4. Maria

    Ho fatto gastroscopia con esame per celiachia, colonscopia, tutto negativo. Ho eliminato i cibi che ti dicevo per reazioni che ho avuto ( per l’intolleranza al glutine non sono sicura del tutto) , a volte dopo un ‘ora o due altre volte i gg seguenti. I miei sintomi sono gastro ( gonfiore dopo mangiato) , intestinali ( scariche che vanno da un minimo di 4 fino a 20). La mia vita è migliorata quando ho eliminato il lattosio, é diminuito tanto il gonfiore alla pancia, ma c’ è sicuramente altro perché andare in bagno tante volte non è normale

    1. Buongiorno Maria, sono sicura che con un’alimentazione corretta e un professionista di riferimento competente e aperto all’ascolto troverà equilibrio e salute. In bocca al lupo per gli esami.

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