5 cose che ho imparato in questi sei mesi

Siamo a metà anno. Sembra ieri che si festeggiava l'inizio del 2015 con le lenticchie e siamo già circondati da angurie e frutta estiva. Sento parlare costantemente di pianificazione e programmazione e confesso che non mi dispiace. O meglio mi interessa quando aiuta a mantenere l'obiettivo, organizzarsi meglio e a diventare flessibili ma sovente, pianificare e programmare, sono sinonimo di rigidità, schemi e obiettivi da raggiungere, a volte scelti, altre volte imposti, e di mancanza di spontaneità. Oggi è il mio giorno X.

Se facessi l'elenco degli imprevisti che ho affrontato da gennaio a oggi mi verrebbe da piangere. Preferisco focalizzarmi sulle 5 cose che ho imparato in questi primi sei mesi del 2015 anche grazie agli imprevisti che, in un modo o nell'altro, ho attratto.
Per chiudere questo progetto di scrittura mi sono data una scadenza assurda, ma se non avessi stabilito una data, probabilmente avrei continuato a rimandare. Era il momento di chiudere, passare oltre, andare avanti. Ho anche  allungato il percorso (es. lavorando a un paio di concorsi che mi hanno richiesto circa tre settimane), impegni familiari e imprevisti vari (come otite che ha allungato le ferie o la varicella del pupo proprio quando mi ero organizzata per scrivere) e questo mi ha costretta a gestire il tempo e le attività in modo ottimale per non perdere di vista l'obiettivo e soprattutto la scadenza. Avevo già provato diversi metodi per gestire il tempo (es. zen to done o la tecnica del pomodoro), ma ho scoperto che non erano facilmente adattabili alle mie necessità quindi ho ripreso a usare, e rielaborare, il mio caro metodo ROADS.
Ecco cinque informazioni che ho rivisto e affinato in questi sei mesi relative alla gestione delle attività e al tempo.

- Ho scoperto di avere risorse che ancora non conoscevo.
- Ho nuovamente toccato con mano quanto una buona organizzazione possa fare la differenza.
- Ho imparato che la flessibilità nell'organizzazione è fondamentale e permette di essere più creativi, sia nel lavoro, sia nel privato.
- Ho compreso che alcune attività diventano ripetitive quando non ci mettiamo il giusto entusiasmo.
- Ho ricordato che fare un passo alla volta ci permette di fluire in armonia.

Negli ultimi sei mesi ho vissuto così la famiglia, la scrittura, il mio hobby e sono arrivate una serie di idee e proposte che mai avrei immaginato di poter anche solo valutare.
Domenica pomeriggio, mentre scrivevo il diciottesimo capitolo di Deana III ho preso consapevolezza  del fatto che i personaggi che mi tengono compagnia dal 2009, tra lunghe pause e imprevisti di ogni tipo, stavano scegliendo come proseguire la loro esistenza dopo l'ultimo capitolo. Si stavano congedando e mi riferivano cosa sarà delle loro vite dopo che avrò scritto l'ultima riga, nonostante io avessi immaginato finali differenti. Questo è fluire e procedere un passo alla volta, un capitolo alla volta, un impegno per volta. Significa rallentare la corsa rispetto a tutto il resto e ritrovare il proprio ritmo interiore anche se non sempre raggiungiamo l'obiettivo nel modo che avevamo immaginato. Siamo circondati da standard, numeri, competizione e ci dimentichiamo il nostro ritmo, non ascoltiamo il battito del cuore, né il ritmo del nostro respiro. E sono sicura che a volte per lo stress e le scadenze stai in apnea. Te ne rendi conto?
Ecco cosa sono stati per me questi sei mesi. Mentre stai leggendo questo post probabilmente io sarò al pc per scrivere gli ultimi capitoli della trilogia, poi lascerò che trovi la sua strada e io mi dedicherò alla valanga di novità che sto covando.
Tu hai pensato a cosa ti ha portato, nel bene e nel male, questa prima metà del 2015? Sei soddisfatta dei risultati che hai ottenuto?
Oggi abbiamo un secondo in più. Un secondo sembra niente eppure in una vita può fare la differenza e regalare una medaglia, un bacio, uno sguardo o salvare una persona. Io userò quel secondo per dire Grazie per ciò che ho e per ciò che ho concluso in questi mesi. Se pensi di non avere nulla di cui ringraziare puoi usare quel secondo per esprimere un desiderio e poi muoviti subito verso il tuo obiettivo.

Comments

  1. Buna

    Ciao Silva,
    grazie per le tue osservazioni che potrebbero portarmi a rivedere la mia gestione del tempo che è a dir poco selvaggia o forse, per meglio dire, mutante. Passo da momenti di concreta organizzazione con conseguente fluente svolgersi delle attività, a giornate di irrazionale caos, ad altre ben scandite da rigorosi schemi quasi militareschi. Noto pero’, con sommo piacere, che i periodi ben gestiti stanno prendendo il sopravvento.
    Spero di leggere presto il seguito di Deana.

  2. Ciao Silvia 🙂 Come accade spesso, mi sento molto in sintonia con te 🙂 Anch’io sono organizzata per natura (nel senso che mi viene facile organizzarmi bene, gestire il mio tempo con consapevolezza, e soprattutto essendo ben conscia di quanto questo fa la differenza, nella vita); però, dall’altra parte, anch’io, in questo, faccio il tifo per la flessibilità e la creatività. Il mistero (che si manifesta anche negli imprevisti) ha sempre tanto da raccontarci, e meravigliarci 🙂 Siamo donne, giusto? Mettiamo a frutto la nostra natura, mentre prendiamo il meglio di ciò che la cultura maschile ci dona 😉 (tecniche, strategie e software)

    1. Esatto, il maschile. Confesso di aver iniziato a bilanciare questo aspetto dopo la gravidanza. Sembra un controsenso eppure parlando con altre mamme di maschi, ho avuto l’impressione che ci sia stato un ‘radicamento’ proprio in questo senso durante la gestazione e dopo. Però la mia buona dose di caos devo averla altrimenti guai. 😛

  3. Chiara

    Ciao Silviola,
    leggendo questo post mi sono un po’ emozionata, devo ammetterlo. Forse perché negli ultimi mesi mi sono posta diversi obiettivi, per stare bene, obiettivi che mi portano ad esprimere maggiormente chi sono e a realizzare i miei desideri. A volte le resistenze sono tante perchè è più semplice essere in una cornice ben stabilita che esprimere liberamente se stessi….a volte, in questa cornice nella quale ancora erro mi sembra che mi manchi il tempo per fare quello che la mia aspirazione interiore mi suggerisce…anche banalmente leggere un post come il tuo. Non vedo l’ora di leggere il tuo libro sul metodo roads!
    Grazie di tutto!
    Chiara

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