Educare o scegliere la dieta

Ogni genitore impara a esserlo facendo esperienza sul campo. Uno dei motivi per cui ho preso distanza da questa professione è che, secondo me, nessuno meglio dei genitori è in grado di occuparsi dell'educazione dei figli. Mi riferisco alle situazioni ordinarie, quotidiane, non patologiche. Sono sicura che anche a voi sarà capitato di imbattervi in discussioni in cui qualcuno criticava la decisione di un altro genitore, magari a suon di status e commenti sui social, e forse vi sarete anche schierate. Per me educare è come scegliere la dieta da seguire.

Non esiste la dieta perfetta per tutti

C'è chi sceglie la dieta del gruppo sanguigno perché gli esami sul sangue sono una cosa scientifica, misurabile quindi la dieta non può sbagliare. C'è chi sceglie la dieta proteica perché vuole perdere peso in fretta e trovarsi pronta per la prova costume e non rinuncia a nulla fino all'ultimo momento. C'è chi opta per un'alimentazione vegetariana o vegana per fare una scelta anche etica. I sostenitori del mangiare sano non rinunciano alla dieta mediterranea o applicano la dieta dissociata. Ci sono le diete senza e ci si può sbizzarrire eliminando zucchero, carboidrati, glutine, ecc. E se pensiamo alle intolleranze alimentari si apre un'altra infinità di approcci con relative diete.
Educare o scegliere la dieta sono decisioni personali. Ognuno opterà per ciò che sente più affine a sé e alla propria famiglia. Non serve dover spiegare la lista di esami fatti o di prove fallite per cercare di perdere peso, e non serve neppure che venga convocata una commissione per confrontarsi sull'anamnesi. Ci si confronta per vedere le differenze. Si può fare anche per le scelte educative.

Tante famiglie, infinite scelte

Provate a pensare a una famiglia come a un corpo. Esistono un'infinità di stili educativi, regole, approcci, modalità di comunicazione. C'è chi usa la CNV (comunicazione nonviolenta), chi urla quando non ne può più, chi è favorevole allo sculaccione perché trova sia educativo, chi pratica cosleeping, allattamento a richiesta e porta i figli in fascia, c'è chi si sposta con il passeggino, allatta con il biberon, mette il figlio al nido a tre mesi perché deve lavorare o perché si è accorto che fare il genitore è molto più faticoso di quello che pensava e ha bisogno di aiuto. C'è chi li lascia ai nonni, chi preferisce una tata, chi tutti e due. Poi ci sono i campi estivi o le ferie in famiglia, o la settimana con i nonni, gli zii, gli scout, gli amici.
C'è anche la scuola. Per alcuni solo privata perché è migliore, oppure assolutamente pubblica perché dobbiamo difendere la scuola italiana. Poi ci sono le scuole alternative con approccio Montessori, o Steiner (per citarne due tra le più note), e infine c'è chi sceglie di non mandare i figli a scuola per praticare homeschooling, unschooling, ecc.
Vogliamo parlare delle attività sportive, la religione, i vaccini, l'uso della tecnologia tra iPad, tablet e videogiochi?

Spesso si inizia a parlare di un argomento e, in poche battute, si passa dal confronto allo schieramento perché difendere le proprie scelte significa sentirsi nel giusto, sentirsi bravi genitori.
Bene, voglio svelarvi un piccolo segreto: non siete bravi genitori in base alla capacità di difendere le vostre scelte con gli altri, ma lo siete tanto più vi avvicinate alle scelte giuste per voi e i vostri figli, a prescindere dal giudizio degli altri.

Per ogni problema, c'è un manuale.

Sono stati scritti manuali per qualsiasi cosa. Ho il sospetto che tutti questi libri aiutino i genitori a sentirsi ancora più incapaci di scegliere la cosa giusta perché propongono tecniche e soluzioni già pronte, invece di aiutarli a riconoscere quale sia la soluzione migliore e trovare, se serve, nuove combinazioni.
Quando ero incinta ho frequentato un corso pre parto organizzato dal consultorio. Fin da piccola ho sempre avuto il terrore di morire di parto. Non so da dove arrivasse questa paura e non ho mai scavato per approfondire. Durante la gravidanza avevo bisogno di confrontarmi con altre mamme e volevo capire cosa accade fisiologicamente nella donna durante e dopo il parto. L'incontro con il ginecologo fu illuminante. Estrapolo solo una frase perché è forte e so che andrà dritta al punto:

Le donne sono le uniche che hanno bisogno di un corso preparto per partorire. Partoriscono anche le mucche.

La natura ci ha donato tutto quello che ci serve per essere buone mamme e buoni genitori. E vi posso assicurare che NON lo troverete nei manuali. Davvero! Quando ho smesso di lavorare con i ragazzi (e le famiglie) ho adottato un approccio preciso: posso non condividere la scelta fatta da un altro, ma parto dal pressupposto che sta facendo del suo meglio per essere un buon genitore. Se si parte da quest'idea le scelte degli altri non sono da contestare, combattere, deridere o criticare.
Provate e osservate gli effetti che questo cambiamento di prospettiva ha su di voi e sugli altri. Vi siete mai sentiti attaccati o criticati come genitori? Cosa vi ha fatto sentire inadeguati? Come avete risolto?

 

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