Curarsi o guarire?

Avevo scritto un post, l'ho editato, ho inserito una foto poi ho deciso che non l'avrei pubblicato. Era un post sulla tendenza di schierarsi contro qualcosa o qualcuno perché non basta esprimere un'opinione, ma si tende a difenderla allo sfinimento. Che noia! La riflessione è nata la scorsa settimana quando, dopo tredici anni, ho acquistato dei libri di pedagogia per interesse personale e, chiacchierando con diverse persone, ho notato che non c'era disponibilità all'ascolto quanto il bisogno di convincermi della loro ragioni.
Visto il caldo torrido ho deciso di scrivere un post sulla differenza tra cura e guarigione. In realtà non è poi così lontano da ciò che ho scritto nell'altro. Forse è solo un gradino oltre.

Vi siete accorti che alcune persone passano la vita a difendere le proprie opinioni? Eppure l'esperienza, o le necessità, potrebbero farci cambiare idea.
Facciamo alcune scelte convinti di cambiare e invece, non ci accorgiamo che ci stiamo solo spostando da una convinzione all'altra, da un gruppo politico a un altro, da un sistema a un altro sistema. Viviamo nella dualità e siamo convinti che cambiare idea sia la cura. Ma cambiare posizione politica o sport, o alimentazione sono sono un'illusione di libertà.
Curarsi significa affidarsi a qualcosa di esterno nella speranza che riesca a farci stare bene perché da soli non siamo riusciti a ritrovare equilibrio e benessere.
Un po' come chi somatizza con diversi disagi e, invece che intervenire sulla causa per guarire, decide di provare mille tecniche e terapie per combattere il sintomo. Sarebbe più utile chiedersi "Cosa mi dice questo sintomo? Il mio corpo che segnali mi sta dando? E, soprattutto, perché continuo a ignorarli cercando di mettere una pezza?"

Curare significa trovare soluzioni temporanee per il disagio che sentiamo che si manifesterà in altri ambiti per richiamare nuovamente l'attenzione.

Guarire significa vivere andando oltre, ascoltare il proprio se superiore e fluire senza sforzo, senza sentirsi risucchiati, attaccati o minacciati, senza il bisogno di dover dimostrare quanto valiamo, quanti soldi incassiamo o quanti amici abbiamo. Significa vivere davvero.

Sento e leggo un sacco di prese di posizione, di opinioni difese con così tanta energia che si potrebbe illuminare una casa. Volete davvero usare così il vostro tempo e la vostra energia? Io me lo sono chiesta tempo fa e la risposta è stata "No". Quindi non mi interessa dimostrare di avere ragione perché non ce l'ho. La mia prospettiva è diversa dalla tua o da quella del tuo vicino di casa e credo si possa coesistere nel rispetto altrui senza scannarsi o fare delle crociate.
Non mi interessa. Non fa per me. Voglio usare il mio tempo e le mie energie per ciò che mi fa stare bene e mi fa sentire centrata e non mi interessa dimostrare o difendere le mie opinioni ad ogni costo perché se si accolgono le idee altrui, senza pregiudizi, allora si è aperti all'ascolto. Altrimenti è come guardare l'interlocutore con le mani sulle orecchie per non sentire cosa dice. E la cosa peggiore è che lo facciamo anche con noi stessi ogni volta che sentiamo un disagio e cerchiamo di allontanarlo con una cura invece di usare le nostre energie per guarire.

Il periodo estivo per me è legato ai post meno tecnici, credo si sia capito. Anche prendersi del tempo per sdraiarsi su una pianta e sentirne l'energia è un momento intenso se si è disposti ad ascoltare.
Giugno sarà il mese della stesura di Deana 3 e poi le tanto desiderate vacanze per disintossicarmi dalle parole e dai social. Mi sto dedicando al mio nuovo hobby e ogni giorno ho idee su cosa realizzare. Spero di essere sufficientemente soddisfatta da sentirmi a mio agio nel parlarne e condividerlo presto con voi. Intanto, tra una sniffata e l'altra di acquaragia e di colori, mi godo la novità, il relax che mi regala e continuo a pensare a questo progetto legato ai colori, alla spiritualità, alle persone, alla creatività e al fare cose concrete.

Add A Comment