E dopo? Cosa faccio?

Questo fine settimana è volato tra preparazione delle sfere di luce per il cerchio di meditazione di stasera, chiacchiere a una festa di compleanno sui ritmi di vita, diete e case di paglia, scrittura di appunti sul terzo episodio di Deana, rivedere un video corso, registrare un paio di domini su un progetto che sonnecchia da un po’, fare un tentativo, per altro stranamente riuscito, di cheesecake senza latticini e senza glutine. Già, il periodo è così. Corro tanto, come tutti voi, mi divido tra mille cose, come tutti voi, ma la differenza è che tutto mi sembra immobile. Hai presente come ci si sente quando sei vicina al traguardo e ci si chiede: “E dopo? Cosa faccio?”
Ecco, se mi guardo sotto i piedi vedo il bollino rosso del Tu sei qui. Che sia un progetto, un cambiamento di vita, un trasloco, la data presunta del parto, l’uscita di un libro o la chiusura di un negozio, arriva un momento in cui ci si chiede cosa farò dopo. Puoi non avere alcuna prospettiva o, come nel mio caso, puoi aver troppe vie tra cui scegliere.

Sabato mattina mi sono concessa un contatto con la guida dopo molti, molti mesi. Aver ripreso a mischiare le carte mi ha aiutato, senza che me ne accorgessi, a riallenarmi al sentire e l’ho capito solo quando ho spento il registratore del telefono e mi sono accorta di aver fatto 33 minuti di contatto. Un record per gli ultimi 6 anni, credo.
Ho deciso di mettermi in contatto perché la scadenza che mi sono data per finire la trilogia è sempre più vicina. E dopo?
Sì, lo so, ti sento, stai dicendo: “Stai nel presente, finisci quella prima” e hai ragione. Infatti, sto nel presente e lavoro, anche nel fine settimana perché gli imprevisti di aprile e maggio mi hanno regalato un mese di ritardo e continuare a chiedersi “Dopo cosa farò?” è un ottimo modo per farsi venire l’ansia e per non sentire ciò che vuoi fare perché ti porta ad analizzare la situazione solo sul piano mentale.
Terminata la trilogia ho un’infinità di possibilità davanti come quando si termina il percorso di studi e si deve decidere cosa fare dopo, come muoversi. E mi piace fare ciò che faccio quindi devo essere esausta per fermarmi.

Ho avuto modo di riflettere che di questi quasi quattro anni di blog. Ho condiviso solo informazioni facilmente fruibili eppure mi rendo conto che alcune di voi hanno voglia di andare avanti e altre, invece, sono pronte per farlo e non sempre le due cose coincidono. Ho ricevuto richieste di corsi, manuali, sedute, persino carte quindi tra qualche settimana, terminata sta benedetta trilogia che, come avrai capito, è la mia priorità, potrò valutare in che direzione muovermi anche rispetto ai gruppi, al blog, alle proposte di collaborazioni con associazioni e altro. Sono sicura che anche a voi è successo di seminare molto e poi dovervi trovare a scegliere a cosa dedicarvi.

In questo periodo mi manca la manualità. Scrivere per il blog, editare il romanzo, abbozzare il terzo, scrivere i racconti per qualche concorso, seguire i gruppi mi tiene sospesa su un livello mentale che alla lunga mi fa pensare molto, troppo, e tutta la creatività fluisce lì lasciando poca energia per il corpo. Quindi quando sono al limite pulisco casa. Dai, non ridere. Ah, mi stai invitando a venire a pulire casa tua? Potrei aggiungerla alle proposte che ho ricevuto, non si sa mai. Però non farmi fare la polvere! Sto già pensando ad altri contenuti per il blog quindi non farmi venire altre idee. Anzi, sì. Se vuoi lasciare un suggerimento su cosa vorresti trovare, lascia un commento qui sul blog così mi aiuti a scegliere o a valutare un’idea che io ho solo abbozzato perché crescere significa cambiare insieme.

Dicevo, ho bisogno di cose fisiche. Cucinare, concretizzare, costruire, manipolare, colorare. Ho necessità di iniziare e finire una cosa in poco tempo. Ho anche trovato un hobby giusto per me, ho comprato un sacco di materiale e ancora non mi ci sono dedicata. O meglio ho provato, ma richiede un po’ di pratica e una mano ferma.
Anche per questo motivo ho scoperto di sentirmi molto più a mio agio nella dimensione del racconto: è veloce, inizia e finisce in poco tempo. Lo avevo scritto in questo post e sto continuando proprio in questa direzione. Ho bisogno di riportare equilibrio tra i chakra superiori iperattivi e quelli inferiori.
Dai, dimmi che anche a te è successo almeno una volta di sentirti così. Non farmi sentire un’aliena. Ok, senza fondotinta sembro un po’  ET sul verdino, però ho questo corpo in dotazione e cerco di curarlo al meglio.

Stasera c’è il cerchio di meditazione a distanza.
Spolverate le antenne!

Comments

  1. Sì…mi sono sentita anch’io così…sai che anch’io faccio un lavoro “intellettuale”, per così dire, e non ci crederai ma anch’io sento il bisogno di fare qualcosa di molto, molto terreno e manuale alla fine della giornata o nel weekend e spesso trovo conforto nel pulire casa o nel riordinare! Adesso ho scaricato i mandala e devo solo recuperare dei colori per colorare..Suggerimenti per il blog non ne ho molti, il restyling mi è piaciuto un sacco, così come l’idea dei percorsi, che spero continueranno. Io mi sto stampando tutti i post dei due percorsi perché voglio farmi una specie di “quaderno spirituale” per ripassare 🙂 Ed ecco che continuo con i chakra superiori iperattivi…mmmm…Un bacio!

    1. Ciao Malù,
      certo che continueranno i percorsi, con qualche pausa tra uno e l’altro. Il prossimo sarà dopo l’estete. Percorso più cerchio di meditazione finale. 🙂

      Sto preparando un paio di scaricabili nuovi per il blog. Il tempo di aggiungere qualche contenuto extra, rivedere la grafica poi saranno on line così potrete divertirvi. 😉

      Riordinare per me è un caos. ahaha Io sono nata disordinata. Quando mi alzo perché ho bisogno di fare ordine mi aspetto sempre che spunti un esorcista perché io e l’ordine siamo sempre stati nemici. Eppure…
      Un abbraccio di Luce

  2. Silvia T

    Per lungo tempo mi sono chiesta “E dopo?”. Ciò che stavo facendo non mi soddisfaceva più, non riuscivo a mettere passione e impegno. Volevo qualcosa di concreto, forse perchè ho sempre la testa fra le nuvole e ho trovato pensato al lavoro che mi sono creata, nonostante potessi scegliere altro..Lavorare con la Terra mi da tanto. Mi ha ridato la Serenità che mi mancava nonostante tante ansie per questo progetto, che sono normali. Alla fine credo di aver scelto cosa fare di Pancia. Sentivo questa cosa come un bisogno. Ho bisogno di prendermi Cura delle cose e delle persone che mi circondano, di Guarire e la scelta che ho fatto dopo anni di indecisione, nel limbo di un lavoro precario, è stata Naturale..L’unica cosa che mi sono detta quando è stato il momento tra le mille cose cosa ti viene Naturale, cosa ti da Serenità e ti fa sentire realizzata? E la sensazione di precarietà e ansia piano piano se n’è andata. Quindi direi proprio che aliena non sei!
    Un abbraccio
    Silvia

    1. Ciao Silvia, sono convinta che tu abbia fatto la scelta giusta. E’ proprio la tua centratura a farmi capire che sei sulla giusta via. 🙂 Procedi così e goditi la terra e metti a frutto le tue competenze. 🙂

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