Controllo Recaller program

Oggi è la giornata internazionale del libro e io, divoratrice di libri, scrivo di dieta. Quando si dice stare sul pezzo.

Passano gli anni e non ho ancora fatto l’abitudine a vedere colombe, panettoni, torte salate e tutte le altre bontà che si preparano in occasione delle feste. Glutine e latticini sono un grande aiuto per far lievitare gli impasti. Se come me tendi a mangiare sempre le stesse cose e la tua alimentazione non è molto varia, potresti ritrovarti nella mia stessa situazione (ma non te lo auguro).

Dopo anni di alimentazione con mais e con quantità di lievito abbondanti, necessarie per la panificazione gluten free, ho saturato il corpo riempiendolo di nichel e lieviti. Il risultato? Sono spuntate altre intolleranze e, come puoi immaginare, togliere anche nichel (che è ovunque!) e lieviti dalla dieta mi avrebbe fatto vivere a riso e zucchine e poco altro.

A maggio dell’anno scorso, dopo aver lottato per vari mesi con fastidi allo stomaco, ho iniziato a seguire il Recaller program per il recupero delle intolleranze alimentari. In questo post trovi le mie riflessioni dopo aver iniziato la dieta.
Durante le vacanze pasquali mi sono decisa e sono andata in farmacia a farmi pungere il dito per la seconda volta. Avrei dovuto fare il controllo a novembre, ma non sono nota per la mia puntualità, anzi.
Il Recaller è cambiato dato che hanno aggiunto altri due dati che indicano l’infiammazione del corpo generata dalle intolleranze alimentari. Ho visto i risultati di un test e devo dire che anche la nuova grafica è molto più carina, fresca e chiara. Insomma ha meno l’aspetto di un regime alimentare.

Sono curiosa di vedere i risultati. Devo dire che il fastidio allo stomaco è decisamente diminuito e la mia soglia di tolleranza è aumentata parecchio. Nichel e lieviti sono meno nemici di prima. Certo, se faccio quindici giorni, come adesso, senza praticare il crudo, vivo e colorato o il giorno di astensione, non posso lamentarmi se l’acidità di stomaco torna a farsi sentire.
Il medico mi aveva prescritto vari farmaci antiacidi e contro il reflusso. Ho optato prima per terapie naturali poi il cambio d’alimentazione dato che sembrava parte del problema. Che senso ha prendere l’antiacido se si continua a mangiare ciò che ci fa stare male?

Quando ho cambiato regime alimentare prendevo olio di perilla e ribes nigrum come suggerito dal programma. Adesso ho interrotto anche quelli e mi concedo l’olio di perilla solo dopo pasti decisamente esagerati. Tradotto: se ceno con polenta (nichel), spezzatino (nichel per il pomodoro e il tipo di cottura) e funghi (lieviti) prendo l’olio di perilla per ridurre l’infiammazione.

Parliamo del peso. Stamattina ho infilato un paio di jeans di quando andavo all’università. Mi sono stupita sia di averli ancora nell’armadio, sia di cascarci dentro. All’epoca i fianchi erano decisamente pronunciati e i pantaloni hanno mantenuto la memoria di quella forma. Commetto un grande errore perché a colazione continuo a non mangiare proteine. Il mio peso pare essersi assestato, ma continuo a mangiare troppo pochi carboidrati. Diciamo che i due chili che ho perso non mi pesavano, anzi. Non potendo mangiare neppure il glutine, diventa un’impresa pazzesca. Senza mais (contiene nichel e si usa per panificare e fare dolci) e senza lievitati ho rischiato di trasformarmi in una galletta di riso. Mio figlio le chiama spugnette, il che la dice lunga sulla loro bontà. Sembrano polistirolo, ma se si ha fame, con una spalmata di marmellata bio diventano buonissime! (Scherzo, dai)

Il mio metabolismo è cambiato e la cellulite, coltivata con tanta fatica, se n’è andata. Certo, non dipende solo dalla dieta. Bevo circa 4 tazze di tisane o infusi al giorno, più l’acqua ai pasti e questo aiuta a drenare. A breve avrò i risultati e vi aggiorno su cosa è cambiato nel nuovo test.

 

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