Extrasensoriale: onnipotenza

Ti ricordi il discorso che avevamo iniziato sulla consapevolezza extrasensoriale?
Una delle poche cose che ho capito in questi anni è che accompagnare le persone a riconoscere la propria sensibilità extrasensoriale è un passo importante. E' un po' come fare il portiere di un albergo. All'arrivo ti chiede chi sei, prende i tuoi documenti, ti consegna la chiave della camera e resta a tua disposizione. Il suo compito finisce lì, o quasi. 
Per quanto riguarda l'extrasensoriale mi sento un po' come un portiere d'albergo (chi di voi è iscritto al gruppo Io leggo... mi avrà conosciuta come  portinaia!). Ho il compito di sentire chi ho di fronte, aiutarlo a identificarsi e consegno una chiave e qualche indicazione su come muoversi. E' un dono di libertà. Ma come ogni dono può portare a soggiorni meravigliosi oppure a esperienze pessime.

La fase dell'onnipotenza può essere come trovarsi d'improvviso in una suite quando si aveva una prenotazione per una matrimoniale. Ci si sente dei privilegiati. Si pensa di poter fare tutto. Si gode di un dono che va usato con sapienza. Perché? Perché se si esagera il conto rischia di essere molto salato.
A questo punto, passate le altri fasi di presa di consapevolezza del dono, dopo aver sperimentato per bene e esserti resa conto che non sbagli un colpo (o quasi), forse sentira di poterti lanciare un po'.

Anni fa conobbi una ragazza interessata ad approfondire il channelling. Dopo un mesetto circa mi disse che aveva incontrato un ragazzo in pizzeria, seduto al tavolo accanto al suo, e aveva avuto una sensazione di pericolo bruttissima passandogli accanto. Il giorno dopo seppe che all'uscita dal locale il ragazzo aveva avuto un incidente ed era morto. Mi chiamò piangendo perchè si sentiva in colpa per non averlo avvisato. Posto che la morte non è cosa che possiamo procrastinare, cosa avrebbe potuto fare davvero per aiutarlo?
Ecco, quando parlo di onnipotenza mi riferisco al voler salvare il mondo, al bisogno di dire tutto ciò che sentiamo o percepiamo dell'altro. Ricordiamoci sempre due cose fondamentali: esiste un'etica anche in questo ambito. Se vi arriva un'informazione può essere che dobbiate consegnarla oppure no. E se vi viene detto che dovete tacere, significa che c'è un motivo preciso. Voler fare Dio in terra o i santoni, o i guru, veggenti, chiaroveggenti, channel ecc. richiede, come prima cosa, che si rispettino le regole di armonia dell'Universo. Tenetelo sempre presente e, prima di parlare, abbiate l'umiltà di chiedervi se ciò che state per dire è davvero utile a chi riceve il messaggio o serve solo a gratificare il vostro ego. Se invece volete fare di testa tua ti senti invincibile, ricordati che rischi di esporti a un conto salato, a uno scivolone, a un errore e non c'è di mezzo solo a tua vita, ma anche quella degli altri.

Le informazioni che si ricevono non vanno necessariamente verbalizzate. Se stai accanto a una persona e formuli pensieri positivi su di lei, questa persona lo sentirà. Magari non a un livello cosciente, ma si sentirà bene in tua compagnia. Se senti che una persona è in pericolo, non serve raccontargli tutta la visione che hai avuto, basta invitarla, mentalmente o con un gesto, a fare più attenzione. Non fare la paladina! Ricordati sempre che l'errore è dietro l'angolo. Dire a una persona che un suo caro non ce la farà, specie se sei all'inizio, perché hai avuto una sensazione in merito, farà vivere malissimo le persone coinvolte. Ok, non entro nella filippica di cosa è bene per l'altro. Pensiamo a come agire in modo etico e meno egoico. Se hai un dono usalo consapevolmente. Sei un mezzo, uno strumento. Sei il punto di collegamento tra l'Universo e il resto del mondo. Siamo parte di Dio, ma non siamo Dio. Co-creiamo, ma non creiamo.
Il senso di onnipotenza si ha quando ci si rende conto che "Non sbagliamo mai". Ma non è così. Credetemi, si sbaglia eccome! Si vedono segni precisi e siamo convinti che stia per accadere una cosa e poi non succede nulla. E tutto serve solo ad alimentare (o co-creare) una grande illusione. In questo frangente tendiamo a non ricordare gli errori e a memorizzare bene i successi perché ci fanno sentire speciali. Le informazioni non arrivano da noi, ma attraverso noi. Non abbiamo meriti speciali, siamo solo strumenti.

Comments

  1. Silvia Z.

    Beh….grazie. Molto utile x me. 2 mesi fa, rientrando la sera a piedi, ho sentito qualcosa di spiacevole guardando la casa del vicino. E’morto di infarto in casa 12 h dopo. Ok, aveva 90 anni. Ma la cosa mi é rimasta impressa

    1. Uh Silvia, mi dispiace. So che questo tipo di percezioni sono molto forti e, se ricordo bene, non è la prima volta che senti situazioni legate alla salute. Credo sia dovuto anche al tipo di lavoro che fai che ti ha resa più sensibile, appunto, a una certa vibrazione. 😉

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