Percorso 2: sentire l’energia dei luoghi

Abbiamo iniziato questo percorso ascoltando il corpo e le emozioni. Abbiamo proseguito osservando e sentendo la nostra casa. Siamo sempre collegati alla Fonte, al Tutto, all’Universo, a Dio o come ti piace chiamarlo.
Anche quando usciamo di casa percepiamo l’energia e possiamo entrare in risonanza o dissonanza con ciò che sentiamo. In questo terzo step di preparazione al cerchio di meditazione a distanza di maggio, parliamo di sentire l’energia dei luoghi partendo dai sensi.

In passato ti è capitato di cercare casa? Come hai fatto a riconoscere quella giusta? Non ha nulla a che fare con il numero delle stanze o il colore delle pareti. Se sei stata fortunata ti sarai sentita subito a casa.

Quando facevo tirocinio in ospedale psichiatrico la prima cosa che sentivo di dover fare appena rientravo a casa, era una doccia. Era primavera inoltrata, faceva caldo, sudavo e soprattutto avevo la sensazione che l’odore e il disagio di quel reparto penetrassero in ogni cellula del mio corpo. Ho sempre usato molto gli odori per riconoscere ciò che percepivo adatto a me e distinguerlo da ciò che mi infastidiva. Non parlo solo di fastidio fisico, ma anche energetico. Siamo animali e siamo dotati di sensi, ma li usiamo molto meno rispetto a quello che potremmo. Quando vivevo a Brescia sentivo l’arrivo della pioggia semplicemente annusando l’aria. Non so spiegarti esattamente che odore avesse, so solo che sapeva di pioggia.
Chi ha vissuto a lungo in un posto riconosce i segni del meteo. Prova a chiacchierare con gli anziani del paese in cui vivi e otterrai informazioni utili a riguardo. Questi saggi osservano l’arrivo delle nubi, il colore dell’acqua, la direzione del vento come fanno gli sciamani perché sono ben radicati alla terra. Forse non sanno decodificare l’informazione in modo scientifico, ma sentono il posto in cui vivono.

Se parliamo di spazi aperti possiamo pensare a città o posti legati alla natura, ma quando pensiamo a luoghi chiusi, dobbiamo confrontarci con l’energia di chi abita una casa, frequenta un locale o soggiorna in un posto. Quando entri per la prima volta in un luogo, cosa ti colpisce? Qual è la primissima cosa che attira la tua attenzione?
Ho notato che uso tre canali differenti in base al tipo di luoghi. Non lo faccio consapevolmente.
Quando entro in chiese, musei, cinema, teatro, la cosa che mi colpisce è la temperatura.
Quando entro in luoghi pubblici come ristoranti, bar, locali e simili mi colpiscono i suoni.
Quando entro in una casa respiro e ne sento l’odore.

Facciamo un passo indietro. Per usare i sensi serve il corpo. Quando entri in un luogo nuovo quale canale ricettivo e percettivo si attiva meglio? Che tipo di informazioni ti dà sull’ambiente? Può capitare che ci arrivino sensazioni sgradevoli eppure le ignoriamo perché la mente ci porta altrove. I sensi hanno un duplice aspetto: fisico e espanso (o allargato). Il primo lo conosciamo bene. Il secondo è quello che ci permette di usare i sensi per percepire ciò che non è strettamente fisico. Mi riferisco allo strano freddo di alcuni posti che non passa neppure se ci si copre (prima di pensare a percezioni extrasensoriali, provati la febbre!) oppure all’odore di incenso o di fiori che si sente in alcuni luoghi di culto dove pare si avverta la presenza dei santi e dei beati. E mi riferisco anche ai profumi che sentiamo e ci arrivano come un segno, un abbraccio.

Una sera di dodici anni fa, io e mio marito stavamo chiacchierando. Ci conoscevamo da poco e sapeva delle mie percezioni extrasensoriali. Essendo lui della vergine, credo che all’inizio fosse molto diffidente ma, con il passare del tempo, e i vari episodi di cui è stato testimone, ha adottato il motto “Alcune cose non le puoi capire, si possono solo accettare”.
A un certo punto mi disse: “Senti che odore di rosa”. Non sentivo nulla, non quella volta. Iniziò ad annusare l’aria tipo segugio convinto che gli stessi facendo uno scherzo. Beh, mi fece svuotare il cassetto degli incensi e degli olii essenziali, compreso quello alla rosa, per annusarli tutti, ma neppure quello alla rosa era simile all’odore che aveva sentito. Nel frattempo quel profumo era svanito e aveva fatto spazio a molti dubbi. Per lui rose = nonna e ancora oggi nel giardino di casa ci sono quelle che aveva piantato lei.

Sono passati trent’anni da quando ho lasciato la casa in cui abitavo da piccola eppure ricordo ancora l’odore delle scale di quel condominio. Un paio di anni fa sono andata a visitare la Madonna di Loreto. Ricordo ancora la sensazione a pelle che ho avuto quando sono entrata. Molte persone hanno paura dei luoghi silenziosi, si sentono a disagio.
Lo capisco, perché il silenzio favorisce l’ascolto di sé.

Comments

  1. Ginevra

    Io uso la vista come senso principale. Mi fa stare bene una casa piena di luce mentre non mi sento a mio agio se c’è buio o penombra. Poi l’odore. Ricordo che quando andavo da mia nonna camminavo per le strade e mi piaceva annusare e sentire l’odore di pietra e muschio delle case e l’odore di sugo nell’aria e di polpette. Ancora oggi che mia nonna non c’è più , quando vado nel suo paese adoro passeggiare e cercare di sentire il profumo che sentivo allora. E’ come se sentissi lei!

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