Percorso 2: percepire l’energia

Questo post segna l'inizio del secondo percorso di esperienza che vi propongo per il 2015 e si concluderà con il cerchio di meditazione a distanza di maggio. Il percorso 2 ha come tema principale la percezione dell'energia. L'obiettivo è di darvi indicazioni e suggerimenti, ma lungi da me pensare che possa avere la stessa efficacia di un corso fatto in presenza. Confido che alcuni esercizi possano essere piccoli semi di risveglio. Per iniziare partiamo da ciò che è più facile ascoltare, o almeno così dovrebbe essere. Partiamo dal corpo.
Molti anni fa ho sofferto di attacchi di panico. Se ti va di leggere la mia esperienza la trovi in questo post. Ricordo perfettamente che prima di avere un attacco di panico il mio corpo mi dava segnali precisi. Mi sentivo diversa. A livello energetico qualcosa si muoveva e non riuscivo a identificarlo. Per fare un esempio simile, è come quando si sente che sta per arrivare il mal di testa. Si chiama aura e può essere il primo campanello a segnalare la cefalea imminente (o crisi di altre patologie). Ma nonsotante i segnali di stress e stanchezza, in genere, non ci si ferma. Eh no!

Nel periodo di crisi post tirocinio in presidio psichiatrico, avevo un altro segnale interno. Percepivo un disagio al centro del petto. Non mi serviva fare meditazione per osservarlo e identificarlo perché l'immagine che mi veniva spontanea era quella di un chicco di caffè. Amaro, tostato, forte.

Mentre scrivo questo post faccio mente locale sul fatto che, vicino al luogo dove facevo tirocinio, c'era una torrefazione. Lo so, l'ho già scritto, ma solo ora, a distanza di anni, ho collegato le due cose. E io ho odiato l'odore della torrefazione che si mischiava a quello dei disinfettanti dei reparti.

All'epoca ero all'inizio della mia ricerca in ambito olistico quindi non sapevo bene come trattare questo chicco di caffè. L'unico modo che avevo per liberarmene era piangere tutte le lacrime che potevo. Da quell'esperienza però ho imparato ad ascoltare molto di più il mio corpo. Gli attacchi di panico sono stati un segnale importante ed era difficile non dargli ascolto. Così come era difficile ignorare il concentrato oscuro di dolore e tristezza che avevo assunto in piccole dosi in quel reparto.

Quante volte hai sentito che non eri al top eppure hai proseguito ignorando la sensazione? Quante volte il tuo corpo ti ha lanciato ripetutamente un segnale,  sempre nello stesso punto, e alla fine hai somatizzato il disagio fino a sviluppare un disturbo o una malattia?

Abbiamo detto che la parola chiave di quest'anno è esperienza. Il mio invito quindi è di ascoltare per almeno una settimana il tuo corpo. Significa prestare attenzione a quali messaggi ti manda: se provi disagio per una situazione dove lo senti e come lo visualizzi? Com'é? Caldo, freddo, pungente, appiccicoso, fastidioso, costante o intermittente? O ancora è profondo e lancinante o sordo e persistente? Ascoltare il proprio corpo significa fermarsi ad ascoltare il proprio battito cardiaco o spostare l'attenzione sul respiro e ascoltarlo fluire dentro e fuori da noi. Durante la giornata fermati e porta l'attenzione sulla posizione in cui sei, su come respiri, sulla percezione che hai degli arti e controlla se hai qualche zona in tensione. E' un esercizio semplice, gratuito, divertente e può insegnarci un sacco di cose su come il pensiero e le emozioni interagiscono e influenzano il nostro. corpo. Già, l'obiettivo infatti, è collegare pensieri-emozioni-corpo.
Questo primo step ti aiuterà a procedere in modo efficace con i successivi passi che ci aspettano per aumentare la capacità di sentire. Ti invito a segnare su un quaderno o un piccolo blocco le tue osservazioni (meglio a penna). Ti aiuterà a osservare come la tua percezione cambierà di settimana in settimana.

In queste settimane tieni d'occhio la posta perché alcuni esercizi arriveranno tramite newsletter.

Comments

  1. flavia

    ciao. Ti seguo da alcuni mesi ma è la prima volta che scrivo, complimenti per il blog mi ha aiutato e sta aiutando molto 🙂

    io sono riuscita a dare ora la conferma all’iscrizione alla newsletter, proprio per il percorso, ho perso qualcosa o devi ancora inviare messaggi e tutto?

    1. Ciao Flavia, grazie dei complimenti! E’ un piacere leggerti, dare un nome a chi segue il blog è come stringersi la mano e presentarsi. 😉
      Il percorso è strutturato partendo dai post e nella newsletter invierò alcuni approfondimenti. Non ho ancora spedito nulla perché voglio lasciarvi un po’ di tempo per ascoltare il corpo osservandolo. Almeno 2-3 giorni ve li lascio. 😉

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