Nuovi inizi

Una fase di bilanci e poi via ai nuovi inizi. Ieri mattina mi sono guardata allo specchio e mi sono accorta che i capelli bianchi sembravano più visibili del solito. La sera prima c’è stato il cerchio di meditazione ed è anche uscita la notizia ufficiale della chiusura di Siska Editore, ovvero l’editore di Koru. Sembrava avessi un po’ di raggi di luna tra i capelli. Ho ricevuto diversi messaggi in privato sulle sorti di Koru. Confermo che il libro non è più disponibile. Almeno non per il momento. In queste settimane ho attraversato fasi diverse, per motivi diversi. A novembre dopo il compleanno di Koru stavamo pensando al rilancio del romanzo e ho proposto un blog tour dato che si parlava dell’uscita cartacea di Koru. Pochi giorni dopo scopro che le cose non vanno bene come pensavo. Io, Silvia, dopo la fase di smarrimento e sorpresa ho avuto la fase della rabbia, perché le cose non dette o trascinate mi indispongono un po’. Sorvolo sui passaggi intermedi e il caos di quei giorni. Lo sgomento, la delusione e la rabbia però sono durati pochissimo perché anche io ho avuto partita iva e ho chiuso alla stessa età di Siska. So perfettamente cosa c’è dietro una scelta di questo tipo. Non è per nulla facile.

Napoleon Hill dice: “Ricorda, quando i tuoi piani falliscono, che la sconfitta temporanea non è un fallimento permanente. Significa soltanto che i tuoi piani non erano validi. Crea altri progetti. Ricomincia tutto da capo“. Ricomincia tutto da capo. Quanta verità in questa frase.
Ho lavorato per mesi all’editing del romanzo. Lo so, ora non è più disponibile, ma quel lavoro in tandem con Annalisa Uccheddu mi ha permesso di imparare un sacco di cose sulla scrittura e soprattutto di vedere la mia scrittura. Siska sa perfettamente quanto le sia grata per questo. Lo dico anche pubblicamente così si imbarazza un po’.

Quando mi ha avvisata che stava valutando alcune possibilità, mi ha chiesto se avessi intenzione di passare ad altri editori ai quali stava proponendo di adottare gli ebook da lei pubblicati. Io, nella mia follia, ho rifiutato.
Non so se avete letto il racconto contenuto nell’antologia “Una storia magica” di Sperling. Per me c’è una differenza incredibile tra il romanzo e il racconto. Lo scorso anno per voi non è successo nulla rispetto alla trilogia, lo so. Avevamo annunciato l’uscita del racconto lungo Ritorni e sapevate che ero sull’editing del secondo episodio di Deana, ma non sono usciti. Mi dispiace aver disatteso l’aspettativa di quelle quattro adorabili folli che aspettavano il seguito e mi dispiace aver aspettato tanto fare chiarezza su cosa stava accadendo, ma c’erano dei tempi tecnici che mi sono sentita in dovere di rispettare. Se per voi era tutto fermo per me è stato un anno di gran lavoro.
Ho inviato Koru a un agente ma, ovviamente, è stato rifiutato. Me lo aspettavo, ma non sapevo perché avevo quella sensazione. E’ stata una benedizione, anche se sul momento qualche parolaccia l’ho detta! Il seguito di Deana è così diverso dal primo romanzo che Koru, così com’è, non mi rappresenta più. Ho letto, scritto, riscritto, letto libri, studiato e giocato con le parole. Ho osservato la mia scrittura ancora per un un anno da quando è uscito Koru. Non posso pretendere che il romanzo venga accettato se io per prima ho delle riserve sullo stile e sulla scrittura. Questo è il motivo per cui ho rifiutato di passare a un altro editore. Non so cosa farò o come procedere. Forse finirò e deciderò di cercare un editore, un agente, deciderò di autopubblicarlo o di regalarlo, chi lo sa.
Prendo questa porta che si chiude e il rifiuto dell’agenzia come due segni precisi. Ho la possibilità di rimettere mano al lavoro che ho fatto per renderlo più affine a me, a come sono ora e a fare meglio. Se non lo facessi, come dice un’amica testona che mi cazzia sempre (lei non se ne rende conto ma è una delle poche che può parlarmi così!) avrei davvero buttato nel cesso due anni di lavoro. Perché dico questo? Voglio fugare eventuali dubbi a chi mi immagina a strapparmi i capelli o a imprecare contro l’Universo perché è proprio in questi momento che siamo chiamati a mettere in pratica ciò che abbiamo letto e studiato. Anche perché, in caso, mi strapperei solo quelli bianchi e al momento sono molti dato che, per via dell’influenza, ho rimandato la tinta.

Tutto tende all’armonia e so che ogni cosa accade per il nostro bene. Sono in un anno 9 ed è perfetto per chiudere un ciclo. Forse  anche chiudere una trilogia. E’ la mia occasione per dimostrare che posso fare meglio quindi scusate, vado, ho due libri da rivedere.

Comments

  1. Potrei essere una delle quattro folli che attendevano il seguito di koru, potrei.
    O forse, potrei essere una testona -scurrile, svirgolata e talvolta eccessivamente franca- sì, potrei essere anche questa.

    Nel mentre tu rivedi i due libri, io rifletto su chi sono!

    Potremmo trovarci -o ri-trovarci- un giorno, a sfogliare pagine e annusare parole;
    a guardare i capelli color della luna e vederci l’impegno, non la fatica;
    a toccare le cicatrici sulle ginocchia e ringraziare per le brusche scivolate;
    a leggere di vita, di sogni e desideri e -a nostra volta- vivere, sognare e desiderare!

    Buon lavoro, amica! 😉

  2. laura

    Grazie Silvia! È una bellissima testimonianza di come tradurre in realtà quello che spesso diciamo solo “in teoria”. La vita è un viaggio e le tappe come pure le soste, a volte sono impreviste. L’importante è saper cogliere il messaggio come ben dici ed essere sempre pronti a ricominciare! Buon lavoro Silvia!

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