Fare meno e fare meglio

In queste settimane sono ferma. Sto riflettendo su cosa ho concretizzato quest'anno rispetto a ciò che avevo in programma e sto cercando di essere il più obiettiva possibile rispetto alle motivazione che non dipendono da me (davvero eh!) rispetto agli alibi che posso raccontarmi. Avevo scelto di indirizzare la maggior parte delle mie energie verso un progetto tralasciandone altri. Non è stato un errore perché il percorso è stato utile sotto altri punti di vista però non potrò mettere la spunta come pensavo. Non ancora.

Ho investito tempo ed energie e ora sono ferma. Ho attraversato la fase della delusione, poi della rabbia perchè non mi piace sbagliare (sono sempre una leoncina ascendente scorpione!) e infine sono riuscita a guardare oltre la mente e ho visto un disegno preciso, completo, molto più grande della mia soddisfazione immediata e ho capito che tutto è perfetto esattamente così. L'universo tende sempre alla perfezione. Quello che all'inizio sembrava un errore era esattamente ciò che mi serviva per questo pezzo di percorso e per il mio progetto.Lo scorso dicembre avevo comprato un'agenda che non ho mai usato e avevo un calendario da ufficio (avete presente quelli enooormi?) sul quale avevo scritto tutti i temi dei post dell'anno in corso per il blog. Ora siamo a metà mese e non ho fatto ancora nulla. Tra dieci giorni riceverò un'altra agenda in regalo e partirò con l'intenzione di usarla, ma non garantisco. Credo di essermi persa da settembre. No, non è stato per incuria quanto perchè in corso d'opera mi sono accorta, e credo sia chiaro anche a voi, che il blog così com'era non mi corrispondeva più. Era troppo tecnico. Ok, è un blog professionale, nel senso che racconto quello che so e metto a disposizione alcune competenze però... troppo serio, troppo tecnico. Il rimando che avevo da chi mi conosce di persona, o anche solo via skype, era sempre lo stesso: "Come sei seria sul blog". (E' un modo carino per dire che mi danno della casinista, un po' gioppina o caciarona per dirla alla romana). Era chiaro che c'era (c'è) qualcosa che non andava nel mio modo di pormi o di scrivere. Sono troppo seria? Probabilmente sì. Tratto seriamente questi temi? Sicuramente sì. E lo faccio perchè nel marasma delle professioni non regolamentate ci sono una marea di tuttologi e fuffologi (e copiatori folli) con cui non mi sento molto in sintonia. Però i copiatori folli vanno avanti bene, eh! Tutto sommato fanno meno fatica e hanno più risultati. Se per serietà si intende rispetto sì, sono molto seria.Ci sono cose di cui non mi interessa più occuparmi e altre a cui voglio dare più attenzione. Mi sembra giusto informare chi passa di qui e ha la pazienza di leggermi da oltre tre anni o solo da qualche giorno. Mi piace pensare più all'esperienza e alla pratica che non alle informazioni. Lo sapete già. Organizzare i cerchi di meditazione quest'anno è stata un'esperienza fantasica. Impegnativa ma davvero incredibile!
Siamo esseri in continua evoluzione, vale anche per me, per ciò che sono e per cosa faccio o mi piace fare.

Una volta la mia guida mi disse:  "Per avere una visione chiara non puoi continuare a sbattere i piedi sotto la superficie dell'acqua. Bisogna stare fermi e lasciare che la sabbia che rende l'acqua torbida si depositi sul fondo. Allora si ha la possibilità di vedere con chiarezza".

In un mondo che corre senza sosta, fermarsi e osservare la propria visione, riconoscerla, arricchirla, virtualizzarla, può davvero fare la differenza.

Comments

  1. Moky

    Ottimo consiglio quello della tua guida.
    Mi sono fermata, ho aspettato di capire da che parte muovermi, sono ancora ferma.

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