Concorso di scrittura e LOA

Mi hanno fatto notare che sul blog parlo poco di scrittura, nonostante sia la mia priorità ogni giorno. Per me la scrittura non è legata al blogging, ma alla narrativa. Ogni mattina dalle 9 alle 12, o la sera quanto tutto tace, mi dedico a questo.

Una mattina di quest’estate ho chiesto all’universo di aiutarmi a trovare un concorso di scrittura interessante. Due giorni dopo incrocio – pensa che caso! – un paio di iniziative. La prima è una selezione per microracconti legati al caffè, l’altra è per  racconti per una casa editrice grossa. Così grossa che decido subito di partecipare perchè è una bella occasione per mettersi alla prova. I racconti vincitori saranno inseriti in un e-book scaricabile gratuitamente e saranno pubblicati senza provvigioni. Tradotto: per partecipare non devi pagare nulla e in caso di vittoria il racconto sarà pubblicato, ma non ti sarà riconosciuto neppure un euro. Sì, ok, ma vuoi mettere un racconto in antologia con un editore così grosso?
Mi serve solo un’idea legata alla magia delle donne. E’ il mio settore. Questo tema sembra scritto per me. La scadenza della consegna è il 31 agosto. Ho tempo. I giorni passano e sono sempre in cerca di un’idea. Arriva, non può non arrivare, è il tema perfetto per me, è nelle mie corde, è una bella occasione. Mi serve qualcosa di pazzesco per un editore così grosso.

A forza di ripetere che l’editore è grosso mi è venuta l’ansia da prestazione. Nessuna idea all’orizzonte.
Ok, se non mi viene un’idea decente non partecipo. Semplice.

Riprendo il lavoro su Deana 2 finché un giorno a pranzo mio figlio inizia a mangiare la frutta contando i pezzi. Click! Si è accesa la lampadina. Ecco l’idea per il racconto. Ci penso tutto il pomeriggio e la sera, immersa in assoluto silenzio, inizio a scrivere la bozza. Lo rileggo, ma non mi ispira, è un po’ troppo sdolcinato. Lo lascio decantare e ci lavoro il pomeriggio seguente. Leggo e rileggo e lo finisco. Ho ancora tempo. Partiamo per le ferie e al rientro avrò tutto il tempo di rileggere, limare e controllare il testo perchè è un’occasione. Il 25 agosto riprendo in mano il racconto. Ormai è ora di rivederlo e spedirlo. Leggo, rileggo e rileggo ancora. Cambio, aggiungo, tolgo, sposto, sistemo, rileggo ancora. Rivedo anche il bando di concorso per controllare cosa devo spedire perchè ormai la scadenza è prossima.
Ohibò! Avevo letto male! (Non è vero! In quel momento ho detto svariate parolacce!) Il racconto deve essere minimo 10 mila battute, massimo 17 mila. Ne ho scritte meno di nove mila. Ok, devo allungare la storia. La sera ci lavoro ancora. La rileggo e non mi convince. Siamo al 31, devo consegnare, è un editore grosso, non posso lasciarmi sfuggire quest’occasione, rivedo la storia finché non la sento, almeno un po’, nelle mi corde perché così è ancora troppo zuccherosa.
E’ l’ultimo giorno utile e mancano poche ore alla scadenza dei termini per l’invio. Rileggo l’ultima volta. Preparo la mail, controllo i dati richiesti, spedisco.
La mattina successima mi sveglio e come prima cosa rileggo il racconto.
Cazzo! Due refusi. (Sì, dico le parolacce! Non ne ho mai fatto mistero).
Com’è possibile? L’ho riletto mille volte. Ok, non passerà. Eppure io mi sentivo già in quell’antologia. Mi piaceva il risultato finale e -caspita!- il tema sembrava fatto per me!
Il tempo passa. La delibera con i nomi dei vincitori è per i primi di ottobre. Sulla pagina di Sveva Casati Modignani il 7 ottobre c’è un avviso per chi ha partecipato al concorso Una storia magica indetto da Sperling e Kupfer (Non fate quella faccia! Vi avevo detto che era un editore grosso!) Annunciano che il verbale è stato chiuso e le vincitrici saranno avvisate nel giro di pochi giorni.
15 ottobre. Ancora nulla. Per forza, con quei due refusi nel testo! Che stupida. Eppure l’idea di uscire in antologia con Sperling è così piacevole.

La mattina del 31 ottobre ricevo una mail con oggetto Vincitrici, mittente Una storia magica.
Leggo la mail, controllo l’indirizzo di posta. Ok, oggi è dolcetto o scherzetto. Scherzetto! Eppure la mail sembra reale. Inizio a ridere e piangere insieme. “Per un concorso?” direte voi.
Non è il concorso in sé, ma è l’essere scelti a rendermi felice, è gratificante. Ho una formazione di tutt’altro tipo e scrivere, per me, è una scuola continua, un banco di prova costante. O almeno io mi sento così. Essere scelti, per me, è un gran bel premio.
Il pomeriggio squilla il cellulare. Non ho il numero in rubrica. Rispondo aspettandomi l’ennesima operatrice di call center che vuole vendermi qualcosa. Una voce gentile chiede conferma della mia identità e mi dice che chiama da parte di Sperling. Mi alzo in piedi con uno scatto e inizio a camminare, avanti e indietro, per casa. La voce gentile mi avvisa che lunedì 3 novembre sarà fatto l’annuncio ufficiale sulla pagina di Sveva Casati Modignani. E’ stato fatto oggi.

Perchè vi ho raccontato questa storia? Ci sono un sacco di ingredienti sulla legge di attrazione.
– La richiesta all’universo, alla Fonte, alle guide o a Dio (scegliete il nome che preferite) e la sincronicità.
– L’emozione (ansia compresa) perchè più è grande l’obiettivo, più aumentano le resistenze e il dubbio di non farcela (beata mente sempre all’opera!)
– La prima resa. Ok, non partecipo se non ho un’idea.
Lasciare andare. E arriva l’idea.
Azione e impegno. Nel mio caso scrittura, lettura, rilettura ecc.
– La seconda resa. Quando mi accorgo del numero di battute insufficiente.
Azione e impegno costanti perchè chi si ferma perde sempre! 😉
Azione finale. Spedisco il racconto e confermo la mia intenzione (l’intento diventa azione) di partecipare al concorso.
– La terza resa quando scopro i due refusi malefici.
Lascio andare definitivamente. Ormai la mia parte l’ho fatta.
– L’emozione di fondo di serenità e la visione chiara, nonostante la mente cercasse di portarmi altrove.

Questo è il dietro le quinte di un racconto. Tra alti, bassi e refusi.

Add A Comment